Google dona a suocera perché nuora intenda

Il motore di ricerca dona tre milioni di dollari alla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per digitalizzare documenti e libri rari. E per abbattere i pregiudizi degli editori

Washington (USA) - La corsa verso il successo del discusso progetto librario di Google, Book Search, passa anche dall'approvazione dell'opinione pubblica statunitense. Ed è per questo motivo che l'azienda fondata da Brin e Page ha devoluto tre milioni di dollari alla Biblioteca del Congresso, dove è conservata la più importante collezione americana di manoscritti e libri rari.

Il gigante di Mountain View contribuirà alla realizzazione di un sistema per digitalizzare i volumi più preziosi della storica collezione della Biblioteca più grande, composta da più di 10 milioni di inestimabili esemplari provenienti da tutto il mondo: foto, documenti e lettere.

James Billington, responsabile e gestore dell'istituzione americana, ha accolto con calore la donazione di Google. L'auspicio di Billington è che "portare online i libri in nostro possesso è un'occasione unica", augurandosi che la digitalizzazione dei manoscritti possa garantirne la longevità.
Il mastro libraio Billington, custode della storia americana, spera che altri paesi possano presto giovarsi delle tecnologie digitali per preservare la propria memoria collettiva. Ultimamente il ruolo di Google nel processo globale di digitalizzazione dei saperi ha alimentato forti polemiche riguardo al monopolio anglofono nel panorama telematico.

Sergey Brin, cofondatore del più importante motore di ricerca su Internet, ha sottolineato la vena "filantropica e benefica" dell'iniziativa, caratterizzata dall'intento di "condividere sempre più informazioni e renderle disponibile alle masse". Tuttavia la mossa, contrapposta all'interessamento di Yahoo! per alcune biblioteche europee, sembra mirata ad ottenere preziosi elementi digitalizzati pronti per essere indicizzati da Google.

La missione dell'azienda di Brin, "riorganizzare la conoscenza globale", è complicata - specialmente quando si tratta di organizzare informazioni stampate. Il gigante californiano è contrapposto agli interessi dei grandi editori, ed è già da tempo impegnato a fronteggiare le minacce legali di importanti case editrici statunitensi.

Tommaso Lombardi
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