MicroOS, l'Australia adotta un'Iguana

Un centro di ricerca australiano ha messo a punto un sistema operativo open source adatto a girare su cellulari, set-top box, automobili e appliance di rete. Il sistema supporta Linux virtualizzato

Sydney (Australia) - Nel campo dei sistemi operativi destinati ai dispositivi embedded, come telefoni cellulari, computer di bordo e decoder TV, l'Australia ha deciso di fare da sé. Snobbando i prodotti già in commercio, il National ICT Australia (NICTA) ha sviluppato un proprio sistema operativo embedded di basso livello, chiamato Iguana, che si appoggia al microkernel open source L4.

Il NICTA è un centro di ricerca voluto dal Governo australiano per promuovere l'innovazione nel settore dell'informatica e delle comunicazioni. L'istituto, che lavora a stretto contatto con l'Università del New South Wales, a Sidney, e con quella di Karlsruhe, in Germania, sta portando avanti lo sviluppo di una piattaforma embedded che possa essere utilizzata dalle aziende in una vasta gamma di device, sia consumer che industriali. Iguana rappresenta uno dei tasselli più importanti di tale piattaforma, perché costituisce il layer software su cui far girare sistemi operativi di più alto livello, come Linux.

Iguana si basa sul kernel L4Ka::Pistachio, prima implementazione delle API L4v4 capaci di supportare una grande varietà di architetture a 32 e a 64 bit e il multiprocessing. Gernot Heiser, program leader del progetto, afferma che le priorità nello sviluppo del proprio sistema operativo sono state sicurezza e affidabilità. Iguana implementa meccanismi per la tutela dei dati sensibili e delle proprietà intellettuali, inoltre può essere configurato per eseguire esclusivamente programmi e componenti (come i driver di periferica) firmati digitalmente. Heiser sostiene che il sistema utilizza una robusta tecnologia per la protezione della memoria e l'isolamento dei processi e un'architettura a basso overhead. Ottimizzato per sfruttare a fondo le CPU basate sui core ARM7 e ARM9, Iguana può girare anche su processori x86, IA-64 e MIPS, inclusi quelli privi del supporto alla memoria virtuale.
Il NICTA ha anche sviluppato Wombat, porting del kernel Linux 2.6 progettato per girare al di sopra di Iguana in user mode utilizzando la paravirtualizzazione, un approccio alla virtualizzazione - adottato ad esempio dal noto software open source Xen) - che consente di ottenere performance elevate al costo, però, della necessità di modificare il sistema operativo guest.

Iguana è la prima tecnologia sviluppata dal NICTA ad aver preso la via del mercato. Il centro di ricerca australiano ha infatti stipulato un accordo commerciale con Qualcomm per l'uso del proprio sistema operativo embedded e del microkernel L4 in alcuni chipset per telefoni cellulari 3G.
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