
Sony BMG ha dichiarato, come noto, di aver
richiamato milioni di CD infetti con il rootkit delle proprie tecnologie DRM e in questi giorni gli ispettori del procuratore generale di New York, Eliot Spitzer, hanno deciso di verificare. Scoprendo che non è esattamente così.
Gli uomini di Spitzer, sulla scorta della denuncia che il Texas
ha presentato contro la multinazionale, e forti degli avvertimenti sui rischi-sicurezza del rootkit Sony BMG provenienti dall'Homeland Security Department, hanno scoperto che molti dei CD infetti
sono ancora in vendita.
Spacciandosi per clienti qualsiasi, ha spiegato l'ufficio di Spitzer, gli agenti del procuratore hanno acquistato numerosi CD infetti dopo più di una settimana da quando Sony BMG ha annunciato il ritiro degli stessi. CD comprati in tutte le maggiori catene di distribuzione, da BestBuy a Virgin Megastore, da WalMart a Circuit City.
Dei cinque milioni di CD "al rootkit", Sony BMG ha ammesso di averne venduti
2,1 milioni, un numero enorme che Spitzer spera possa non allargarsi. Il suo ufficio ha diramato un annuncio in cui si appella ai consumatori affinché
non comprino quei CD o, se lo hanno fatto, non li utilizzino sui propri computer. L'alternativa è riportarli in negozio e ottenere il rimborso.
"E' inaccettabile - ha scritto Spitzer in una nota diffusa alla stampa - che dopo più di tre settimane da quando questa seria vulnerabilità è stata rivelata, quegli stessi CD siano ancora sugli scaffali nei giorni di shopping più intensi dell'anno. Chiedo a tutti i negozianti di diffondere subito avvisi su questi prodotti, di ritirarli dal mercato e rispedirli a Sony".
Difficile dire come finirà, per ora gli uomini di Spitzer fanno sapere che tutta la questione è oggetto di una indagine che potrebbe concludersi con una denuncia formale come accaduto in Texas.
Da parte sua Sony BMG ha reagito alle iniziative del procuratore affermando, attraverso un portavoce, di aver dato vita "ad un programma di scambio" e di essere "decisa a togliere dai negozi tutte le copie dei 52 titoli interessati ". Infine ha dichiarato di "apprezzare l'appoggio del procuratore generale ai nostri sforzi ". Va detto che Sony BMG a luglio ha accettato di pagare
10 milioni di dollari per chiudere l'indagine avviata proprio da Spitzer sui cosiddetti "payola", un giro di regalìe che l'azienda avrebbe elargito a destra e a manca per assicurarsi che le proprie tracce in vendita venissero suonate dalle maggiori emittenti radiofoniche.
L'ultima gatta da pelare per Sony BMG in questo quadro sarà il rapporto con gli artisti. Quelli nominati nella
lista dei 52 CD al rootkit hanno già visto precipitare le vendite, e quindi gli incassi, una situazione che già nei prossimi giorni potrebbe ripetersi anche per i CD dotati del dispositivo DRM appena denunciato da Halderman.