Dissequestro dei materiali Indymedia

La polizia ha restituito computer e altri device sequestrati. Ma secondo Indymedia sono danneggiati. Il 16 marzo manifestazione-parata a Roma

Roma - A circa due settimane di distanza dal clamoroso sequestro di materiali informatici del network di Indymedia Italia effettuato dalla polizia in alcune città italiane, le forze dell'ordine hanno ora restituito computer e altri device ai legittimi proprietari.

Il 20 febbraio la polizia aveva effettuato dei blitz in diverse città italiane, come Torino, Firenze, Bologna e Taranto sequestrando materiali audio e video relativi all'irruzione che nel corso dell'ultimo G8 ebbe luogo alla Diaz di Genova e nell'Independent Media Center di Indymedia.

Stando ad una nota diffusa da Indymedia, quasi tutti i materiali sequestrati al TPO di Bologna sono stati restituiti. Erano stati sequestrati computer, videocassette, riviste, foto appartenenti a laboratori di ogni genere ospitati al TPO e persino un vibratore che si trovava nel sexy shop.
"All'atto del dissequestro - spiega Indymedia in una nota - abbiamo riscontrato che:
- i computer riportano danni esteriori, segni di trasporti violenti;
- i dischi fissi dei computer sono stati staccati, dunque copiati. Alcuni non sono più funzionanti;
- i materiali cartacei e audiovisivi dell'infoshop sono stati estratti dalle loro confezioni e dunque sono ora invendibili.
Del vibratore, purtroppo, non c'è traccia".

Indymedia Italia e il TPO di Bologna hanno quindi annunciato che si avvarranno della perizia di un tecnico, per accertare e denunciare i danni subiti.

"E - continua la nota - prendiamo atto della conclusione di un sequestro inutile. Inutile, perchè il materiale era pubblico. E per visionarlo non serviva un ordine di sequestro, bastava un mandato. Un sequestro dannoso: per due settimane ha bloccato l'attività di decine di persone. Un sequestro inefficace, se l'intenzione era quella di intimidirci".

Il prossimo 16 marzo, alle 15, con partenza da piazza Esedra a Roma, Indymedia insieme a Radio Onda Rossa, ha organizzato la manifestazione "RECLAIM YOU MEDIA", "un corteo musicale e rumoroso - si legge in una nota - in difesa della libertà di espressione".

L'idea della manifestazione, che giunge in un momento così caldo per le istituzioni mediatiche indipendenti, è quella, spiega la nota, di una "MEDIA PARADE: invitiamo tutti e tutte a reclamare la propria visibilità sforzandosi di comunicare con gli strumenti più disparati. Sono benvenuti cartelli personali, attacchinaggio di massa, proiezioni, reading di poesie, graffiti, coreografie, mongolfiere, performances, giochi di prestigio, acrobazie, cabaret.
L'informazione deve essere libera".
TAG: cybercops
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