Xen 3.0 sogna l'enterprise

La nuova e importante e release del noto software di virtualizzazione open source introduce funzionalità che lo rendono un avversario ancora più temibile delle soluzioni proprietarie

Palo Alto (USA) - Il software di virtualizzazione open source Xen potrebbe presto diventare uno dei protagonisti del mercato enterprise. A favorirne l'ingresso nei datacenter aziendali è l'arrivo della nuova major release 3.0 e dell'imminente XenOptimizer, la prima soluzione commerciale basata sul codice di Xen.

Xen 3.0 arriva a circa un anno di distanza dalla precedente major release, un arco di tempo che ha permesso alla sua comunità di sviluppatori di aggiungere al software un'impressionante numero di novità e migliorie, alcune di importanza cruciale nella competizione con i prodotti proprietari. Xen 3.0 è ora in grado di supportare sistemi guest a 32 vie con la possibilità di eliminare o aggiungere "a caldo" (hot plug) le CPU: questa caratteristica, unita alla capacità di Xen di riallocare dinamicamente i guest attivi da una macchina all'altra, consente agli amministratori di sistema di ottimizzare i carichi di lavoro ridistribuendoli tra i sistemi meno "indaffarati".

Il supporto alla tecnologia Physical Address Extension (PAE) permette invece alla nuova versione di Xen di indirizzare oltre 4 GB di memoria RAM sui sistemi a 32 bit e fino a 1 TB su quelli a 64 bit. Il software supporta poi la specifica Trusted Platform Modules, che fornisce funzionalità in hardware per la sicurezza e la protezione di dati e contenuti, e la Virtualization Technology (VT) di Intel, che dovrebbe incrementare sensibilmente le performance e consentire a Xen di virtualizzare tutti i sistemi operativi sul mercato. La compatibilità con la controparte AMD di VT, Pacifica, arriverà sotto forma di aggiornamento all'inizio del prossimo.
"Questa release di Xen è il frutto del lavoro di oltre 150 sviluppatori di tutto il mondo, di oltre 20 grandi vendor di infrastrutture enterprise e, non per ultimo, di OSDL e di dieci prestigiose università", ha affermato Ian Pratt, project leader di Xen e fondatore di XenSource. "L'industria ha abbracciato Xen come standard aperto industriale per la virtualizzazione".

Lo sviluppo di Xen è oggi sostenuto da diversi colossi del settore informatico, tra cui IBM, Intel, AMD, Sun, Novell e Red Hat. Xen sembra avere tutte le carte in regola per rivaleggiare con le soluzioni di virtualizzazione più blasonate, come quelle di VMware, Microsoft e SWSoft, rispetto alle quali promette più performance: questo a fronte però della necessità di modificare i sistemi operativi virtualizzati. Attualmente, quelli in grado di girare sopra Xen sono Linux, FreeBSD, NetBSD e Plan 9: Novell sta lavorando ad un porting di NetWare. Anche Windows, in teoria, potrebbe essere virtualizzato da Xen, il problema è che la licenza di Microsoft non permette alcuna modifica al sistema operativo.

Il codice di Xen 3.0 si troverà alla base di XenOptimizer, un prodotto commerciale per la gestione centralizzata dei server virtuali creati con Xen. Questa piattaforma, sviluppata da XenSource, rivaleggia con prodotti come VirtualCenter e VMotion di VMware e fornisce funzionalità di virtualizzazione avanzata come la conversione dinamica da macchine fisiche a macchine virtuali, lo spostamento dei server virtuali tramite drag and drop, la distribuzione automatica dei carichi di lavoro, e il costante controllo delle risorse di calcolo, memoria e storage. XenOptimizer, che attualmente si trova in beta testing, verrà rilasciato all'inizio del prossimo anno per la piattaforma Linux: una versione Windows potrebbe essere sviluppata più avanti nel tempo.
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