Cifratura fuorilegge nella Repubblica Ceca?

E? uno degli effetti di una legge in via di approvazione, una normativa talmente vaga che rischia di travolgere tecnologie fin qui considerate legittime. Ma si spera in un miglioramento

Roma - C'è preoccupazione tra gli esperti e gli osservatori dopo che la Camera bassa del Parlamento ceco ha approvato una normativa che aggiorna il Codice Penale in materia di tecnologie ma che, come spesso accade, è stata realizzata apparentemente senza tener conto della realtà tecnologica.

La prima bozza della normativa, che include anche la ratifica della convenzione europea sul cybercrime, era pensata per perseguire i reati di cracking dei sistemi informativi. Le modifiche alla bozza, avvenute in Parlamento, denuncia ora l'organizzazione europea per i diritti civili EDRI, allargano le misure anche a tecnologie di cifratura o a software e operazioni, fin qui del tutto legittime, di testing dei sistemi informatici.

Per una volta, però, la stessa EDRI, attraverso una delle organizzazioni locali affiliate, è riuscita a proporre emendamenti che, se approvati, riporteranno la normativa nell'alveo della Convenzione. Questa, pur criticata da più parti per l'allargamento dei poteri di indagine sulle reti informatiche, non prevede misure drastiche contro tecnologie di sicurezza ampiamente utilizzate in ambito pubblico e privato.
"La vaghezza della nuova legge - spiega EDRI - avrebbe posto una minaccia gravissima volta alla criminalizzazione arbitraria di attività legittime, dando luogo ad una generale incertezza del diritto".

A questo punto si aspetta il voto del Senato che, però, dovrebbe avvenire sulla bozza riscritta e migliorata grazie all'apporto degli esperti.
TAG: sicurezza
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