Microsoft: pagheremo gli utenti di MSN Search

Lo annuncia il chairman e fondatore Bill Gates in visita a Bangalore, spiegando di voler condividere gli introiti pubblicitari con i propri utenti. Per contrastare Google

Bangalore (India) - Pagare gli utenti affinché utilizzino uno specifico motore di ricerca, MSN Search, questa l'idea che ha tirato fuori dal cappello Bill Gates in visita in India, parlando dinanzi ai 5mila invitati del Microsoft Ready launch Tour 2005 nella "Silicon Valley indiana".

"Diremo semplicemente agli utenti che invece di tenere per noi tutti gli introiti provenienti dalla pubblicità online ne condivideremo una parte. L'utente in pratica sarà pagato o con soldi o con contenuti gratuiti o con applicazioni normalmente non commercializzate", ha spiegato Gates.

La strategia del colosso di Redmond è quella di attirare non solo il maggior numero di inserzionisti, ma anche quella di aumentare l'audience del suo MSN Search - attualmente in terza posizione nella classifica statunitense con 49,7 milioni di unique user (Fonte: ComScore Media Metrix ottobre 2005). I tempi di implementazione del nuovo servizio non sono stati resi noti.
Alcuni analisti sostengono che l'esito del confronto con Time Warner possa essere l'elemento discriminante per il lancio di questo modello commerciale di "revenue sharing". Da settimane è in atto una trattativa per la creazione di una partnership in ambito pubblicitario, che coinvolgerebbe - ovviamente - anche AOL, sussidiaria Warner. Microsoft e Google sono in dura competizione per questo contratto. Chi non dovesse spuntarla si troverebbe in una posizione decisamente svantaggiata.

Sebbene sui servizi online di nuova generazione il confronto sia teoricamente ad armi pari, sotto il profilo del potere pubblicitario - nella ricerca online - Google è in netto vantaggio. Nielsen/NetRatings ha stimato, ad esempio, che nel solo mese di settembre le ricerche online negli Stati Uniti sono state effettuate nel 45% dei casi su Google e solo nel 12% su MSN Search, con evidenti conseguenze sugli introiti pubblicitari.

Microsoft in qualche modo vuole adottare una soluzione già sperimentata da alcuni piccoli siti di ricerca, che distribuiscono premi agli utenti più fedeli. GoodSearch e Iwon, ad esempio, sembrano aver ottenuto discreti risultati con sistemi analoghi. L'unico effetto collaterale, secondo alcuni specialisti, è che il grande pubblico potrebbe iniziare ad accedere ai siti solo ed esclusivamente per raggranellare qualche spicciolo, senza un reale interesse nei confronti dei prodotti pubblicizzati.

"Siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni che possano rendere l'esperienza online più soddisfacente, questo include la possibilità di distribuire crediti in relazione alle ricerche effettuate sulle nostre piattaforme. Abbiamo riscontrato che gli utenti apprezzano notevolmente le innovazioni che implementiamo nei nostri sistemi di ricerca, soprattutto correlate alla velocità, all'efficienza e all'usabilità", ha dichiarato un portavoce Microsoft.

Le statistiche indicano che la "ricerca online" è diventata una delle funzioni più utilizzate sul Web, dopo l'email. La pubblicità ha sostituito praticamente il concetto di "pay per use". Sommando gli elementi si ottiene, probabilmente, il motore economico del futuro Web 2.0. Ora manca solo una politica commerciale simile nel settore degli ISP: che Microsoft ci stia pensando?

Dario d'Elia
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