Telefonino bandito dalle scuole francesi

Bambini e ragazzi di elementari e medie non potranno utilizzarlo a scuola. Il parlamento francese vuole salvaguardare la salute degli enfants. Cellulari ancora nel mirino

Parigi - Vita dura, in Francia, per i telefonini portati a scuola da bambini e ragazzi. L'Assemblea Nazionale sta infatti per approvare un disegno di legge che prevede la proibizione ai minorenni dell'uso di cellulari nelle scuole elementari e medie.

Il progetto legislativo è "trasversale" e non è esclusiva di nessuna forza politica, essendo stato sottoscritto da esponenti di tutti i partiti. Non si tratta di un richiamo all'ordine per motivi di indisciplina: il provvedimento è il manifesto della preoccupazione derivante da vari avvertimenti e segnalazioni messi in evidenza da ricercatori, medici e studiosi sui possibili danni provocati dalle emissioni elettromagnetiche a cui bambini e ragazzi, in piena crescita e nell'età dello sviluppo, sarebbero particolarmente vulnerabili.

La sensibilità della Francia sull'argomento non è una novità: all'inizio dell'anno, la catena francese Carrefour aveva ritirato dalla propria rete commerciale un telefono cellulare destinato ai bambini. La decisione era stata presa in seguito alle richieste inoltrate da alcuni movimenti di consumatori, sempre allarmati dalle possibili conseguenze delle onde elettromagnetiche, potenzialmente dannose. Una scelta, peraltro, non isolata.
Anche allora la vicenda faceva seguito alla pubblicazione dei risultati di uno studio sugli effetti derivanti dall'uso di telefoni cellulari, condotto nel Regno Unito, la cui conclusione era alquanto perentoria: in pratica sconsigliava caldamente ai minori di nove anni di utilizzare telefoni cellulari. La ricerca basava la propria "sentenza" sulla delicatezza del momento della crescita: i bambini hanno una scatola cranica non ancora completamente sviluppata, così come il sistema nervoso, fattori che li rendono più sensibili e ricettivi alle radiazioni. Il progetto di legge attualmente in esame in Francia prende in seria considerazione questi elementi e raccoglie il consiglio.

In Italia, dove sono attivi decine di milioni di telefonini, la legge vieta ai minorenni di essere intestatari di un'utenza. Ciò nonostante, i cellulari pullulano da tempo nelle cartelle e negli zaini dei bambini. Non ci troviamo ancora ai livelli della Corea, dove si parla di dipendenza e psicopatologie, ma l'utilizzo è decisamente intensivo e l'età media degli utenti si è abbassata di molto. Ma la preoccupazione su eventuali problemi di salute non ha toccato ancora nessuno in misura significativa.

Lo Stato dimostra comunque di essersi accorto della crescente diffusione dei cellulari in età scolare, dal momento che il Ministero delle Comunicazioni ha firmato con i quattro operatori mobili nazionali il Codice di condotta per l'offerta dei servizi a sovrapprezzo e la tutela dei minori, mirato però, come si intuisce dalla dicitura, a salvaguardare la trasparenza tariffaria di servizi "premium" e i diritti dei consumatori, per evitare che l'uso incauto del telefonino da parte dei bambini provochi l'arrivo di bollette astronomiche. A tutela, insomma, della salute dei genitori.

Dario Bonacina
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