Un brevetto può accorciare la vita?

Il New York Times pubblica una lunga intervista ad Andreas Pavel, inventore del Walkman: Scontrarmi con Sony ha ridotto la mia vita ad una continua battaglia legale

San Paolo (Brasile) - Andreas Pavel, l'inventore del Walkman, è veramente stufo di "avere l'etichetta dell'inventore di questo dispositivo". Dopo 25 anni di fatiche e vicende giudiziarie è riuscito a vincere la disputa contro Sony sulla paternità di questo rivoluzionario brevetto, ma avverte: "Il destino tragico e melanconico di molti inventori è perdere completamente qualsiasi interesse".

Pavel ha qualcosa da dire a tutti gli inventori contemporanei: la sua battaglia contro il peso schiacciante delle grandi aziende l'ha portato sull'orlo della crisi più profonda, come dichiara in una lunga intervista rilasciata in queste ore al New York Times.

"Il rischio maggiore per un inventore", suggerisce, "è lasciare che la propria vita diventi una interminabile causa legale". Un'idea vincente come la creazione di un lettore di musica portatile può cambiare la vita: Pavel ha sperimentato questa verità sulla propria pelle. "Quando ho brevettato per la prima volta il Walkman", si legge nell'intervista, "non avrei mai pensato che quel semplice atto avrebbe consumato gran parte della mia esistenza".
Croci e delizie del duro mondo della proprietà intellettuale: oggi come ieri, specialmente nel mondo delle tecnologie digitali caratterizzate dalla sfida open-source, diventare inventori di qualcosa può essere il modo più semplice per trasformarsi in facili bersagli per conglomerati aziendali, ricchi e traboccanti di risorse.

Esattamente il contrario di molti inventori - che come la storia insegna, sono spesso giovani e squattrinati. La vita dell'uomo d'ingegno è ben lontana dall'essere facile e tutta in discesa.

A chiunque lo consigli di rivolgersi immediatamente ad un avvocato per sfruttare il proprio brevetto nell'era del boom dei lettori MP3, Pavel risponde deciso: "No, grazie, non ne posso davvero più di queste diatribe". Quando Pavel ricorda gli anni caldi della sua vicenda, è rammaricato: "Mi avevano bloccato qualsiasi conto in banca, tutte le carte di credito". Nel 1989, quando lo scontro con Sony volse temporaneamente a suo sfavore, Pavel fu costretto a sborsare circa 3 milioni di euro in spese legali.

Tommaso Lombardi
TAG: brevetti
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