Microsoft concede qualcosa alla UE

L'azienda si dichiara pronta a fornire alcune informazioni ai rivali che è accusata di non aver voluto diffondere. Ma precisa: ci sono dei limiti

Bruxelles - La sponda europea dei procedimenti antitrust in cui è impelagata la più importante casa produttrice di software del mondo ha subìto ieri una scossa quando l'azienda di Bill Gates ha annunciato alcune concessioni pensate per "ammorbidire" i procedimenti antitrust attivati in seno alla Commissione Europea.

In particolare Microsoft ha annunciato di essere pronta a fornire alcune informazioni che secondo la Commissione avrebbe trattenuto in passato allo scopo di rendere le cose più difficili ai propri competitor, aziende che con quelle informazioni secondo le accuse che hanno presentato avrebbero potuto competere meglio nel settore degli applicativi middle-ware e dintorni. Uno dei punti chiave dell'indagine europea, infatti, verte sull'ipotesi che Microsoft avrebbe avuto la possibilità di studiare i propri applicativi in modo da funzionare al meglio sul proprio sistema operativo Windows, sfruttando appunto informazioni celate ai rivali.

"Stiamo procedendo - ha spiegato alla Reuters un esponente del team legale di Microsoft in Europa, John Frank - in modo tale da dare una risposta alle preoccupazioni sollevate dalla Commissione".
Sebbene la Commissione fino a questo momento non abbia commentato le carte presentate da Microsoft, affermando attraverso un portavoce che "ancora non sono state ricevute", appare chiaro che l'annuncio di Microsoft difficilmente potrà coprire anche l'altro "filone" di inchiesta a Bruxelles.

Come si ricorderà, infatti, la Commissione ipotizza che non vi sia la dovuta trasparenza nell'integrazione in Windows del Media Player di Microsoft, il software di gestione dei file multimediali.

Microsoft ha comunque messo in chiaro che insieme alla volontà di risolvere le questioni aperte - anche attraverso una parziale fornitura di informazioni sul proprio sistema operativo e l'integrazione delle applicazioni - è anche fermamente convinta che solo una parte ben studiata di dati possa essere diffusa, per evitare la "clonazione" dei software dell'azienda.
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