Domeus.it si scaglia contro lo spam

In una nota inviata a Punto Informatico l'azienda spiega che procederà a misure straordinarie per tutelare la rete e la propria immagine. Troppi gli spammer

Roma - La questione spam continua ad essere centrale e, da come vanno le cose, difficilmente cesserà di esserlo in tempi brevi. eCircle-Domeus.it, fornitore di servizi gratuiti per community online, ha ieri scritto a Punto Informatico per raccontare la propria esperienza più recente e annunciare alcuni provvedimenti antispam che intende prendere.

In particolare eCircle ha intenzione di comunicare ai propri iscritti che ne facessero richiesta i dati dei tenutari di mailing list e di servizi sospettati di essere coinvolti in azioni di spam, informazioni finora cedute solo in caso di inchieste da parte della magistratura. Una decisione drastica che, come emerge chiarissimamente dalla lettera di eCircle, è una ormai inevitabile misura anti-spam.

"Vorremmo segnalarvi - scrive eCircle - due casi di spam che abbiamo dovuto gestire in questi giorni sulla piattaforma gratuita domeus e che hanno visto coinvolti migliaia di utenti Internet.
Il primo caso riguarda due comunità presenti sul nostro supporto: "trovasessocommunity" e "proibitissimo".

Da alcune settimane centinaia di messaggi di invito sono stati distribuiti dai nostri server per queste due comunità. Inizialmente abbiamo temuto vi fosse un problema nel sistema, poi abbiamo ricevuto, oltre a lamentele riguardanti mail automatiche di invito domeus, anche richieste di chiarimenti per mail che con noi non avevano nulla a che fare ma che comunque riportavano agli stessi due siti: www.trovasesso.it e www.proibitissimo.it.

La maggior parte degli indirizzi destinatari non risultava sulla nostra piattaforma. Perciò abbiamo proceduto con alcune ricerche scoprendo che i siti appartengono ad uno stesso provider telefonico che sembra forzare gli utenti a recarsi su siti predisposti con programmi di collegamento telefonico internazionale.
Viste le coincidenze stiamo valutando se vi siano gli estremi per considerare questi atti come abuso del nostro servizio e poter chiudere di conseguenza le due liste in oggetto.

Il secondo caso riguarda un provider che ha trasferito il primo di marzo sul nostro supporto il proprio database di indirizzi eMail. Approssimativamente 25.000 in tutto, sembra in prevalenza indirizzi aziendali.

Dopo il primo invio, in cui veniva dichiarato dalla società stessa che gli indirizzi erano stati raccolti in Internet attraverso cataloghi pubblici, abbiamo ricevuto alcune proteste vibrate che ci hanno portato ad aprire un'indagine immediata.

Contattato il moderatore via eMail (attendiamo ancora risposta), abbiamo provveduto a restituire gli indirizzi e a chiudere il database".

"Rimane il fatto - continua la lettera di eCircle - che anche agli addetti ai lavori, e quindi non solo alle aziende appena affacciatesi su Internet, sembra essere veramente poco chiaro il concetto di tutela e anti-Spam tanto da offrirci casi che spaziano dal presunto dolo alla più genuina ingenuità nel creare e gestire una newsletter o un qualsiasi servizio di auto-promozione".

Secondo eCircle atti di questo tipo ledono gli utenti ma anche l'immagine di un'azienda che offre servizi internet a tantissimi. Per questo, spiega eCircle, "abbiamo preso pertanto la decisione di rendere noto agli iscritti, su esplicita richiesta, i dati dei moderatori sospettati di praticare atti illeciti e spam su liste trasferite sul nostro supporto. Quindi non solo in caso di controversia legale in atto e su richiesta da parte delle autorità competenti".

Una decisione difficile che secondo eCircle "troverà pareri contrastanti, ma riteniamo altresì che sia più giusto che un iscritto possa esattamente sapere chi dispone del proprio indirizzo eMail anzichè tutelare ad oltranza la privacy di coloro che sono i primi a violarla".
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