Intel premia dieci giovani geniacci

Si è conclusa la competizione lanciata dal colosso dei microchip che ha consentito ad alcuni scienziati in erba di mettersi in mostra sulla ribalta dell'hi-tech

Washington (USA) - Sono 530mila i dollari che Intel ha distribuito in borse di studio e materiali didattici ai vincitori della competizione Intel Science Talent Search, un concorsone seguitissimo negli ambienti scolastici americani perché porta sotto i riflettori alcune delle più brillanti menti scientifiche giovanili.

Il primo dei dieci premi lo ha vinto Ryan Patterson (nella foto in questa pagina), un 18enne del Colorado, che si è portato a casa un finanziamento di 100mila dollari per il progetto denominato "Il traduttore del linguaggio dei segni americano". Si tratta di un guanto hi-tech capace di convertire il linguaggio dei segni in testo scritto su un display portatile.
Il primo premio consentirà a Patterson di continuare a dedicarsi ai propri progetti scientifici e lo pone naturalmente in pole position per l'inserimento nei più importanti laboratori di ricerca statunitensi.

Patterson e il suo guantoIl secondo premio, che vale 75mila dollari di borsa di studio, è stato vinto dal 17enne Jacob Licht del Connecticut, capace di presentare il progetto matematico dal titolo: la "Rainbow Ramsey Theory: Rainbow Arithmetic Progressions and Anti-Ramsey Results." Licht ha aggiunto una serie di varianti alla teoria originale Rainbow Ramsey.
Il terzo premio da 50mila dollari è andato ad un'altra ricerca matematica portata a termine dalla 17enne Emily Riehl, Illinois, che ha lavorato sulle teorie del matematico francese Jacques Tits.

A tutti i vincitori, cioè ai primi dieci più altri 30 finalisti, verrà consegnato, oltre a 5mila dollari di borsa di studio, anche un personal computer dell'ultima generazione.
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5 Commenti alla Notizia Intel premia dieci giovani geniacci
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  • ... ah, gia', in Italia non abbiamo piu' geniacci da premiare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Americano
    > ... ah, gia', in Italia non abbiamo piu'
    > geniacci da premiare.

    No, se ne vanno tutti negli States.

    Però se vuoi ci sono altri concorsi a premi. Tipo Sanremo... >:D

    Saluti
    non+autenticato

  • > ... ah, gia', in Italia non abbiamo piu'
    > geniacci da premiare.

    In Italia che tu sia un geniaccio o meno
    ti pagano da impiegato e ti sfruttano in
    proporzione alle tue capacita'.
    Per questo i migliori, sempre che possano,
    vogliano e abbiano l'occasione, se ne vanno all'estero.
    E' triste ma e' cosi', soprattutto per quelle specializzazioni che richiedono l'appoggio di grandi capitali e di attrezzature che i singolo non si puo' permettere. (Leggi "nei casi in cui non ti puoi mettere in proprio").
    non+autenticato
  • > E' triste ma e' cosi', soprattutto per
    > quelle specializzazioni che richiedono
    > l'appoggio di grandi capitali e di
    > attrezzature che i singolo non si puo'
    > permettere.

    E che triste vedere i liceali e universitari di oggi che manifestano contro l'ingresso dei capitali privati nelle università. Veramente penoso...
    Meglio così secondo loro, a fare la fame e ad avere laboratori da terzo mondo; però almeno così dicono di essere indipendenti dalle multinazionali. Peccato solo che poi li si veda in giro a bere la CocaCola...
    non+autenticato

  • > E che triste vedere i liceali e universitari
    > di oggi che manifestano contro l'ingresso
    > dei capitali privati nelle università.
    > Veramente penoso...
    > Meglio così secondo loro, a fare la fame e
    > ad avere laboratori da terzo mondo; però
    > almeno così dicono di essere indipendenti
    > dalle multinazionali. Peccato solo che poi
    > li si veda in giro a bere la CocaCola...

    Non mi sembra che questo discorso sia pertinente all'argomento, quello e' un problema diverso infatti le multinazionali e le aziende in generale cacciano soldi solo se ci guadagnano per cui la formazione culturale universitaria si troverebbe piu' vincolata a soddisfare le loro esigenze. Se da un lato potrebbe rappresentare un ammodernamento dal punto di vista della maturazione professionale pre-lavorativa dall'altro ci si troverebbe a finanziare con i soldi delle tasse universitarie una formazione che l'azienda avrebbe dovuto comunque darti dopo l'assunzione e dunque in un periodo retribuito.
    L'esempio della coca cola non e' calzante pero' se cominciassero a spuntare materie tipo " Il mercato della Cocacola ed i suoi derivati" alla facolta' di Economia perche' si e' accettato un finanziamento allora lo sarebbe... Con la lingua fuori


    Comunque si stava parlando di dare valore a chi dimostra capacita' e impegno, pregi che secondo me non vengono premiati molto qui in Italia. Quel concorso se non altro e' un gesto simbolico.
    Insomma, detta alla carlona, qui chi fa poco vivacchia e chi si sbatte e vale (professionalmente dico) 10 volte di piu' magari lavora e rende 10 volte di piu' ma guadagna il 20% in piu'. Insomma alla fine, per vivere bene, conviene quasi lavorare meno.
    Ciao
    non+autenticato