P2P, condannato gestore OpenNap italiano

Se la cava con 3600 euro di multa ed evita il carcere l'uomo che era stato denunciato nell'ambito di una vasta operazione della GdF. Il GIP di Treviso lo ha condannato per aver diffuso musica illegalmente ad almeno 2500 utenti

P2P, condannato gestore OpenNap italianoTreviso - Una delle primissime condanne nell'Italia post-legge Urbani è giunta ieri, con decisione del GIP di Treviso. Una sentenza pesante che sembra confermare i timori espressi da utenti e giuristi all'indomani dell'approvazione delle modifiche alle normative sul diritto d'autore volute tra gli altri anche dall'ex ministro dei Beni culturali.

Il GIP ha determinato che l'uomo, un veneto di 30anni, ha violato gli articoli 171bis e 171ter della legge sul diritto d'autore in quanto gestiva un server OpenNap denominato "Soniknap5" a cui avrebbero avuto accesso nel tempo circa 2500 utenti: la condivisione non autorizzata di contenuti protetti è presa di mira in modo specifico dalle nuove normative.

L'uomo, denunciato nel corso di una grossa operazione internazionale che ha coinvolto una 30ina di italiani tra gestori di server e utenti P2P, è stato quindi condannato ad una sanzione di 3660 euro, comprensiva di 2600 euro che sostituiscono due mesi e dieci giorni di reclusione. Come si ricorderà, infatti, in questi casi è possibile optare per l'oblazione per convertire in sanzione economica una pena carceraria.
In particolare, come si evince dal decreto penale di condanna, si arriva a questi importi in questo modo:
- pena base: 6 mesi di reclusione e 2600 euro di multa
- riduzione ex art. 62bis cp. a 4 mesi di reclusione e 1800 euro di multa
- aumento per la continuazione del reato a 4 mesi e 20 giorni di reclusione e a 2000 euro di multa
- riduzione per la procedura adottata e perché incensurato, a 2 mesi e 10 giorni di carcere e 1000 euro di multa
- pena detentiva convertita in 2660 euro che, sommati ai 1000 di multa, portano la sanzione complessiva a 3660 euro con la "non menzione" del reato.

L'uomo era stato individuato dalla Guardia di Finanza di Milano insieme ad alcune decine di altri utenti italiani che condividevano grandi quantità di file. Anche nel suo caso, come in quello di molti degli altri inquisiti, le Fiamme Gialle hanno sequestrato materiali informatici di varia natura e numerosi file musicali riprodotti illegalmente. Materiali che non saranno restituiti all'uomo in quanto il GIP ne ha deciso la confisca.

Di interesse segnalare che questa indagine era scaturita da un'altra inchiesta, portata avanti assieme alle forze dell'ordine di Germania, Danimarca e Canada, sulla diffusione di materiale pedopornografico: nel corso di quelle indagini, nei diversi paesi erano appunto state individuate un totale di 257 persone dedite alla condivisione di file illegali.

Soddisfazione per la condanna è stata espressa dai rappresentanti dell'industria musicale italiana.
TAG: cybercops
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