Massì, chiudiamo il sito su Samuele

di L. Assenti. La tragedia di Cogne sfruttata biecamente per specularci sopra via internet. Un'operazione che attira attenzioni sul sito e la scomunica di una parlamentare, che ne chiede la chiusura. Come non essere d'accordo?

Roma - "Il sito su Samuele", lo chiamano ormai così quei media che hanno scoperto l'esistenza di samuele.info, uno spazio web decisamente disgustoso, se non altro perché lucra con bassezza sulla tragica fine di Samuele e sul tremendo destino di quella famiglia di Cogne.

Se ne possono trovare tante, su quel sito, che si fa fatica a mandar giù. Come il raccontino iniziale, una pseudo-ricostruzione dei momenti dell'assassinio priva di qualsiasi attendibilità. Inevitabilmente si salta sulla sedia quando, finita di leggere l'orripilante introduzione si scopre che:

Per ricevere in posta elettronica, sotto forma di documento PDF leggibile con Acrobat Reader, la storia dell'infanticidio di Samuele Lorenzi e gli aggiornamenti delle indagini per 30 giorni è necessario corrispondere una quota di abbonamento pari a 15 Euro.
Un'operazione di un insopportabile furbo cinismo, che trasforma in fiction una storia drammatica per poi triturare ogni umanità e rivendere i resti spacciandoli per storie vere ad aspiranti voyeur del macabro.

Si potrebbe continuare, parlando delle fotografie appese qua e là in una cronologia delirante, dei dati personali da fornire per ottenere pillole di follia a pagamento o dei numeri fasulli del sito. Il counter nella home page mentre scrivo parla di 10mila visitatori fino a questo momento, più o meno, ma il "referendum" che si tiene in una pagina interna sulla domanda chiave "Ritenete utile la pubblicazione di questo sito" parla di più di 13mila votanti (con una netta maggioranza che boccia il sito stesso).

A voler tirar le somme, è un sito di cattivissimo gusto, realizzato con un HTML elementare in fretta e furia "per cogliere l'attimo" e sfruttare questo lungo periodo in cui il caso di Samuele è sotto i riflettori dei media.

Non sorprende che ieri, stando ad alcune agenzie, la presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia Maria Burani Procaccini (Forza Italia) abbia chiesto la chiusura di queste pagine. Ma occorre stare attenti: l'orrore non basta per giustificare la chiusura di un sito, ci vuole un reato vero, altrimenti si corre il rischio di creare maldestri precedenti.

Lamberto Assenti
TAG: italia
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