Software Libero, la proposta va in Parlamento

Il testo sul quale sono stati raccolti ampi consensi extra-parlamentari viene presentato al Senato dal verde Fiorello Cortiana. Esultano i sostenitori ma la strada è tutta in salita. Mercoledì una conferenza di presentazione. Il testo

Software Libero, la proposta va in ParlamentoRoma - Giunge finalmente al Parlamento italiano una proposta di legge per l'adozione del Software Libero di cui si è parlato a lungo dentro e fuori dalla rete e che ha tutta l'aria del primo grande assalto italiano al dominio del software proprietario nelle istituzioni e nella Pubblica Amministrazione.

La proposta ha un titolo esplicito: "Norme in materia di pluralismo informatico, sulla adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella Pubblica Amministrazione".

Scopo della legge è quello di privilegiare l'adozione del software libero da parte della Pubblica Amministrazione, in modo da migliorare la gestione dei servizi informativi dello Stato. Inoltre, di adottare formati non proprietari, e quindi universalmente utilizzabili, per tutti i documenti prodotti dalla pubblica amministrazione.
A testimoniare il rilievo della proposta e le aspettative, mercoledì prossimo, 20 marzo, nella Sala Rossa di Palazzo Madama alle 12 si terrà un'affollata conferenza stampa alla quale parteciperanno il senatore verde Fiorello Cortiana, che presenterà la proposta al Parlamento, esponenti della comunità open source italiana, l'ingegner Pelosi (consigliere del ministro Stanca), rappresentanti di aziende come IBM e FinMatica e Alessio Papini, consigliere comunale dei Verdi di Firenze a cui si deve il "via" della proposta.

L'evoluzione di questa proposta è seguita con grande attenzione anche al di fuori dei confini nazionali. Questo accade anche perché in tutta Europa si moltiplicano le iniziative a sostegno dell'Open Source.

Basti pensare che in Gran Bretagna si lavora sull'introduzione obbligatoria di software libero nella Pubblica Amministrazione; che il progetto eEurope della Commissione Europea parla esplicitamente di "codice liberamente accessibile"; che il Comune di Firenze ha approvato una mozione per l'introduzione e espansione di Software Libero nella Pubblica Amministrazione; che il parlamento tedesco ha recentemente annunciato l'adozione di numerosi sistemi Open Source nelle proprie infrastrutture.

Stefano Maffulli, portavoce della Free Software Foundation Europe, ha spiegato che "questa proposta di legge porterà alla pubblica amministrazione i vantaggi del sistema GNU. Il nostro sistema, noto soprattutto grazie a GNU/Linux, la sua variante più diffusa, concede agli utenti la libertà di eseguire, modificare, distribuire liberamente il software e restituisce agli utenti un diritto che troppo spesso gli viene tolto dalle comuni licenze d'uso. Al contempo garantisce una base di partenza per una vera concorrenza sul mercato informatico, basata su standard aperti e documentati. Spero che in Parlamento la proposta venga discussa senza pregiudizi".

"L'Associazione Software Libero - ha commentato il presidente dell'associazione, Simone Piccardi - ha appoggiato la proposta di legge del senatore Cortiana sin dalle prime stesure. La diffusione e lo sviluppo di software libero avranno sicure e rapide ricadute positive sull'economia, sulla concorrenza e sulla trasparenza del mercato".

Nelle prossime ore arriveranno nuovi commenti alla proposta, seguita da vicino anche dai produttori di software proprietario. Nella prossima pagina, invece, il testo completo della proposta.
67 Commenti alla Notizia Software Libero, la proposta va in Parlamento
Ordina
  • Io volevo proporre una riflessione su quello che succederebbe se la legge passasse.

    A
    1. All'inizio (diciamo il primo anno) non si noterebbero grosse differenze.
    2. dopo il primo anno già la figura del sistemista linux/unix verrebbe valorizzata (almeno nell'impiego pubblico)
    3. mano mano che la PA incrementa l'uso dell'o.s. altre aziende si adeguerebbero, magari anche solo perchè hanno rapporti stretti con la PA
    4. la figura del sistemista linux/unix si valorizzerebbe ancora, per contro quella del sistemista windows cadrebbe di interesse, così tutti i corsi specialistici ecc.
    5. l'o.s. entrerebbe nell'immaginario collettivo, si spargerebbero voci, leggende metropolitane e quant'altro contro MS, questa volta però ne parla anche il dirigente al suo collega, la zia alla mamma (forse troppo)

    B
    1. l'o.s. entrando nella pubblica amministrazione acquisisce quell'immagine o alone di "brutto a vedersi, però... funziona...(con faccia un pò schifata)", rispetto al coloratissimo, con tanti suoni carini e allegro Windows.
    2. l'o.s., per chi magari era un pò indeciso su quale strada prendere per professionalizzarsi, perde completamente di interesse

    Questi sono i due scenari che mi sono venuti in mente leggendo i vostri post, secondo voi qual'è lo scenario più verosimile?
    non+autenticato


  • - Scritto da: Greenkey Loman
    > Io volevo proporre una riflessione su quello
    > che succederebbe se la legge passasse.
    ....
    > Questi sono i due scenari che mi sono venuti
    > in mente leggendo i vostri post, secondo voi
    > qual'è lo scenario più verosimile?

    Semplice:

    Fra quelli interessati a lavorare nel campo dell'informatica: A

    Fra quelli interessati a giocare fra le iconcine colorate (che tra l'altro ci sono anche in Linux): B

    non+autenticato
  • Li mortacci tua e de chi te ce fa venì a scrive ste fregnacce.
    Viva il software libero morte all' stronzi
    non+autenticato
  • ....a fare il sistemista su sistemi così complessi, visto lo stipendio da fame della pubblica amministrazione ???
    Dibito che lo Stato paghi un sistemista 5000? al mese.....
    non+autenticato
  • Forse prendono poco i postini (mai troppo poco, visto che hanno il diritto di essere in malattia dal primo giorno di lavoro fino all'ultimo, ininterrottamente, senza che lo stipendio ne risenta).

    Chi fa questi lavori guadagna molto bene, informati meglio.
    non+autenticato
  • Fai anche tu il postino, vero?
    Non lo sai che nel pubblico impiego esistono i CCNL.
    Dentro di possono trovare informazioni altamente attendibili in merito alle retribuzioni (C1 per i tecnici).
    Anche per le malattie esiste un tetto, ma come hai fatto a farti assumere senza saperlo?
    La conoscenza della normativa è infatti requisito per l'accesso ed in passato i contratti del P.I. erano legge.
    non+autenticato
  • Anche io considero interessante questa
    proposta, ma credo che sia destinata al
    fallimento e che possa anche portare delle
    conseguenze negative.
    Tanto per cominciare: avete idea degli
    ENORMI interessi che stanno dietro alle
    attuali forniture di sofware alla P.A.
    e alle aziende? C'è dietro una lobby
    che neanche vi immaginate, forte anche e
    soprattutto perchè adagiata sullo
    status quo.
    NB: ho detto anche "aziende" perchè è ovvio
    che se la P.A. passasse all'open source per
    tutta una serie di motivi molte aziende
    seguirebbero a ruota in pochi anni.
    Inoltre: l'utente medio (e lo sono anche
    funzionari, dirigenti, ecc.) è ormai
    lobotomizzato, informaticamente parlando.
    Se gli togli Windows e MS Office si
    paralizza. E' una specie di assuefazione.
    Io ho provato - in vari contesti - a
    prospettare la possibilità di usare software
    alternativi (anche non open) gratuiti od
    a basso costo. Di solito non ti rispondono
    neanche. C'è una specie di blocco
    psicologico. Attenzione: questa forma di
    "blocco" c'è anche da parte degli utenti
    c.d. esperti. Io sono convinto che se si
    stilasse una graduatoria delle persone più
    ostili all'introduzione dell'open source
    (in generale) si vederebbe che in testa
    ci sono sistemisti e amministratori di
    rete. Chi ormai si è formato
    professionalmente con i sistemi MS, ha
    imparato a mettere su un server con NT
    ed a gestire una rete in questo modo, non
    può che paventare iniziative che mettano
    in discussione tutto questo. Infatti
    dovrebbe imparare altre cose e la sua
    professionalità (stipendio, prestigio,
    potere, ecc.) verrebbe posta a rischio.
    Puo arrivare un concorrente più esperto
    che gli soffia la posizione.
    Infine, sono perplesso sulla possibile
    politicizzazione della proposta.
    Non vorei che l'introduzione dell'open
    source divenisse una specie di crociata
    sponsorizzata da una fazione politica.
    Con la conseguenza che chi magari
    politicamente è su altre sponde si senta
    spinto ad opporsi.
    Molto cinicamente: l'80% dell'establishment
    imprenditorale italiano è perlomeno vicino
    ad un'impostazione ideologica decisamente
    distante da quella della parte politica
    che ha formulato la proposta di legge.
    E' un argomento sgradevole, ma non so se
    mi sono spiegato Sorride
    Francamente preferirei che l'affermazione
    del'open source seguisse strade
    "fisiologiche".
    Comunque in bocca al lupo alla legge e
    speriamo che vada in porto!
    non+autenticato
  • > Inoltre: l'utente medio (e lo sono anche
    > funzionari, dirigenti, ecc.) è ormai
    > lobotomizzato, informaticamente parlando.
    > Se gli togli Windows e MS Office si
    > paralizza. E' una specie di assuefazione.
    > Io ho provato - in vari contesti - a
    > prospettare la possibilità di usare software
    > alternativi (anche non open) gratuiti od
    > a basso costo. Di solito non ti rispondono
    > neanche. C'è una specie di blocco
    > psicologico. Attenzione: questa forma di
    > "blocco" c'è anche da parte degli utenti
    > c.d. esperti. Io sono convinto che se si
    > stilasse una graduatoria delle persone più
    > ostili all'introduzione dell'open source
    > (in generale) si vederebbe che in testa
    > ci sono sistemisti e amministratori di
    > rete. Chi ormai si è formato
    > professionalmente con i sistemi MS, ha
    > imparato a mettere su un server con NT
    > ed a gestire una rete in questo modo, non
    > può che paventare iniziative che mettano
    > in discussione tutto questo. Infatti
    > dovrebbe imparare altre cose e la sua
    > professionalità (stipendio, prestigio,
    > potere, ecc.) verrebbe posta a rischio.
    > Puo arrivare un concorrente più esperto
    > che gli soffia la posizione.
    l'uomo resta sempre l'annello debole...saranno cazzi quando le macchine saranno abbastanza intelligenti da capirlo...allora si che saranno cazzi...
    se guardate la fantascienza tutte le idee "rioluzionarie" c'hanno messo un centinaio d'anni a realizzarsi...
    che DIO ci salvi (da noi stessi)...
    piccolo triste mondo malato...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Prospero
    > Infine, sono perplesso sulla possibile
    > politicizzazione della proposta.
    > Non vorei che l'introduzione dell'open
    > source divenisse una specie di crociata
    > sponsorizzata da una fazione politica.
    > Con la conseguenza che chi magari
    > politicamente è su altre sponde si senta
    > spinto ad opporsi.

    come scrissi una volta, se una fazione politica promuove una iniziativa per varare una legge che afferma che i pugni nelle palle fanno male, sicuramente la fazione opposta sollevera' critiche proponendo i pugni nelle palle come interessante forma di controllo delle nascite.
    non+autenticato
  • Bè siccome dall'abbraccio letale a zio Bill non si è salvata neanche la fazione politica che oggi appoggia questa proposta, secondo me è necessario (per quanto sgradevole possa essere per lei) ammettere che ha sbagliato.
    E' necessario onde evitare che l'appoggio all'open source diventi un fatto di semplice operazione politica contro l'avversario, che oggi controlla apparati pubblici, ereditati con l'80% dei sistemi su windows, e quindi ne è attualmente responsabile.
    Oltretutto se la fazione che appoggia la proposta non fà ammenda, il rischio è che si ottenga poco e che quandoi torni questa al potere, rientrando in responsabilità su quei sistemi e sulle persone che lo gestiscono, insabbino questa ed altre iniziative del genere.
    Per l'utilizzatore della PA, c'è poi poco da dire, bisogna obbligarlo a d imparare, o lo fà o si procede a decurtazioni sullo stipendio e si deve anche arrivare al licenziamento; il tutto incitando professionalmente e meritocraticamente, i più bravi che lo fanno.
    non+autenticato
  • Sulla prima parte del discorso sono pienamente d'accordo. L'autocritica una volta serviva a guadagnare voti, ora che è passata di moda e così non interessa più a nessuno.
    Sulla seconda parte del discorso, mi sembra che tu non abbia il minimo senso della realtà. Usare il software libero è giusto. Far capire alla gente che è qualitativamente migliore è giusto. Far capire alla gente l'ideaologia che sta dietro, è giusto. Togliere soldi a una persona, lasciarla senza lavoro, perchè non apprezza ciò che TU ritieni giusto è da imcecilli. Crea problemi molto ma molto più gravi di quelli che tenta (INVANO) di risolvere.
    non+autenticato
  • Non mi riferivo al fatto che un dipendente della PA preferisse o meno un o.s. che può piacermi e relativo sw; ma in modo più generico al fatto che devono imparare a usare le nuove tecnologie messe a loro disposizione per gli interessi della PA, e pagate dai contribuenti; tra cui rientra anche l'uso di o.s. diversi da quello che finora hanno imparato.
    La "voglia di fare" nei dipendenti della PA è talmente latente che se non spronata in questo modo, non vedo alternative; daltronde avendo cmq (è assurdo, ma se anche un dipendente della PA rubasse alla PA o uccidesse dipendenti colleghi al lavoro, scontata la pena riavrebbe cmq il posto) un dip. della PA lo stipendio assicurato, non si darebbe da fare per "la gloria" della PA.
    Per inciso, qualche anno fà mi è stato proposto di amministrare dei server AIX di una delle direzioni centrali della Banca D'Italia, ma con lo scopo principale di fare da tutor su AIX a dei dipendenti della Banca perchè dovevano poi utilizzare dei programmi che giravano su AIX.
    A parte che ho dovuto rifiutare per la distanza eccessiva, dovendo cambiare ben 3 tipi di mezzi per arrivare alla sede, la cosa sorprendente è che io ero il 7° tentativo (se accettavo e se il mio profilo andava bene) per insegnare AIX a quei 5 dipendenti.
    Dipendenti che per inciso erano laureati in economia e avevano intorno ai 50 anni, quindi quasi 25 anni di servizio alla Banca d'Italia. Gli altri tentativi erano falliti, mi dissero che con uno di questi dip. ci si era quasi riusciti, ma poi fallì anche con lui. L'attenzione che il proponente la consulenza riservava a questa parte dell'impegno era metodica e preoccupata, tanto che il solo fatto della distanza che dovevo percorrere per arrivare in sede era oggetto di preoccupazione.
    Il motivo mi fù spiegato era ovvio: questi dipendenti erano persone in gamba, e lo dimostra il fatto di essere laureati in economia e lavorare agli alti livelli della Banca d'Italia; "ma sai, è gente che ha il loro stipendio assicurato, non è disposta per cui a mettersi ad imparare nuove cose, per cui occorre andarci coi guanti ed interessarli all'o.s. in modo di vincere la loro resistenza alla fatica d'apprendere nuove cose".
    Si, nonostante fossero stipendiati con soldi pubblici e con alto stipendio, nonostante fossero persone con alto Q.I. e alte capacità intellettuali e cognitive, si rifiutavano di fare la fatica d'apprendere, e tutto perchè il loro stipendio era cmq assicurato.
    Cosi come nel resto della PA, meno nelle ditte private, ma anche lì si incontrano dipendenti che una volta assunti e quindi assicurati entro certi limiti, si rifiutano di faticare per apprendere.
    Per questo l'unico modo è quello d'agire sullo stipendio delle persone, altrimenti il 99% di questi non si impegnerà mai a imparare un nuovo o.s. e relativo sw (nel caso in oggetto) solo perchè la PA ci risparmia e perchè è più rispettoso della libertà individuale (non essere agganciati a un sw e formati proprietari).
    non+autenticato
  • A quelli che invece non hanno ancora imparato a stare al mondo che facciamo?
    non+autenticato
  • Leggi la risposta al post precedente.
    non+autenticato
  • Il comma 6 non mi convince, dall'articolo di PI

    Comma 6
    La cessione di software libero viene esclusa dagli obblighi di cui all'Art. 10 della legge 248 del 18 Dicembre 2000 (bollino SIAE). (Comma in discussione).

    Ciò che non mi convince è il Comma in dicussione che compare fra parentesi... Qualcuno sa darmi spiegazioni?

    non+autenticato


  • - Scritto da: Skin Bracer
    > Il comma 6 non mi convince, dall'articolo di
    > PI
    >
    > Comma 6
    > La cessione di software libero viene esclusa
    > dagli obblighi di cui all'Art. 10 della
    > legge 248 del 18 Dicembre 2000 (bollino
    > SIAE). (Comma in discussione).
    >
    > Ciò che non mi convince è il Comma in
    > dicussione che compare fra parentesi...
    > Qualcuno sa darmi spiegazioni?
    >
    Posso abbozzartene una, di spiegazione.
    Probabilmente si tratta di definire esattamente il comma, oppure e' in discussione il fatto di includerlo o meno...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Blackstorm
    >
    >
    > Posso abbozzartene una, di spiegazione.
    > Probabilmente si tratta di definire
    > esattamente il comma, oppure e' in
    > discussione il fatto di includerlo o meno...

    Anche perchè sarebbe un controsenso far pagare i diritti d'autore, a meno che... il denaro non vada alle varie distro... Potrebbe essere una pensata intelligente ma andrebbe contro i princìpi del free software!
    non+autenticato


  • - Scritto da: Skin Bracer
    > Il comma 6 non mi convince, dall'articolo di
    > PI
    >
    > Comma 6
    > La cessione di software libero viene esclusa
    > dagli obblighi di cui all'Art. 10 della
    > legge 248 del 18 Dicembre 2000 (bollino
    > SIAE). (Comma in discussione).
    >
    > Ciò che non mi convince è il Comma in
    > dicussione che compare fra parentesi...
    > Qualcuno sa darmi spiegazioni?
    >
    Il testo del DDL è stato ormai depositato. La dizione esatta nel testo è "Alla cessione di software libero non si applica quanto stabilito dall'articolo 171-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, così come modificato dalla legge 18 agosto 2000, n. 248.".
    Come forse saprai la nuova legge sul diritto d'autore imponeva il bollino anche per il software libero. Con questo articolo speriamo di superare quella stortura.
    non+autenticato


  • Ops
    E' un refuso. NElla comunità online c'erano dei dubbi se lasciare l'articolo che risolverebbe un problema ma non è strettamente aderente al resto della proposta di legge.
    Nel testo definitivo spero i Verdi del Senato lo abbiano tolto ....

    Ciao

    Alessio Papini
    non+autenticato
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