
E siccome l'ingordigia è l'anima del commercio, il business dei dialer è rapidamente migrato dalle numerazioni 166, che consentivano tempi di connessione massimi di 8 minuti, ai più potenti numeri 709 e 899 ai quali si può rimanere attaccati (in tutti i sensi) anche per 60 minuti, per un esborso di circa 110 euro a singola telefonata. Bei soldini per tutti insomma, come è possibile leggere nella pagina per webmaster di
questa simpatica Web Agency. Solo che oggi questo business ai limiti della decenza ha raggiunto anche i primi attori del web italiano i quali sinceramente non ci fanno una bella figura.
Né fa eccezione alla regola Telecom Italia che richiede ai propri utenti per la disabilitazione dei numeri a pagamento in questione un contributo una tantum di 11,36 euro + iva e un incredibile canone di 3,6 euro + iva a bimestre. Una specie di piccola tassa da mancato guadagno che non ha alcuna giustificazione e sulla quale sarebbe bene si pronunciasse il Garante per le Comunicazioni...
Per fare un altro esempio, perfino
Clarence (come molti altri soggetti di primo piano quali
Lycos,
Ciaoweb e
Jumpy) ha scelto la strada della forniture di loghi e suonerie per cellulari: chi volesse per esempio autopunirsi con una canzone di Sanremo 2002 al posto del normale trillo del telefonino, lo potrà fare dalle pagine della nota community milanese, per la quale evidentemente non esiste contraddizione alcuna fra proporre battaglie di libertà come quella per gli sms gratuiti e rendere disponibili sul proprio sito contenuti accessibili solo tramite dialer e prefisso 709, al modico costo di 29,76 euro ogni 16 minuti (sempre senza considerare le probabilissime cadute di linea).
Pur informando con qualche particolare in più rispetto ad altri "imprenditori" del web i propri utenti sulle modalità di effettuazione del servizio, Clarence aggiunge sulle sue pagine un inutile divieto dell'utilizzo del dialer per i minori di 18 anni (quasi una beffa visto che tali servizi sono disponibili senza alcun controllo, in genere utilizzati da minorenni e pagati con la bolletta telefonica casalinga) ed una paterna indicazione finale di "ricordarsi di disconnettersi dopo aver finito di scaricare loghi e suonerie". Bontà loro.
Come se non bastasse, in un periodo di grande crisi della pubblicità online, i banner di siti che commercializzano servizi via dialer sembrano essere quasi gli unici rimasti sul web: i siti nei quali è possibile scaricare suonerie sono ormai centinaia ed i loro banner pubblicitari, una volta sommati a quelli di siti a luci rosse che vendono via dialer foto e filmini porno e a quelli che forniscono, sempre attraverso il sistema della connessione parallela, trucchi per la playstation come ad esempio
questo assediano la rete internet italiana.
I grandi portali dal canto loro, anche quando non sono direttamente coinvolti, non fanno più alcun tipo di selezione dei messaggi pubblicitari che offrono alla loro clientela, i costi della pubblicità online sono bassissimi ed alla portata di chiunque ed il risultato è che è ormai facilissimo incappare in offerte commerciali poco chiare, spiegate in modo volutamente ambiguo e rese disponibili spesso da siti web intestati a società di comodo su isole caraibiche.
Per fare un esempio, sempre su Yahoo.it, qualche giorno fa girava il banner di sfondi3d.com, sito web intestato a tal Rashmi N.V di Curacao, felice proprietario anche di siti internet del calibro di godisubito.net o viziparticolari.net. Su sfondi3d.com per poche decine di euro di traffico telefonico è possibile scaricare formidabili sfondi per il nostro computer, screen saver o calendari con belle ragazze seminude.
In attesa che l'onda lunga dell'e-commerce via dialer raggiunga anche altri fornitori di contenuti su internet a noi non resta che commentare che a poco a poco, nel disinteresse generale, la rete internet commerciale italiana va incontro a grandi mutazioni: la lancetta del nostro barometro è ormai irrimediabilmente liquefatta e con una tecnologia di morphing degna degli effetti speciali di un grande studio hollywoodiano, la tela del ragno della Internet italiana sembra trasformarsi, ogni giorno di più, in una gigantesca pattumiera stracolma e maleodorante.
Massimo Mantellini