Il P2P? Ci ha manipolato

Lo dicono una trentina di studenti universitari americani che, denunciati dalla RIAA, intendono farla pagare ai gestori del servizio di file sharing che avevano utilizzato. La RIAA - dicono - non dobbiamo pagarla noi

Boston (USA) - Il concetto è semplice, il fenomeno invece è relativamente nuovo. I discografici americani della RIAA hanno denunciato 400 studenti perché sfruttavano un sistema P2P su Internet2 scambiandosi file illegalmente. Ma loro sostengono che non sapevano cosa stavano facendo e che il vero colpevole è la società che ha fornito quel sistema di scambio.

La novità, oltre al fatto che sono attività che si svolgevano sulla rete ultraveloce che collega università e centri di ricerca, è proprio l'atteggiamento degli studenti: la RIAA chiede loro, a ciascuno di loro, poco più di 3mila dollari di compensazione con cui chiudere i procedimenti legali. E alcune decine di loro hanno deciso di chiedere quei soldi ai gestori di i2hub, rei, secondo gli studenti, di averli indotti a compiere azioni che non sapevano essere illegali.

Si tratta di accuse che ancora non s'erano sentite: sebbene l'industria da sempre denunci le società che producono software di sharing, ritenendole colpevoli di quanto fanno i loro utenti con quei programmi, è probabilmente la prima volta che un gruppo di utenti omogeneo, come gli studenti dell'Università del Massachussets, arriva a dichiarare di non conoscere le leggi sul diritto d'autore e di essere stato tradito dalle pubblicità che i2hub aveva prodotto nel campus universitario.
Una tesi inedita che qualcuno ha già voluto commentare: "Questa cosa suona così ben congeniata, dire cioè che sono le azioni dell'azienda ad aver indotto gli studenti a condividere materiali protetti da diritto d'autore, che i più maliziosi pensano che questa idea sia venuta dalla RIAA".

Un dubbio lecito, secondo altri, perché a sostenere gli studenti in questa crociata contro i gestori del sistema, riconducibili a Wayne Chang, programmatore di 22 anni, sono nientemeno che gli uffici legali dell'Università. Uffici che si trovano a gestire non solo il problema di studenti denunciati in massa ma anche le ripercussioni in termini di immagine subite dall'ateneo. Da qui, sospettano in molti, l'idea di trasformare gli utenti del sistema di sharing in vittime di un complotto.

Sebbene dai gestori del fu i2hub sia già arrivato un commento lapidario con cui si esclude qualsiasi responsabilità di questo tipo, c'è la possibilità che qualche magistrato creda effettivamente alla tesi degli studenti. Da parte sua Chang, che può contare sull'assistenza legale gratuita degli stessi avvocati che hanno già difeso StreamCast Networks (i produttori di Morpheus), ha sottolineato come prima di utilizzare il software gli utenti venivano invitati a non condividere file illegali. Contro di lui gioca però la giurisprudenza: dopo la sentenza della Corte Suprema sul caso Grokster, i produttori di software P2P negli USA rischiano di vedersi attribuite pesanti responsabilità. Ed è per questo che molti siti e servizi dedicati hanno chiuso da quando quella sentenza è stata pronunciata, sebbene questo non abbia influito in alcun modo sulla crescita del P2P nel suo complesso (vedi notizia di oggi a questo proposito).
TAG: p2p
24 Commenti alla Notizia Il P2P? Ci ha manipolato
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  • Sti discografic, siae o riia che siano con la scusa dei diritti d'autore e della proprietà intellettuale fanno cause a destra e a manca per raggranellare i soldi necessari per mantenere in vita i loro inutili carrozzoni e stipendiare profumatamente tutti i loro direttori e manager.
    La scusa dei compensi agli autori non la bevo più tanto la maggior parte dei soldi se la mangiano loro.
    Non è il P2P a mettere in crisi il mercato dei dischi e dei film ma solo i prezzi esorbitanti di cd e dvd e la qualità mediocre della maggior parte di essi.
    Come si possa credere che un utente con un minimo di cervello possa accontentarsi di un brano codificato a 128 Kb o di un film compresso in dvx non lo so proprio, il il p2p lo uso principalmente a scopo valutativo, o per usi veloci, se ho bisogno di reperire un brano in tempo zero, ma se poi il pezzo o il film mi piace ci puoi giurare che anche a costo di qualche sacrificio per il portafogli mi compro l'originale.
    Chi ha orecchie per intendere....

  • "uffici legali dell'Università. Uffici che si trovano a gestire non solo il problema di studenti denunciati in massa ma anche le ripercussioni in termini di immagine subite dall'ateneo. "

    per me la loro preoccupazione e' una perdita di credibilita'... nel tempo d'oro delle universita', se mai e' esistito, esse si sarebbero schierate dalla parte dei diritti dei loro studenti e della cultura.
    venduti!
    non+autenticato
  • il caso grokster dovrebbe essere parificato alla vendita di armi.

    e quindi: o smettono di vendere armi, perchè il venditore è incolpabile - come qui - di fomentare la violenza e il crimine

    oppure

    smettono di rompere i maroni al p2p, perchè altrimenti la gente si rende conto del parallelo e del porcaio che certe lobbies vogliono permettersi
    non+autenticato
  • > il caso grokster dovrebbe essere parificato alla
    > vendita di armi.
    >
    > e quindi: o smettono di vendere armi, perchè il
    > venditore è incolpabile - come qui - di fomentare
    > la violenza e il crimine
    >
    > oppure
    >
    > smettono di rompere i maroni al p2p, perchè
    > altrimenti la gente si rende conto del parallelo
    > e del porcaio che certe lobbies vogliono
    > permettersi

    Si pero' quelli che vendono armi non si limitano a farti causa o a difendersi in tribunale se provi ad attaccarli.
    non+autenticato
  • Beccati a rubare le caramelle, ma la RIA non molla consapevole che il vero business sta nelle canzonette, nelle suonerie per cellulare e cazzabubbole varie.
    Sembra che nessun giovane sia piu' consapevole del valore del denaro Sorpresa
    non+autenticato
  • Bell scaricare le proprie responsabilità su altri!

    Prima si scaricano "Cicciolina e i 13 alieni", poi dicono "Oh, non sapevamo che era materiale protetto!"

    Che facciazza tosta! Spero che paghino uno per uno.

    non+autenticato
  • E speriamo che gliela facciano anche pagare cara!
    non+autenticato
  • > Bell scaricare le proprie responsabilità su altri!
    >
    > Prima si scaricano "Cicciolina e i 13 alieni",
    > poi dicono "Oh, non sapevamo che era materiale
    > protetto!"
    >
    > Che facciazza tosta! Spero che paghino uno per
    > uno.

    Essendo italiani siamo campioni nell'arte del "paraculismo" e, almeno per onesta' intelletuale, non dovremmo criticarli Imbarazzato
    non+autenticato
  • esatto e i signori che si sentono fraudati potrebbero vendere il loro materiale con un ricarico meno fraudolento.......
    per i discografici, gli editori e i produttori di software un bel...... Con la lingua fuori Con la lingua fuori Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • > Bell scaricare le proprie responsabilità su altri!
    >
    > Prima si scaricano "Cicciolina e i 13 alieni",
    > poi dicono "Oh, non sapevamo che era materiale
    > protetto!"
    >
    > Che facciazza tosta! Spero che paghino uno per
    > uno.
    nono non sono d'accordo...
    cioe... la RIAA , la Sony, bush, la SIAE ci possono prendere per il gulash e "noi" no?
    ecchediamine... chi di arma legale ferisce, di arma legale periscaSorride

    non+autenticato
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