AMD vuole una cache cinque volte più grande

Il chipmaker di Sunnyvale ha appena acquistato una tecnologia capace di aumentare la densità della memoria cache sulla CPU

Sunnyvale (USA) ? AMD ha siglato un accordo di licenza per una nuova tecnologia capace di incrementare la quantità di memoria cache del processore senza intaccare la struttura del chip e senza incrementare lo spessore dello strato di silicio presente sopra la CPU.

La tecnologia, chiamata Z-RAM (zero capacitor DRAM), è stata sviluppata dalla piccola azienda Innovative Silicon Inc. e permette di creare memorie, tramite la tecnica SOI (silicon-on-insulator), con densità cinque volte maggiore rispetto a quelle costruite con la precedente tecnologia. La tecnologia in questione potrebbe essere in grado di far prendere il largo ad AMD nell'eterna lotta contro la rivale Intel.

Le nuove memorie non sono ancora state testate: Craig Sander, vice presidente di AMD, ha affermato che i primi esperimenti verranno condotti, con ottime probabilità, presso la fabbrica tedesca di Dresda su processori da 90 e 65 nanometri.
Se i test dovessero dare esiti positivi non vi è dubbio che AMD possa velocemente cambiare le proprie roadmap future per includere nuovi processori dotati di memorie cache a densità elevata ma queste, per il momento, sono soltanto speculazioni. "La grande densità raggiunta dalle memorie create per mezzo della tecnologia Z-RAM permette un incremento delle prestazioni e un consumo energetico ridotto", ha affermato Sander. "Per il momento stiamo cercando di utilizzare la tecnologia Z-RAM sui processori, se dovesse dare risultati degni di nota non esiteremo ad espandere la nostra ricerca verso altri possibili ambiti di sviluppo".

ISI, l'azienda dalla quale AMD ha acquistato la licenza per la tecnologia Z-RAM, ha sede in Svizzera ed è capitanata da Pierre Fazan, ingegnere elettronico che ha avuto l'idea di sviluppare memorie DRAM con un singolo transistor utilizzando wafer dotati di tecnologia SOI. Il frutto del suo operato è stato appunto il riuscire a provvedere a densità maggiori senza dover aumentare per forza anche le dimensioni.

"Lavorare assieme ad AMD ci ha dato la possibilità di aumentare ancora la densità delle memoria embedded e di non aumentare la loro dimensione", ha commentato Mark-Eric Jones, presidente di Innovative Silicon Inc. "I primi risultati di questo lavoro saranno visibili soltanto entro i prossimi due anni", periodo entro il quale AMD dovrà testare fino in fondo la nuova cache eliminando ogni tipo di problematica che potrebbe sorgere a causa della densità troppo elevata o della tecnologia ancora acerba.

Dario Panzeri