Grid computing contro la malaria

Un progetto dell'Unione Europea si propone di trovare nuovi farmaci per debellare la malaria, malattia endemica di molti popoli subtropicali. Grazie al grid computing

Clermont-Ferrand (Francia) - La malaria, causata da un parassita trasportato da alcune specie di zanzare, è forse la pandemia più devastante che scuote i paesi africani a sud del Sahara: ogni anno uccide oltre un milione di persone. La soluzione contro questa piaga potrebbe venire da un progetto dell'Unione Europea per la ricerca farmacologica, il WISDOM, acronimo di Wide In Silico Docking On Malaria.

Inquadrato all'interno del programma europeo EGEE, dedito allo sviluppo di infrastrutture per il calcolo distribuito, WISDOM è un sistema di grid computing che promette di scoprire nuovi farmaci per curare l'infezione da plasmodio della malaria. "Abbiamo pensato a come aiutare l'Africa utilizzando le nostre tecnologie", sostiene il responsabile Dr. Vincent Breton, ricercatore del Centre National de la Recherche Scientifique, "ed abbiamo subito capito che il grid computing è il modo migliore per aiutare i popoli africani".

L'iniziativa WISDOM nasce dalla collaborazione francotedesca tra il Fraunhofer Institut Algorithmen und Wissenschaftliches Rechnen e l'Institut National de Physique Nucléaire. "Vogliamo usare il calcolo distribuito per scoprire il modo migliore per debellare non solo la malaria", dichiara Breton a Punto Informatico, "ma anche altre malattie solitamente trascurate dall'industria farmaceutica, come il dengue".
La piattaforma utilizzata da WISDOM si appoggia completamente a strutture di ricerca pubbliche: tra queste vi sono anche molti laboratori universitari italiani, come quelli di Pisa, Padova e Roma. Tutto ruota attorno ad un software sviluppato dal Fraunhofer Institut, detto FlexX, che permette di "simulare ed osservare il modo in cui vari composti chimici possono legarsi ad altrettanti recettori proteici", spiega Breton: "L'uso biomedico delle tecnologie per il calcolo distribuito è certamente il più entusiasmante".

E' forse la risposta europea al programma statunitense AIDS@Home? "Non proprio", dice lo scienziato, "poiché miriamo ad una collaborazione sempre più stretta con gli Stati Uniti, non alla concorrenza". "Ultimamente guardiamo anche al contributo della Cina, grande potenza emergente", aggiunge, "perché quello del grid computing è un settore molto ampio ed interessante". Negli ultimi tempi, l'Unione Europea ha stretto un'accordo con gli USA per la condivisione di risorse per il grid computing.

"La differenza tra progetti come SETI@Home e WISDOM", continua Breton, "è che nel nostro caso si tratta di un progetto chiuso al contributo degli utenti casalinghi". Tuttavia, "in un secondo momento pensiamo di aprire le porte a tutti", specifica, "ed eventualmente iniziare ricerche per sconfiggere l'HIV".

Per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei popoli africani, al momento, un buon punto di partenza è l'adesione all'iniziativa Africa@Home. Il grid computing cambierà il mondo? Forse no, ma di sicuro può migliorarlo.

Tommaso Lombardi
TAG: ricerca
12 Commenti alla Notizia Grid computing contro la malaria
Ordina