Un sacerdote contro i big dell'hi-tech

Ken Hutcherson propone una speculazione in campo azionario per spingere le aziende dell'IT a non sostenere i diritti dei gay. Ma rimedia solo grandi risate

Washington (USA) - Al reverendo Ken Hutcherson, Pastore della Anti-och Bible Church di Redmond (Seattle), non marca certo l'iniziativa catechistica. Per spingere Microsoft e altre grandi aziende a boicottare ogni supporto alla comunità gay ha promosso una curiosa iniziativa di stampo finanziario.

Sia tramite la stampa che approfittando del proprio pulpito sacerdotale, Hutecherson ha dichiarato che l'unico mezzo per farsi sentire dalle imprese è quello di danneggiarle economicamente. "Dato che sarebbe piuttosto complicato convincere le persone a non acquistare alcuni prodotti, è bene concentrarsi sulla Borsa. Acquistando e vendendo velocemente delle azioni si possono certamente provocare gli effetti desiderati. Sto cercando altre persone che vogliano comprare azioni per venderle poi tutti insieme il primo maggio", ha dichiarato Hutcherson.

Microsoft, Boeing, Hewlett Packard, Nike e tante altre compagnie hanno co-firmato una lettera all'inizio del mese per segnalare allo Stato di Washington l'esigenza di aggiornare le leggi anti-discriminazione. Si tratta di aggiungere quindi l'orientamento sessuale alle già presenti voci riguardanti la razza, il sesso, l'età, la disabilità, la religione e lo stato civile. Hewlett Packard e Boeing, inoltre, martedì scorso hanno rilasciato un nuovo comunicato dove hanno dichiarato di sostenere in pieno questa linea politica.
Gli esperti finanziari sono rimasti piuttosto colpiti dall'iniziativa del Pastore di Redmond, anche se hanno confermato che non c'è alcuna speranza di intaccare i listini azionari di questi giganti. "Pochi investitori giocheranno i loro soldi per un'iniziativa politica, ancor di meno i grandi finanzieri che possiedono grossi pacchetti in fondi", ha commentato Hans Olsen, dirigente della Bingham Legg Advisers.

Microsoft ha aderito all'iniziativa per dissipare le polemiche che l'avevano vista protagonista l'anno scorso, quando aveva palesemente dimostrato di non essere interessata alla questione. Hutcherson non ha perdonato il ravvedimento dell'azienda e si è così imposto sulle prime pagine di una quantità di siti e giornali satirici.

Dario d'Elia
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