Microsoft ritocca le censure sui blog

Con una nuova policy l'azienda cambia approccio: i magistrati che chiederanno la sospensione di un blog otterranno la sua non-visibilità nel paese in cui quel blog è illegale. Una censura formato soft. Applausi ONU

Lisbona - La censura del blogger cinese e le conseguenti proteste della comunità internazionale, con in testa le associazioni per la libertà di stampa, hanno convinto Microsoft ad aggiornare la propria policy sui blog. Durante il Forum di Lisbona, Brad Smith, avvocato di punta di BigM, ha dichiarato che d'ora in poi la censura potrà avvenire solo ed esclusivamente in presenza di una notifica giudiziaria. E anche in presenza di questa il blog non verrà chiuso, ma solo reso inaccessibile dagli utenti del paese che lo considerano illegale.

"Stiamo completando lo sviluppo di una soluzione tecnologica che permette l'accesso ai blog da specifici paesi. La attiveremo quando avremo una segnalazione giudiziaria che ci obbliga alla chiusura", ha dichiarato Smith.

Prima della parziale censura, il blogger verrà informato di tutto, e gli sarà fornita tutta la documentazione. L'Alto Commissario ONU per i diritti dell'uomo, Mary Robinson, ha accolto positivamente la notizia, e ha definito l'azione di Microsoft di "vitale importanza".
Sul caso del blogger cinese, però, Smith ha sentito l'esigenza di fornire ulteriori spiegazioni. "MSN Spaces, in Cina, opera grazie alla licenza della Shanghai News, un organo del Governo cinese. L'ente ha l'autorità legale, riconosciuta dalla legge cinese, di notificare ufficialmente la rimozione di contenuti online. Obbligati da questa azione non abbiamo potuto far altro che adeguarci", ha dichiarato Smith.
"Ovviamente quello che stiamo tentando di fare con questa nuova policy è di rispettare le leggi dei paesi dove operiamo, e anche le esigenze dei nostri utenti, sia quelli che postano sui blog che quelli che vogliono leggere notizie da tutto il mondo", ha aggiunto Smith.

Al centro del dibattito vi sono più questioni. Le aziende sono impegnate ad approfittare delle grandi potenzialità del mercato emergente cinese, ma per farlo scendono a patti con le questioni etiche da una parte e le leggi locali dall'altra. Secondo Jonathan Zittrain, co-fondatore del Berkman Center for Internet and Society del Harvard Law School, vi sono due scenari che dividono l'opinione pubblica. "Uno di questi è che le aziende dovranno sottostare a questo genere di censure occasionali, facendo affidamento sul potere sovversivo a lungo termine dei blog. L'altro è che le aziende occidentali non dovrebbero essere conniventi con le società che attuano questo tipo di politica".

"Nessuno sta chiedendo alle aziende occidentali di spingere il Governo cinese a cambiare il suo comportamento. Non è possibile. Quello che possono fare, però, è cambiare il modo in cui reagiscono alle sue prese di posizione e la modalità di interazione", ha sostenuto Rebecca MacKinnon, collaboratrice del Berkman Center. "La lealtà con i propri utenti dovrebbe essere una priorità".

Dario d'Elia
TAG: censura
5 Commenti alla Notizia Microsoft ritocca le censure sui blog
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  • Questo dimostra che non esistono multinazionali dove risiede solo il bene, tipo Google, e dove risiede solo il male, tipo Microsoft, e che Microsoft non è così brutta come la si dipinge.

    Un utente linux
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Questo dimostra che non esistono multinazionali
    > dove risiede solo il bene, tipo Google, e dove
    > risiede solo il male, tipo Microsoft, e che
    > Microsoft non è così brutta come la si dipinge.
    >
    > Un utente linux

    secondo me dimostra solo, ancora una volta, che è meglio tenere il piede in due scarpe...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Questo dimostra che non esistono multinazionali
    > > dove risiede solo il bene, tipo Google, e dove
    > > risiede solo il male, tipo Microsoft, e che
    > > Microsoft non è così brutta come la si dipinge.
    > >
    > > Un utente linux
    >
    > secondo me dimostra solo, ancora una volta, che è
    > meglio tenere il piede in due scarpe...

    Mi verrebbe da spiegare il perché di una scelta da parte di Microsoft sia un modo sensato di supportare la comunità dei blogger.

    Anche di spiegare che questo è esattamente l'opposto del tenere il piede in due scarpe visto che rappresenta un cambio di rotta rispetto a politiche tenute praticamente da qualsiasi soggetto commerciale che opera con la Cina oggigiorno.

    Ma vista la 'profoniftà' delle risposte che arrivano mi è passata la voglia.

    non+autenticato
  • Questo significa che se parli bene di bush ( in america ) ti applaudono, ma se dici cose contro di lui o accenni qualcosa che a lui non piace SARAI censurato e ricercato dalla Cia - Fbi .....ecc..; E questo non va bene!
    Da Linux tutto, passo e chiudo A bocca aperta
  • anke yahoo...
    non+autenticato