Archivio RAI disponibile online?

Lo chiedono migliaia di utenti internet italiani: la rivoluzione delle Teche voluta dalla Radiotelevisione pubblica e la digitalizzazione dei contenuti può portare dritti verso la rete

Roma - Ci stanno lavorando alacremente quelli della BBC e in molti sperano che l'esempio della televisione britannica sia seguito anche dalla RAI: si parla del portare online gli archivi documentali, le trasmissioni e i contenuti realizzati per decenni col denaro dei contribuenti.

A chiedere che la RAI acceleri su questo fronte sono migliaia di utenti internet italiani che stanno firmando una petizione che, sebbene manchi di una presentazione esaustiva, segna un cambiamento di mentalità, dovuto senz'altro anche alle opportunità messe in campo dalla BBC per il pubblico inglese:

"Vorremmo che tutto l'archivio della RAI fosse sempre disponibile gratuitamente via internet. In questo modo ognuno di noi potrebbe scegliere da solo cosa vedere e quando".
Il senso della petizione evidentemente travalica il meccanismo estremamente semplificato con cui vengono raccolte le firme: è sufficiente indicare un nome, un cognome e un'email per risultare firmatari della petizione, anche se l'email non esiste o se il nome indicato è fasullo. Una "debolezza" che non inficia una richiesta già espressa anche sui forum di Punto Informatico ormai da tempo, da quando l'emittente britannica ha iniziato a guardare alla rete come al proprio futuro.

Va detto che la RAI, che dispone di un sito internet piuttosto ricco, e che già mette in rete una serie di contenuti tratti dal proprio palinsesto televisivo e radiofonico, da tempo sta lavorando sull'ampliamento della digitalizzazione dei propri contenuti e soprattutto sull'informatizzazione delle proprie strutture di produzione. Da qui ad "aprire alla rete", però, il passo sembra ancora piuttosto lungo.
TAG: italia
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