Servizi TLC non richiesti? I consumatori non ci stanno

Le associazioni dei consumatori si riuniscono per presentare all'Agcom le proposte per risolvere un problema che ha raggiunto proporzioni notevolissime, con conseguenze pesanti sulle bollette

Roma - 250 milioni di euro. Sarebbe questa la spaventosa cifra a cui ammonta il valore d'affari dei servizi non richiesti ma attivati dagli operatori telefonici come Telecom Italia, Wind, Fastweb e Tele2.

A denunciare il fenomeno, sottolineandone l'illegittimità, sono le principali associazioni di difesa del consumo, tra cui l'Unione Italiana Consumatori e Adiconsum, pronte a sottoporre con forza l'argomento all'Autorithy per le Comunicazioni.

L'Unione Nazionale Consumatori ricorda infatti che il Codice del Consumo, all'articolo 57, contempla la possibilità di attivazione di servizi a pagamento soltanto laddove il consumatore abbia manifestato il proprio esplicito consenso. Affinché il problema non cada nell'oblio delle situazioni irrisolte, le principali associazioni di consumatori hanno organizzato una conferenza stampa, che avrà luogo domani a Roma, presso la Federazione nazionale della stampa, in cui saranno presentate le proposte da formulare all'Autorithy "per porre fine ai comportamenti vessatori subiti dall'utenza".
Secondo UNC, la regola stabilita nel citato articolo 57 è spesso disattesa: "Continuano a verificarsi situazioni in cui, per esempio, l'utente riceve il kit ADSL Alice da Telecom Italia senza che l'abbia mai richiesto, nonostante le ripetute diffide dal proseguire con questa pratica commerciale scorretta. L'articolo 18 del decreto legislativo 114/98 prevede in tali casi una sanzione di 5.164 euro e la sospensione delle attività di vendita".

L'attivazione di un servizio non richiesto, ricordano le associazioni di consumatori, non comporta alcun onere all'utente. "Il consumatore - ribadisce UNC - non è obbligato a pagare se non ha richiesto il servizio né a rispondere alle proposte commerciali delle società telefoniche che, a quanto risulta alla stessa associazione, arrivano a falsificare le firme sul contratto di abbonamento del servizio, commettendo il reato di falsità in scrittura privata previsto dall'articolo 485 del Codice penale, punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni".

Scopo dei difensori del consumo è evitare innanzitutto il verificarsi di abusi da parte degli operatori telefonici, ma anche fornire agli utenti validi strumenti di difesa e conoscenza delle regole. Non tutti, infatti, sono disposti ad affrontare il lungo iter comportato da un ricorso, nonostante questo possa avere buone probabilità di successo, come è dimostrato da una recente sentenza che ha obbligato Telecom Italia al risarcimento dei danni procurati ad un consumatore, proprio per l'attivazione di un servizio non richiesto.

Dario Bonacina
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20 Commenti alla Notizia Servizi TLC non richiesti? I consumatori non ci stanno
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  • Un appello ai figli ed ai nipoti di persone anziane: andate a leggere le bollette dei vostri cari, troverete delle spiacevoli sorprese!
    non+autenticato
  • Finchè non riusciremo ad avere anche in Italia, come in Usa, le azioni collettive, Class Action,
    allora prolificheranno all'infinito queste aziende truffaldine di cui ci ritroviamo spesso a parlare ogni giorno in ogni dove.

    Le Class Action sarebbero un'efficace strumento a favore di tutti gli onesti consumatori
    e funzionerebbero anche da deterrente contro le aziende disoneste.

    Ma evidentemente qualcuno riesce a far in modo che queste non vengano ancora attuate in Italia.
  • In pratica la gente che nemmeno vuole l'ADSL, si ritrova contratti stipulati da un giorno all'altro... mentre la gente che l'ADSL la farebbe anche seduta stante, non può farla perchè non coperta.
    non+autenticato

  • Io vorrei che i cosiddetti Garanti togliessero questa bella incongruenza: per iscriversi ad un servizio basta un semplice click ... per uscirne entri in un delirio di link nascosti & raccomandate & telefonate & incazzature varie.

    Per non parlare della riga di contratto con il "rinnovo automatico" o "disdetta entro 6 mesi" abilmente nascosta in mezzo ad altre diecimila righe.
    non+autenticato
  • 1) Tentativo di estorsione, ebbene si, i giudici che applichino puntualmente la legge e facciano il proprio dovere e quindi questo di chiedere soldi per servizi mai richietri, debba rientrare in un tentativo di estorsione;

    2) fare pressione sul legislatore affinche' i servizi non siano attivabili se non dopo firma, insomma alla classica maniera del folgio di carta. Inoltre le modalita' di disattivazione di un servizio devono essere uguali a quelle per l'attivazione. Per esempio, finiranno i tempi che per attivare un servizio basta chiamare un call center, mentre per disattivarlo devi mandare la raccomandata.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > 1) Tentativo di estorsione, ebbene si, i giudici
    > che applichino puntualmente la legge e facciano
    > il proprio dovere e quindi questo di chiedere
    > soldi per servizi mai richietri, debba rientrare
    > in un tentativo di estorsione;

    Questo non ha senso: non esageriamo. La pena deve esser commisurata al reato, altrimenti la legge perde quel poco di autorevolezza che le resta.


    > 2) fare pressione sul legislatore affinche' i
    > servizi non siano attivabili se non dopo firma,
    > insomma alla classica maniera del folgio di
    > carta. Inoltre le modalita' di disattivazione di
    > un servizio devono essere uguali a quelle per
    > l'attivazione. Per esempio, finiranno i tempi che
    > per attivare un servizio basta chiamare un call
    > center, mentre per disattivarlo devi mandare la
    > raccomandata.

    questo è già legge da tanto tempo, che poi non venga rispettato è un altro paio di maniche.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo

    > questo è già legge da tanto tempo, che poi non
    > venga rispettato è un altro paio di maniche.

    Non diciamo sciocchezze!!
    non+autenticato
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