Roma - Cifre astronomiche ed episodi ai confini della realtà sono emersi ieri mattina, durante la conferenza stampa tra associazioni di consumatori che ha avuto luogo presso la
Federazione nazionale della stampa. All'ordine del giorno, l'attivazione di servizi TLC non richiesti dagli utenti (ma ugualmente fatturati) e la valutazione di possibili soluzioni al mastodontico problema.
Stando alle cifre presentate dai partecipanti, ogni anno ci sono un milione di utenti che pagano per servizi attivati e non richiesti, o anche solo addebitati e non attivati. Il valore di ogni differente servizio varia dai 50 ai 100 euro per un ammontare globale fluttuante tra i 250 e i 500 milioni di euro per l'ultimo triennio. Sono 300mila le denunce trasmesse alla Polizia Postale e il 90% delle conciliazioni riguarda
Telecom Italia che anche in questo aspetto conferma quanto dichiarato dall'
Authority per le Comunicazioni nelle varie analisi dei mercati della telefonia: Telecom Italia è individuato quale operatore di riferimento con posizione dominante del mercato.
Le associazioni concordano nell'affermare che tutte le segnalazioni e le proposte formulate in passato alle Autorità competenti "sono cadute nel vuoto, ma il business ottenuto con pratiche commerciali scorrette (furbizie, raggiri e truffe) è troppo elevato per rinunciarci". A questo proposito, Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori formulano una richiesta all'Agcom, affinché a Telecom Italia e agli altri operatori di telefonia fissa e mobile siano comminate sanzioni adeguate per porre fine "a queste pratiche commerciali scorrette".
Nel frattempo, le associazioni medesime dichiarano che presenteranno esposti-denuncia su tutto il territorio nazionale: "Alla Magistratura, cioè alle Procure della Repubblica, a fronte di un comportamento vessatorio e organizzato al quale in taluni casi si aggiunge anche la minaccia del taglio della linea (cioè quasi un tentativo di ricatto sul servizio universale!), chiediamo di verificare se non ci siano gli estremi di illeciti penali" dichiarano le associazioni in una nota congiunta.
MDC ha presentato un quadro sulla situazione attuale delle cosiddette "bollette pazze", evidenziando come sia sempre il settore della telefonia a primeggiare:
"Spesso i consumatori si ritrovano a fare i conti con bollette "pazze", con importi esorbitanti spesso dovuti a servizi non richiesti o servizi che non hanno mai utilizzato. Secondo i dati elaborati dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC), il 56,8% dei reclami relativi alle bollette sballate riguarda proprio il settore della telefonia. Al secondo posto tra le società che più spesso sbagliano c'è il gas, con il 20,7% dei casi. Mentre un altro 13,6% degli errori è causato dalla società dell'elettricità e il restante 8,8% dai gestori dell'acqua.
Nel 2005 l'associazione ha ricevuto ben 39.696 reclami inerenti ai settori dell'elettricità, gas, acqua e telefonia. In particolare, 5.423 casi hanno riguardato la società elettrica, 8.221 del gas, 3.520 dell'acqua e 22.532 della telefonia.
Per la telefonia l'errore più frequente è quello legato agli importi eccessivi, che arriva all'80% rispetto al totale delle bollette che contengono inesattezze. Gli altri errori, in generale, sono relativi alla data di scadenza o al mancato recapito. In particolare per il settore della telefonia fissa, tra i problemi più denunciati dagli utenti ci sono i servizi fatturati ma mai richiesti: opzioni tariffarie, segreterie telefoniche e kit adsl mai ordinati dall'utente sono all'ordine del giorno nelle sedi dell'MDC.
Con il maggior uso di internet, con i nuovi servizi legati a televoti e ai tanti maghi, i consumatori italiani hanno paura soprattutto delle fatture telefoniche. L'utilizzo, spesso inconsapevole, di alcuni numeri a pagamento, dall'144 all'166, hanno più volte portato a far lievitare la bolletta in modo esorbitante.
Nel 2003 ben 300mila famiglie italiane sono rimaste vittima di programmi pirata, denominati dialer, che inseritisi abusivamente sul pc collegato ad internet inviavano la chiamata verso un numero a pagamento. Per qualche ora in internet, quindi, possono arrivare bollette che a volte raggiungono anche i 2.500 euro. E anche nel 2005 sono molte le proteste che interessano le fatture del telefono. E non mancano casi in cui le bollette non vengono recapitate, con il pericolo per l'utente di vedersi staccare la fornitura, visto che spesso le aziende non inviano all'utente il preavviso obbligatorio a mezzo raccomandata.
"Una realtà, quella delle bollette pazze - spiega Francesco Luongo del Dipartimento TLC di MDC - determinata soprattutto dal fatto che nel processo di fatturazione manca un controllo adeguato a monte. Si tratta di un processo totalmente automatizzato in cui l'unico vero controllo è quello fatto dagli utenti quando scoprono errori nella bolletta. In caso di malfunzionamento è sempre l'utente a dover reclamare. Inoltre, gli uffici che emettono le bollette sono diversi da quelli che ricevono i reclami. E ciò comporta un rallentamento nella gestione dei reclami stessi. Alcune volte, nonostante l'avvenuto pagamento, si procede ugualmente al distacco della fornitura".