Rincara la dose
Adiconsum, che conferma il quadro e, attraverso il segretario generale Paolo Landi, esprime la propria delusione: "È una situazione intollerabile. Tutti gli impegni assunti da Telecom a partire dal presidente Tronchetti Provera all'A.D. Ruggero alla direzione generale dell'azienda, non hanno prodotto alcun risultato. Il presidente di Telecom Italia, Tronchetti Provera, qualche giorno fa si gloriava su
Il Sole 24 Ore in merito alla responsabilità sociale delle imprese. Ha minacciato di denunciare i 'furbetti del quartierino' per i danni arrecati all'immagine di Telecom Italia. Ma cosa dovrebbero fare i centinaia di migliaia di utenti che si vedono ancora oggi addebitati in bolletta servizi non richiesti, che rischiano il distacco della linea telefonica se non pagano, costretti a perdere ore ed anche giornate, senza comunque riuscire a risolvere il problema?"
L'Adiconsum si è fatta poi capofirma di una lettera, indirizzata direttamente al numero uno di Telecom Italia. Questo il testo:
"Signor Presidente,
abbiamo letto con piacere il Suo articolo su "Il Sole 24 ore" relativo alla responsabilità sociale delle imprese: avremmo potuto aggiungere la nostra firma alla sua!
Ci chiediamo, però, come è possibile che nell'azienda che Lei controlla e presiede avvenga esattamente il contrario e il rapporto con l'utenza sia divenuto, in assoluto, il più vessatorio rispetto a tutte le imprese di servizio.
I reclami e le proteste degli utenti della Telecom non si contano più! I problemi sono sempre gli stessi: addebiti in bolletta per servizi non richiesti, impossibilità a risolverli tramite i call center che fanno perdere solo tempo agli utenti, inducendoli solo alla rassegnazione.
Vi è un'evidente esasperazione delle associazioni consumatori "investite" dalle segnalazioni degli utenti sui disservizi della Telecom che neanche noi riusciamo a risolvere.
Le procedure conciliative possono risolvere solo casi limitati di disservizio: non possono e non devono risolvere politiche commerciali vessatorie, che addebitano in bolletta in modo sistematico e disinvolto servizi non richiesti dall'utente!
I comportamenti della Sua azienda nelle procedure conciliative sia in quelle avviate con le associazioni consumatori sia in quelle trattate innanzi ai Corecom sono eloquenti: l'obiettivo è solo quello di realizzare il pagamento, anche se in forma dilazionata.
È oramai una situazione intollerabile!
Tutte le dichiarazioni di impegno a risolvere questa situazione non hanno portato ad alcun risultato; anche gli impegni assunti dall'A.D. Ruggero, nell'incontro di Milano dello scorso maggio sul "soddisfatto o rimborsato", non sono andati oltre una mera dichiarazione, rivelandosi l'ennesima presa in giro delle associazioni consumatori da parte di Telecom.
Presa in giro continuata da parte dei Suoi dirigenti nelle riunioni successive con risultati del tutto inconcludenti.
Oramai abbiamo esaurito tutte le strade per un confronto civile tra le parti!
Il prossimo passo sarà quello di rivolgerci alla Magistratura e alle varie Procure, per chiamarle a valutare se questa politica di addebito in bolletta di servizi non richiesti altro non sia che un sistematico tentativo di truffa commerciale per estorcere risorse non dovute utilizzando il telefono, cioè un servizio universale.
Si tratta in taluni casi di cifre modeste (qualche centinaio di euro), ma che moltiplicate per migliaia e per milioni di utenti comportano cifre rilevantissime, ottenute in modo indebito e illegale dagli utenti per servizi non richiesti.
Telecom Italia è chiamata a gestire un servizio universale; ciò dovrebbe indurre l'azienda ad instaurare un rapporto corretto e trasparente con l'utenza e non a perseguire una politica che non possiamo non definire vessatoria e truffaldina e certamente socialmente assai poco responsabile.
Restiamo disponibili a trovare soluzioni purché queste siano efficaci e concrete.
In attesa di un riscontro, porgiamo distinti saluti"
Paolo Landi
Adiconsum"
Il riferimento delle associazioni è alle regole dettate dal Codice del Consumo: un servizio non richiesto non può essere addebitato: "La non risposta, cioè il silenzio, non può essere interpretato come consenso". E ai consumatori, nel loro interesse, viene suggerito: "Controllate le bollette e, se ci sono addebiti per servizi non richiesti, contestateli immediatamente utilizzando i fac-simili che possono essere scaricati dai siti delle associazioni. In particolare contestate il problema all'Autorità delle comunicazioni".
L'invito agli utenti è quindi quello di non subire supinamente le ingiustizie amministrative degli operatori e di contrapporsi per far valere i propri diritti.
Dario Bonacina