Francesi vittime di keylogger e trojan

Il furto di più di un milione di euro dai conti di utenti non sufficientemente attrezzati in materia di sicurezza è costato l'arresto ad una decina di cracker in Russia. Ma è un fenomeno in continua evoluzione

Roma - Diffusi da lungo tempo e via via perfezionati, sarebbero i keylogger e trojan di nuova generazione la chiave di uno schema truffaldino che sta dilagando, evolvendosi e perfezionandosi, consentendo alla criminalità organizzata di arricchirsi alle spalle di ignari correntisti utenti di servizi di e-banking.

A rinnovare l'allarme è la polizia francese dopo la scoperta di malware dedicato nei computer di numerosi truffati, che sono le vittime di un recente caso di truffa telematica basata sui sempre più sofisticati sistemi di phishing e di riciclaggio del denaro online.

I cybercop transalpini mettono infatti in relazione quanto accaduto alle vittime di queste ultime truffe, che hanno fruttato nel complesso più di un milione di euro, con l'arresto in Russia di una decina di cracker. Tra di loro anche persone di origine ucraina che si ritiene fossero gli organizzatori dello schema.
Il funzionamento del "giochino" era piuttosto complesso ma è del tutto simile a quanto già visto in Italia e altrove, sistemi di raggiro già da tempo denunciati da organizzazioni come Anti Phishing Italia. In sostanza, grazie alla creazione di società fantasma, i cracker convincevano un certo numero di correntisti della legalità di una serie di operazioni bancarie per le quali avrebbe fatto comodo l'utilizzo temporaneo dei loro conti, in cambio di una piccola commissione sulle somme spostate sui conti stessi. Una volta ottenuto l'ingenua complicità dei correntisti, i cracker sfruttavano i codici di accesso sottratti dal loro malware al computer delle vittime per accedere ai conti bancari online e spostare tutte le somme possibili sui conti correnti "amici". Da qui poi li facevano arrivare su conti controllati direttamente.

In quest'ultima occasione i poliziotti francesi hanno lavorato insieme ai colleghi russi per ricostruire il piano di "smistamento" del denaro riuscendo ad individuare appunto almeno alcuni degli autori materiali dello schema.

Stando alla polizia transalpina, le perdite per le vittime sono ingenti: in almeno un caso un conto è stato svuotato di 40mila euro. I cybercop hanno anche ricordato agli utenti internet francesi, ma sono evidentemente consigli che andrebbero fatti propri da tutti, che non solo è necessario dotare il proprio sistema operativo, Windows in particolare, di adeguati strumenti di sicurezza come firewall e antivirus ma che è anche necessario prestare attenzione alle email che si ricevono.

Il malware piazzato dagli autori di queste ed altre truffe, infatti, viene depositato sui computer degli utenti perlopiù da "siti specializzati", spazi web infetti sui quali gli utenti vengono attratti via email, con le tecniche tipiche del phishing: non considerare con attenzione i contenuti delle email e seguire i link che vi sono inseriti può rivelarsi assai costoso.
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