Google mette all'asta la pubblicità cartacea

Gli inserzionisti potranno sfidarsi a colpi di asta per accaparrarsi spazi pubblicitari su 28 magazine statunitensi; Google sostiene che si tratta solo di un test sul campo

Mountain View (USA) - Google ha deciso di diventare l'avanguardia del settore pubblicitario online con un'iniziativa rivoluzionaria che riguarda la dimensione cartacea. Fino al 20 febbraio le aziende che lo desiderano potranno sfidarsi in un'asta online per accaparrarsi spazi pubblicitari su 28 magazine cartacei statunitensi, come PC Magazine, Ellegirl, Road & Track e tanti altri.

In linea con la sua filosofia innovativa, il gigante di Mountain View ha intenzione di dare la possibilità al marketing online di sfruttare anche la carta stampata - in molti casi difficilmente avvicinabile per gli ingenti costi di investimento. Il sistema di aste è semplice. Il cliente sceglie la testata di suo interesse, la dimensione dello spazio a sua disposizione (pagina intera, mezza o un quarto), la data di uscita fra quelle disponibili e la cifra che è disposto a pagare. A fine febbraio gli inserzionisti vincenti saranno avvertiti e potranno fornire la documentazione pubblicitaria necessaria.

"Abbiamo condotto una serie di test per comprendere quali vantaggi avremmo potuto ottenere dalle campagne pubblicitarie su cartaceo. Adesso stiamo continuando l'esperimento con un modello ad asta", ha dichiarato un portavoce dell'azienda. In pratica il modello economico applicato sfrutta l'esperienza acquisita con AdWords dove i committenti si sfidano per accaparrarsi le migliori posizioni nei link sponsorizzati.
Google ha confermato che l'idea di questo progetto è il frutto di richieste avanzate proprio dai suoi attuali inserzionisti online. Va detto che già nel 2005 l'azienda di Mountain View aveva dimostrato di voler rivoluzionare il mercato della pubblicità online con l'adozione, oltre al tradizionale pay-per-click, anche del cost-per-impression.

Google ha implementato un nuovo servizio che, secondo alcuni analisti, potrebbe privare gli editori e le concessionarie del potere che hanno sempre gestito sul fronte pubblicitario. eBay ha già insegnato che non bisogna mai dare per scontato il risultato di un'asta: chi ci guadagnerà di più, gli inserzionisti o le testate? Google ovviamente, come sempre.

Dario d'Elia
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