Vietato spiare cosa fanno i dipendenti in rete

Lo ha affermato il Garante della privacy secondo cui quello che viene fatto su Internet dai dipendenti può rivelare informazioni su di loro che il datore di lavoro semplicemente non deve sapere

Vietato spiare cosa fanno i dipendenti in reteRoma - Un sonoro altolà alle sempre più diffuse pratiche di monitoraggio sull'uso del computer e di Internet da parte dei dipendenti è arrivato ieri dal Garante della Privacy, con una decisione destinata ad impattare in modo decisivo sulle imprese italiane ma anche sulla pubblica amministrazione. In sostanza, il datore di lavoro non può analizzare la navigazione web del dipendente per capire su quali siti e servizi si soffermi.

La decisione arriva in seguito ad un caso in cui una società aveva impugnato i dati di navigazione del dipendente per una contestazione disciplinare culminata poi nel licenziamento. Aveva cioè esaminato quali siti avesse visitato quella persona dopo aver avuto accesso ad Internet, attività per la quale non era autorizzato.

Anziché limitarsi a prendere nota dell'avvenuta connessione e dei tempi di accesso - che in sé sarebbero stati considerati misure "adeguate" per contestare l'utilizzo non autorizzato di una risorsa informatica della ditta e avrebbero concesso a questa di agire contro il dipendente - il datore di lavoro aveva dunque fatto ricorso a cookie e cache di sistema per dimostrare nel proprio procedimento le "malefatte" del dipendente. A suo dire, infatti, questi si era recato su siti a contenuto politico e pornografico violando la policy aziendale.
Tutto ciò però non è permesso. Come specifica il Garante nel suo provvedimento, infatti, non solo il dipendente non era stato informato del monitoraggio dell'uso della rete ma la società in cui lavorava "ha invece operato un trattamento diffuso di numerose altre informazioni indicative anche degli specifici contenuti degli accessi dei singoli siti web visitati nel corso delle varie navigazioni, operando -in modo peraltro non trasparente- un trattamento di dati eccedente rispetto alle finalità perseguite".

In sostanza raccogliere queste informazioni si è tradotto in un trattamento di dati sensibili, informazioni idonee - spiega l'Autorità - "a rivelare convinzioni religiose, opinioni sindacali, nonché gusti attinenti alla vita sessuale".

Secondo il Garante, infatti, dalla documentazione presentata dall'azienda "emergevano anche diverse informazioni particolarmente delicate che la società non avrebbe potuto raccogliere senza aver prima informato il lavoratore. Sebbene infatti i dati personali siano stati raccolti nel corso di controlli informatici volti a verificare l'esistenza di un comportamento illecito, le informazioni di natura sensibile, in grado di rivelare ad esempio convinzioni religiose e opinioni sindacali o politiche, potevano essere trattate dal datore di lavoro senza consenso solo se indispensabili per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria. Indispensabilità che non è emersa dagli elementi acquisti nel procedimento".

"Non è ammesso spiare l'uso dei computer e la navigazione in rete da parte dei lavoratori - ha sottolineato Mauro Paissan, componente del Garante e relatore del provvedimento - Sono in gioco la libertà e la segretezza delle comunicazioni e le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori. Occorre inoltre tener presente che il semplice rilevamento dei siti visitati può rendere noti dati delicatissimi della persona: convinzioni religiose, opinioni politiche, appartenenza a partiti, sindacati o associazioni, stato di salute, indicazioni sulla vita sessuale".
TAG: italia
220 Commenti alla Notizia Vietato spiare cosa fanno i dipendenti in rete
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  • Scrivo quale consulente informato,
    dove posso "scopiazzare" una lettera fac-simile da far firmare ai dipendenti di un'azienda in cui vengono utilizzati dei PC per connettersi in internet?

    Cioè DESIDERO rendere noto ai dipendenti che i PC sono monitorizzati al fine di salvaguardare il loro corretto funzionamento, per cui ogni uso "personale" verrà loggato...

    Mi potete aiutare in questo? ...perchè è pieno di siti in cui si trovano decreti, leggi, sanzioni, etc. MA QUESTA FAMOSA LETTERA DA FAR FIRMARE PER POTER EFFETTUARE UN MINIMO CONTROLLO, NON RIESCO A TROVARLA.

    GRAZIE.
  • Ciao a tutti.

    Vorrei porvi una serie di domande su una situazione che mi coinvolge di persona.
    Faccio alcune premesse importanti. Prima di tutto, il motivo del mio allontanamento dall'azienda non riguarda ciò di cui fra poco parlerò. Seconda premessa, sono estremamente dispiaciuto di quello che ho fatto, ciò nonostante non mi sento lo schifo dell'umanità e non sono d'accordo con chi da' l'idea di venire da un'altro pianeta e restare scandalizzato su qualsiasi cosa.

    Senza entrare nei dettagli, descrivo brevemente cosa mi è accaduto.

    Alcuni mesi fa sono stato assunto con un contratto strutturato (prova + eventuale successiva conferma) presso una ditta informatica. Lavoravo su un computer con accesso ADSL flat ad Internet. Ho installato sul pc aziendale un programma di filesharing e ho scaricato file di varia natura, tra cui alcuni film porno (chiaramente quest'ultimo gruppo era molto molto esiguo). Lo scopo ovviamente non era quello di mantenere quei file sul pc, ma di usare quel pc come appoggio per poi riversare il tutto sul mio portatile. Inoltre usavo, sporadicamente, due messenger collegati a due miei indirizzi personali di posta elettronica per parlare con dei miei amici. Infine, navigavo su Internet.

    Per quanto riguarda la tempistica, il filesharing andava in automatico (quindi non interferiva sul lavoro), Internet a scopo personale e i messenger li usavo solo in un lasso di tempo di pausa dopo il pranzo e, a volte, come breve pausa nel periodo lavorativo (tipo pausa caffé o pausa sigaretta per intenderci). NON HO MAI guardato i film al lavoro, né in pausa né nell'orario di lavoro.
    Sia chiaro, non mi sto giustificando, sto solo dando un'idea della situazione, anche perché nonostante tutto credo tuttora che rispondere ad un amico sul messenger o controllare la propria posta ogni tanto durante il lavoro non pregiudichi lo stesso. Il resto ovviamente è fortemente discutibile, e ne sono consapevole.
    Torniamo a noi. Quando sono stato licenziato il titolare del trattamento dei dati personali della mia ex azienda (che poi è il titolare stesso) ha incaricato un mio ex collega di esaminare il mio account (dato che ero stato licenziato ovviamente ha potuto usare la mia password di accesso al sistema conservata in cassaforte), e ha visto i file temporaneamente appoggiati sul pc, il programma di file-sharing, la cronologia delle pagine internet, ha letto addirittura alcuni miei dialoghi del messenger che erano visibili in quanto memorizzati sul server di posta (purtroppo siccome il lavoro andava bene avevo memorizzato sull'account di posta e sui messenger la password per risparmiare tempo). Ciò ha fatto imbestialire notevolmente il mio titolare, che telefonicamente (da allora non mi ha mai più voluto ricevere) me ne ha dette di tutti i colori, andando giù pesante (e non volendo sentire le mie scuse e le mie giustificazioni). Il mio ex titolare a quel punto ha messo in atto una serie di azioni di stampo vendicativo:
    - mi ha dato l'ultimo stipendio e liquidazione dopo più di un mese da quando mi ha licenziato;
    - ha divulgato ciò che ha letto sui messenger e il genere di file scaricati a tutti i dipendenti e anche a vari estranei, mettendomi a volte in situazione di forte difficoltà e disagio;
    - ha minacciato di chiedermi un risarcimento danni.
    Sia chiaro. Non ho scritto questo messaggio per giustificare le mie azioni. Sono consapevole che sono stato sciocco ed ingenuo nel fare ciò che ho fatto, solo che le implicazioni che tuttora, dopo alcuni mesi, questa storia sta avendo mi hanno fatto sorgere alcune domande a cui chiederei gentilmente se qualcuno potesse dar risposta.
    Prometto che darò ulteriori particolari se necessari a dare risposte più pertinenti alle mie domande.
    Prego coloro che, letto questo post, abbiano intenzione di scrivere solo per stigmatizzare il mio comportamento o per giustificarlo quantomeno di non limitarsi solo a quello, perché a giudicare gli altri siamo bravi tutti.

    Le mie domande sono le seguenti:

    1) E' giusto che il titolare del trattamento dei dati personali chieda ad altri dipendenti della sua azienda di controllare il computer di un ex dipendente con la propria password?

    2) Qual é la posizione dell'ex dipendente in materia di dati sensibili? Ovvero, cosa può e cosa non può fare la ditta?

    3) Può il titolare del trattamento dei dati personali dare informazioni su di me ai dipendenti oppure (direttamente o indirettamente) a persone estranee alla ditta?

    4) Ci possono essere le basi da parte della ditta per chiedere un risarcimento danni come il titolare mi ha minacciato? E se si, per che cosa? (questo è uno dei punti che mi lascia più perplesso)

    5) Come funziona il discorso dei servizi di messaggistica (tipo messenger)? Visto che non erano attivi con account aziendale, pur avendo memorizzato la password del servizio di messaggistica, il titolare del trattamento dei dati personali (o il suo esecutore) aveva il diritto di leggere alcune mie conversazioni?

    6) Il fatto che il controllo sia stato effettuato dopo il mio licenziamento è un'attenuante per me? In altre parole, dal momento che non lavoro più in quella ditta, nessuno può affermare con certezza cosa era stato scaricato da me e cosa no, perché potrebbero essere manomessi ad arte dei dati a mio danno.

    7) La ditta, dopo il mio licenziamento, non avrebbe dovuto cancellare tutto ciò che riguarda il mio account?

    8) Nel caso in cui un mio potenziale datore di lavoro chiedesse informazioni su di me alla mia ex ditta, la ditta avrebbe il diritto di dare informazioni su questa vicenda?

    Vi ringrazio anticipatamente per le risposte e vi rammento nuovamente che non sto cercando scusanti per il mio comportamento, è solo che non mi piacciono in generale né la vendetta né le estremizzazioni, nonché i potenziali abusi che chi ha il potere potrebbe pensare di attuare nei confronti di una persona che, indipendentemente da quello che si possa credere, ha sempre lavorato seriamente e non voleva prendere in giro nessuno.

    Saluti
    X. Y.

  • - Scritto da: anonimous
    ...
    > Le mie domande sono le seguenti:

    Vedo di risponderti per quel che so e per come la vedo io...

    > 1) E' giusto che il titolare del trattamento dei
    > dati personali chieda ad altri dipendenti della
    > sua azienda di controllare il computer di un ex
    > dipendente con la propria
    > password?

    Ni... I dati possono anche essere personali, ma il computer è dell'azienda, e non pretenderai mica che il computer contenente magari documenti importanti per l'azienda venga riformattato perchè sopra ci potrebbero anche essere i fatti tuoi che tu ti sei dimenticato di cancellare...
    Vero o falso che sia il titolare avrebbe gioco facile ad affermare che voleva recuperare qualche dato importante...

    > 2) Qual é la posizione dell'ex dipendente in
    > materia di dati sensibili? Ovvero, cosa può e
    > cosa non può fare la
    > ditta?

    Vedi sopra... Il quasi ex dipendente farebbe meglio a fare un repulisti nel suo prossimo ex PC, perchè è ovvio che lo stesso PC venga acceso per recuperare dei dati. In teoria chi lo fa dovrebbe discriminare fra file dell'azienda e file personali cancellando questi ultimi senza aprirli... solo che spesso se non li apri non riesci a capirne la natura, mentre se ti trovi di fronte un file da 1 GB dal nome porcelle_vogliose.avi o qualche cosa del genere non è necessario aprirlo per capirne il contenuto...

    > 3) Può il titolare del trattamento dei dati
    > personali dare informazioni su di me ai
    > dipendenti oppure (direttamente o indirettamente)
    > a persone estranee alla
    > ditta?

    Assolutamente no.

    Tieni però presente che in un'ipotetica denuncia spetterebbe a te l'onere della prova.

    > 4) Ci possono essere le basi da parte della ditta
    > per chiedere un risarcimento danni come il
    > titolare mi ha minacciato? E se si, per che cosa?
    > (questo è uno dei punti che mi lascia più
    > perplesso)

    Quali danni ? Semmai ci potrebbero essere i presupposti per un licenziamento per giusta causa, ma la cosa direi che è superata dagli eventi...

    > 5) Come funziona il discorso dei servizi di
    > messaggistica (tipo messenger)? Visto che non
    > erano attivi con account aziendale, pur avendo
    > memorizzato la password del servizio di
    > messaggistica, il titolare del trattamento dei
    > dati personali (o il suo esecutore) aveva il
    > diritto di leggere alcune mie
    > conversazioni?

    Assolutamente no. Questo si che potrebbe configurarsi come motivazione di una richiesta di risarcimento danni... Valgono però le considerazioni di prima sull'onere della prova...

    > 6) Il fatto che il controllo sia stato effettuato
    > dopo il mio licenziamento è un'attenuante per me?
    > In altre parole, dal momento che non lavoro più
    > in quella ditta, nessuno può affermare con
    > certezza cosa era stato scaricato da me e cosa
    > no, perché potrebbero essere manomessi ad arte
    > dei dati a mio
    > danno.

    Ni. Direi che è difficile ma non impossibile. Bisognerebbe andare a pescare i log del server del provider che assicura la connettività all'azienda. Solo che poi sarebbe necessario collegare l'attività effettuata sul PC in un certo momento al fatto che su quel PC in quel momento ci stavi lavorando proprio tu.

    > 7) La ditta, dopo il mio licenziamento, non
    > avrebbe dovuto cancellare tutto ciò che riguarda
    > il mio
    > account?

    E perchè ?

    >Ficoso Nel caso in cui un mio potenziale datore di
    > lavoro chiedesse informazioni su di me alla mia
    > ex ditta, la ditta avrebbe il diritto di dare
    > informazioni su questa
    > vicenda?

    Questo non lo so. Però mi vengono in mente due cose:

    1) Non è necessario dare informazioni dettagliate per sconsigliare una persona.

    2) Se anche non ne avesse il diritto, perchè non dovrebbe farlo comunque ? Tu come pensi di venirlo a sapere ?


    Per finire, qualche consiglio sul futuro:

    1) Nel curriculum vitae metti l'incarico che hai svolto nella tua ex azienda, ma non metterne il nome: nel 70% dei casi non ti verrà chiesto nulla in sede di colloquio, nel restante 30% dei casi ti chiederanno il nome, tu dillo pure che tanto è difficile che chiedano referenze...

    2) In una qualsiasi azienda i cazzi propri davanti ad un computer connesso ad internet sono molto più gravi dei cazzi propri davanti alla macchinetta del caffè...

    3) In una qualsiasi azienda i cazzi propri dell'ultimo arrivato, magari con un contratto a termine, sono molto più gravi dei cazzi propri del dipendente con 20 anni di anzianità...

    4) In una qualsiasi azienda i dipendenti con contratto a termine lavorano tutti come dei negri 12 ore al giorno per sperare di avere un contratto a tempo indeterminato, quindi se uno lavora 11 ore al giorno e passa 10 min. a leggere il giornale vuol dire che è un fancazzista. Il fatto che il 50% dei dipendenti assunti a tempo indeterminato passi 8 ore al giorno a fare un tubo non è significativo...





    non+autenticato
  • Grazie per le tue risposte.
    Vorrei soffermarmi su un paio di cose su cui ho ancora dei dubbi.

    > Ni... I dati possono anche essere personali, ma
    > il computer è dell'azienda, e non pretenderai
    > mica che il computer contenente magari documenti
    > importanti per l'azienda venga riformattato
    > perchè sopra ci potrebbero anche essere i fatti
    > tuoi che tu ti sei dimenticato di cancellare...
    >
    > Vero o falso che sia il titolare avrebbe gioco
    > facile ad affermare che voleva recuperare qualche
    > dato
    > importante...
    >

    La mia domanda era molto specifica. Io ho letto che solo il titolare del trattamento dei dati personali ha il diritto di maneggiare i dati sensibili, e un account personale comunque di per sé costituisce un dato sensibile da maneggiare con cura (tanto che le pwd si tengono in cassaforte di solito).

    > Vedi sopra... Il quasi ex dipendente farebbe
    > meglio a fare un repulisti nel suo prossimo ex
    > PC, perchè è ovvio che lo stesso PC venga acceso
    > per recuperare dei dati. In teoria chi lo fa
    > dovrebbe discriminare fra file dell'azienda e
    > file personali cancellando questi ultimi senza
    > aprirli... solo che spesso se non li apri non
    > riesci a capirne la natura, mentre se ti trovi di
    > fronte un file da 1 GB dal nome
    > porcelle_vogliose.avi o qualche cosa del genere
    > non è necessario aprirlo per capirne il
    > contenuto...

    Sarebbe stato facile fare il repulisti se avessi avuto il minimo sentore di essere cacciato...


    > Assolutamente no.
    >
    > Tieni però presente che in un'ipotetica denuncia
    > spetterebbe a te l'onere della
    > prova.

    Beh, se ho la testimonianza di una persona che non lavorava nella mia ditta e mi ha detto particolari su questa vicenda senza che avessi detto nulla io direi che è una prova valida...!

    > Assolutamente no. Questo si che potrebbe
    > configurarsi come motivazione di una richiesta di
    > risarcimento danni... Valgono però le
    > considerazioni di prima sull'onere della
    > prova...

    Quindi tu intendi che paradossalmente potrei chiedere io i danni a loro?

    > Ni. Direi che è difficile ma non impossibile.
    > Bisognerebbe andare a pescare i log del server
    > del provider che assicura la connettività
    > all'azienda. Solo che poi sarebbe necessario
    > collegare l'attività effettuata sul PC in un
    > certo momento al fatto che su quel PC in quel
    > momento ci stavi lavorando proprio tu.

    Diciamo che sarebbe un'azione parecchio persecutoria, quasi da incaponimento!

    >
    > E perchè ?
    >

    Avrebbe dovuto per correttezza cancellare tutto perché se non collaboro più con loro non vedo che interesse hanno a spiarmi a posteriori... Al limite spiatemi a priori!!!

    > Questo non lo so. Però mi vengono in mente due
    > cose:
    >
    > 1) Non è necessario dare informazioni dettagliate
    > per sconsigliare una
    > persona.
    >
    > 2) Se anche non ne avesse il diritto, perchè non
    > dovrebbe farlo comunque ? Tu come pensi di
    > venirlo a sapere
    > ?

    Diciamo che certi sentori si potrebbero avere...

    > 1) Nel curriculum vitae metti l'incarico che hai
    > svolto nella tua ex azienda, ma non metterne il
    > nome: nel 70% dei casi non ti verrà chiesto nulla
    > in sede di colloquio, nel restante 30% dei casi
    > ti chiederanno il nome, tu dillo pure che tanto è
    > difficile che chiedano
    > referenze...

    Lo terrò presente per il futuro.

    > 2) In una qualsiasi azienda i cazzi propri
    > davanti ad un computer connesso ad internet sono
    > molto più gravi dei cazzi propri davanti alla
    > macchinetta del
    > caffè...

    Infatti non mi sono mai vantato di ciò che ho fatto (anche se quantomeno la posta personale credo che la guardino il 95% degli impiegati dal lavoro...). Però sai come si dice... son tutti omosex col deretano altrui!

    > 4) In una qualsiasi azienda i dipendenti con
    > contratto a termine lavorano tutti come dei negri
    > 12 ore al giorno per sperare di avere un
    > contratto a tempo indeterminato, quindi se uno
    > lavora 11 ore al giorno e passa 10 min. a leggere
    > il giornale vuol dire che è un fancazzista. Il
    > fatto che il 50% dei dipendenti assunti a tempo
    > indeterminato passi 8 ore al giorno a fare un
    > tubo non è
    > significativo...

    Ci può stare, spero solo che tra le righe non abbia voluto dirmi che sono un lavativo...

    Ciao

    X. Y.

  • - Scritto da: anonimous

    ...
    > La mia domanda era molto specifica. Io ho letto
    > che solo il titolare del trattamento dei dati
    > personali ha il diritto di maneggiare i dati
    > sensibili, e un account personale comunque di per
    > sé costituisce un dato sensibile da maneggiare
    > con cura (tanto che le pwd si tengono in
    > cassaforte di
    > solito).


    Non saprei. Di fatto l'account serve solo ad accedere ad un sistema, ma allo stesso sistema puoi accedere anche con altri account. La password di per se non la definirei un dato sensibile.


    ...
    > Sarebbe stato facile fare il repulisti se avessi
    > avuto il minimo sentore di essere
    > cacciato...

    In effetti questo è un po' strano... non so come funzioni per le assunzioni non a tempo indeterminato, ma mi aspetterei che si debba arrivare alla scadenza naturale del contratto (temporale o altro che sia) o che comunque ci sia un certo preavviso, se non altro per potersi riprendere lo spazzolino da denti...

    Ripeto, la cosa mi sembra un po' strana e mi puzza... Magari qualche cosa la sapevano da prima...

    > > Tieni però presente che in un'ipotetica denuncia
    > > spetterebbe a te l'onere della
    > > prova.
    >
    > Beh, se ho la testimonianza di una persona che
    > non lavorava nella mia ditta e mi ha detto
    > particolari su questa vicenda senza che avessi
    > detto nulla io direi che è una prova
    > valida...!

    Se può testimoniare chi gli ha detto questi particolari...


    > > Assolutamente no. Questo si che potrebbe
    > > configurarsi come motivazione di una richiesta
    > di
    > > risarcimento danni... Valgono però le
    > > considerazioni di prima sull'onere della
    > > prova...
    >
    > Quindi tu intendi che paradossalmente potrei
    > chiedere io i danni a
    > loro?

    Beh, uno non può andare a raccontare i fatti altrui in giro... e in questo caso si può effettivamente parlare di danni. Comunque continua a valere il discorso che facevo sull'onere della prova...

    > > Ni. Direi che è difficile ma non impossibile.
    > > Bisognerebbe andare a pescare i log del server
    > > del provider che assicura la connettività
    > > all'azienda. Solo che poi sarebbe necessario
    > > collegare l'attività effettuata sul PC in un
    > > certo momento al fatto che su quel PC in quel
    > > momento ci stavi lavorando proprio tu.
    >
    > Diciamo che sarebbe un'azione parecchio
    > persecutoria, quasi da
    > incaponimento!

    Infatti tecnicamente è possibile, ma in pratica molto difficile.
    Recentemente ho avuto notizia di un caso di molestie sessuali in azienda tramite email. In quel caso si parlava di una denuncia penale e quindi non c'erano problemi ad analizzare i log dei vari server. Il tipo, per dissimulare le sue azioni, utilizzava il collegamento internet per accedere ad un server di posta esterno per mandare le mail all'interno dell'azienda. Incrociando i log del server di posta e del proxy dell'azienda sono comunque riusciti a risalire al computer utilizzato. In quel caso si sono guardati bene dal partire ad indagare l'utente abituale di quel computer (che infatti non c'entrava nulla...) e non si sono fidati neppure a interrogare i colleghi, ma sono ricorsi al classico appostamento, con conseguente pizzicamento in flagranza...
    Ovviamente, come vedi, la cosa è un po' troppo complessa per essere applicata ad una semplice inosservanza contrattuale... Senza contare che nel tuo caso la flagranza sarebbe impossibile.

    Per semplice curiosità: il tizio di prima il giorno dopo è stato fermato dai sorveglianti all'ingresso dove gli è stata consegnata una sospensione di 5 giorni a valenza immediata. I 5 giorni sono serviti unicamente per i tempi burocratici per la pratica di licenziamento senza preavviso. In ufficio è riuscito ad entrare solo per prendere i suoi oggetti personali, ed era comunque accompagnato a vista da un sorvegliante...


    > > E perchè ?
    > >
    >
    > Avrebbe dovuto per correttezza cancellare tutto
    > perché se non collaboro più con loro non vedo che
    > interesse hanno a spiarmi a posteriori... Al
    > limite spiatemi a
    > priori!!!

    Beh, il fatto che del tuo account non se ne facevano nulla non vuol dire che erano obbligati a cancellarlo...

    > > Questo non lo so. Però mi vengono in mente due
    > > cose:
    > >
    > > 1) Non è necessario dare informazioni
    > dettagliate
    > > per sconsigliare una
    > > persona.
    > >
    > > 2) Se anche non ne avesse il diritto, perchè non
    > > dovrebbe farlo comunque ? Tu come pensi di
    > > venirlo a sapere
    > > ?
    >
    > Diciamo che certi sentori si potrebbero avere...

    Si, ma i sentori non sono giuridicamente rilevanti...

    ...
    > > 2) In una qualsiasi azienda i cazzi propri
    > > davanti ad un computer connesso ad internet sono
    > > molto più gravi dei cazzi propri davanti alla
    > > macchinetta del
    > > caffè...
    >
    > Infatti non mi sono mai vantato di ciò che ho
    > fatto (anche se quantomeno la posta personale
    > credo che la guardino il 95% degli impiegati dal
    > lavoro...). Però sai come si dice... son tutti
    > omosex col deretano
    > altrui!

    Nelle mie intenzioni la frase doveva essere sarcastica...

    > > 4) In una qualsiasi azienda i dipendenti con
    > > contratto a termine lavorano tutti come dei
    > negri
    > > 12 ore al giorno per sperare di avere un
    > > contratto a tempo indeterminato, quindi se uno
    > > lavora 11 ore al giorno e passa 10 min. a
    > leggere
    > > il giornale vuol dire che è un fancazzista. Il
    > > fatto che il 50% dei dipendenti assunti a tempo
    > > indeterminato passi 8 ore al giorno a fare un
    > > tubo non è
    > > significativo...
    >
    > Ci può stare, spero solo che tra le righe non
    > abbia voluto dirmi che sono un
    > lavativo...

    Anche questa frase doveva risultare sarcastica... Quello che volevo dire è che le aziende spesso e volentieri sfruttano i lavoratori a tempo determinato...

    No. Non ti ho dato del lavativo, quello dipende da come hai lavorato. Alla fine qualsiasi dipendente ha dei momenti di lavoro intenso e dei momenti di tranquillità. In questi ultimi qualcuno fa finta di lavorare, qualcuno va a rompere le scatole ad altri, qualcuno va alla macchinetta del caffè, qualcuno chiacchiera, qualcuno si legge il giornale, qualcuno gioca a campo minato e qualcuno cazzeggia con internet. Il problema spesso non sta nel far nulla per 10 minuti, ma nell'utilizzare i mezzi aziendali (pc e connessione internet) per i fatti propri.

    Non dico quindi che tu sia stato un lavativo, ma sicuramente penso che tu sia stato uno sprovveduto... D'altro canto bisogna sempre imparare dai propri errori...



    non+autenticato
  • 1. Linea Internet flat a disposizione
    2. Proxy
    3. Tunnel SSH nel quale instradare la porta remota in ascolto fino al proprio pc aziendale.
    4. Usate un altro browser (e con il proxy corretto) pero'..... .Occhiolino

    E' sicuro e, se impostato correttamente, ci senti pure la radio
    non+autenticato
  • Non sparare cavolate, in un'azienda come si deve con le group policy ti bloccano il proxy o ti mettono una macchina tipo ipcop che ti filtra i pacchetti e fa da proxy trasparente..

    L'unico modo per saltare il controllo e' avere una macchina fuori dall'azienda e navigare su quella usando un controllo remoto.


    Bye
    Crazy
    non+autenticato
  • E' di logica che si deve essere spiati dalla nascita.
























































  • - Scritto da: autor
    > E' di logica che si deve essere spiati dalla
    > nascita.

    Giusto. Sydney Bristow può venirmi a spiare tutte le volte che vuole.
    non+autenticato
  • in pratica la situazione è: le aziende non possono guardare cosa fanno i dipendenti quando utilizzano a fini personale le strutture dell'azienda.
    Mentre lo stato può controllare tutto quello che fanno i cittadini quando utilizzano il proprio PC e il proprio collegamento a internet.

    Bello, coerente.

    tinto
    non+autenticato
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