Caso Raiclick, le regole del Comitato Olimpico

L'azienda scrive a Punto Informatico per chiarire i perché delle scelte prese per distribuire online le riprese delle gare. Non c'era altra strada

Roma - Gentile redazione di Punto Informatico, in risposta all'articolo pubblicato martedì 14 febbraio riteniamo importante addurre alcune precisazioni.

Per poter ritrasmettere le gare su internet la European Broadacasting Union, su precise indicazioni del Comitato Olimpico, ha fornito una serie di regole atte a proteggere e tutelare i diritti dei contenuti olimpici.

Le regole nello specifico si articolano in due punti:
- geolocalizzazione degli accessi; ossia ogni nazione potrà ritrasmettere unicamente all'interno del proprio territorio nazionale i contenuti olimpici, questo comporta che gli utenti con IP esteri, dal 10 al 28 febbraio, non avranno accesso ai video
- protezione da deep linking per evitare la ritrasmissione fraudolenta dei contenuti olimpici da siti non autorizzati

Rai Click per poter rispondere a questi requisiti, avendo così l'autorizzazione dallo IOC di ritrasmettere i suddetti contenuti, ha implementato una logica di DRM su quella classe di video, ovviamente visto che lo streaming avviene con Windows Media ci si è obbligatoriamente rivolti a tecnologie Microsoft.

Questo tipo di approccio ha ovviamente degli effetti collaterali, effetti che si possono sintetizzare in:
- blocco dei browser e delle piattaforme non Microsoft
- blocco degli accessi extra Italia

Va ricordato che la gestione dei video tramite DRM sarà operativa fino al 28 febbraio, data dalla quale verrà ripristinato il normale funzionamento (senza restrizioni) del sito e dei video.

Grazie
Rai Click
TAG: drm
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