E Pechino ora denuncia i pirati

Il regime deve dimostrare che qualcosa fa contro la diffusione illegale di materiali protetti dal diritto d'autore. Dopo quattro mesi di indagine scova 172 pirati e decine di siti illegali

Pechino - Sono 172 i casi di violazione delle normative sul diritto d'autore quelli individuati dalla polizia cinese nelle scorse ore al termine di una indagine che ha richiesto quattro mesi: si tratta di vicende che riguardano da vicino il web e che sono legate alla copia illegale di musica, film, software, videogiochi e persino libri. Tutti materiali che venivano venduti o condivisi via Internet.

Il regime cinese, da tempo sotto pressione internazionale affinché la lotta alla pirateria dilagante nel paese sia più incisiva, ha fatto sapere che il Dipartimento per il controllo delle proprietà intellettuali ha emesso multe per un totale equivalente a 75mila euro a carico dei webmaster di 29 siti web attraverso i quali venivano diffusi i materiali pirata. Ma sono 76 i siti chiusi dalle autorità.

Stando alle notizie da Pechino, inoltre, 18 persone sono state identificate e denunciate: saranno processate già nelle prossime settimane per il reato di violazione del diritto d'autore.
Il Dipartimento, come ha spiegato un suo dirigente, ha individuato tra i contenuti piratati una quantità di materiali occidentali, compresi alcuni film di prima visione. Le autorità cinesi hanno fatto sapere che alcune violazioni erano state segnalate ai cybercop locali da autorità estere o dalle organizzazioni internazionali a cui sono associate le industrie occidentali dei contenuti.

Tra i denunciati, anche gli amministratori di una società di Hong Kong dedita alla vendita online di film hollywoodiani: per loro è scattata una pesante multa, oltre alla diffida dal proseguire nell'attività illecita.
TAG: cina
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