Prezzi e pirateria CD. Scontro Codacons-AFI

L'associazione italiana dei fonografici accusa l'associazione dei consumatori di aver incitato alla pirateria e di scoraggiare l'acquisto di nuovi CD. Il problema è quello dei prezzi, motore primo delle attività di duplicazione illegale

Prezzi e pirateria CD. Scontro Codacons-AFIRoma - Si riscalda ulteriormente il già incandescente scontro tra consumatori e discografici in Italia sulla delicatissima questione dei prezzi della musica. L'ultima novità è la risposta dell'Associazione Fonografici Italiani (AFI), che ha definito "farneticante" uno dei più recenti comunicati in materia del Codacons.

Il comunicato del Codacons, supportato in questa azione anche dall'associazione dei consumatori Adusbef, se la prende con le ultime proposte in materia di Iva sui dischi e afferma: "L'origine della crisi del disco è da attribuire esclusivamente ad una politica suicida delle case discografiche che, invece di ridurre i prezzi dei cd per aumentare le vendite, fanno esattamente il contrario. Ossia: meno vendono e più alzano i prezzi!"

Un attacco durissimo che riprende le diffusissime proteste dei consumatori che dentro e fuori dalla rete da tempo attaccano la politica dei prezzi dei discografici, ritenendo la musica troppo costosa. Al punto che per molti è questa una delle ragioni con cui viene giustificata un'attività di pirateria "a scopo personale", come la duplicazione di CD, lo scaricamento di musica da internet e via dicendo.
"A questo punto - si legge nella nota del Codacons - non vi è altra soluzione: Codacons e Adusbef invitano i giovani (e non solo) a scioperare, astenendosi dal comprare cd finchè non si prenderanno provvedimenti seri in materia". Le due associazioni, provocatoriamente, invitano i consumatori di musica a registrare le canzoni direttamente dalla radio su casetta, ponendo in essere una sorta di pirateria casalinga legalizzata!

Si tratta ad oggi, probabilmente, della critica più pesante giunta ai discografici che operano in Italia da associazioni di consumatori. "Adusbef e Codacons - conclude la nota - ricordano poi che mai all'estero le major discografiche hanno avuto l'appoggio delle istituzioni per uccidere la musica, come invece pare stia accadendo in Italia. Al contrario negli altri paesi il costo dei cd è sensibilmente più basso e maggiori sono i vincoli della case discografiche".

L'AFI, indignata dall'azione del Codacons, ha risposto alla presa di posizione delle associazioni dei consumatori accusandole di aver dichiarato "non si capisce in base a quale ragionamento o a quali ricerche, che la crisi della discografia è da imputare alla politica suicida delle case produttrici."

"Il farneticante comunicato - accusa l'AFI - che da solo dimostra quanta ignoranza pervada nel nostro paese anche associazioni che dovrebbero essere serie - non solo invita il pubblico a commettere atti perseguibili dalla legge, ma aggiunge altre considerazioni (per esempio la critica per il ventilato abbassamento dell'iva) che lasciano sconcertati per l'evidente incompetenza di chi affronta l'argomento".

Secondo l'AFI, se il Codacons agisse in questa occasione nell'interesse dei consumatori allora dovrebbe invitarli "all'acquisto di dischi originali, mettendo in guardia dalla pirateria di ogni tipo che offre dischi di pessima qualità e che finisce per danneggiare non solo le case discografiche, ma anche musicisti, cantanti, autori, compositori che vivono dei soli proventi del diritto d'autore".
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