Oracle divora Berkeley DB

Con l'acquisizione di Sleepycat, Oracle mette le mani su uno dei più anziani e celebri database open source. Il software verrà affiancato ai prodotti Oracle dedicati al fertile settore delle applicazioni mobili ed embedded

Redwood Shores (USA) - Nel corso della settimana Oracle ha acquisito la californiana Sleepycat, sviluppatrice del celebre database open source Berkeley DB. Con questo acquisto il gigante dei database mette in fila un software che, secondo le stime di Sleepycat, è stato fino ad oggi installato oltre 200 milioni di volte: una cifra che ne fa il più diffuso software al mondo della categoria.

Con le sue tre versioni, tra cui una basata su XML e una su Java, Berkeley DB si rivolge potenzialmente a tutti i segmenti del mercato, da quello dei dispositivi embedded a quello dei server. Il settore in cui storicamente ha trovato terreno più fertile è però il primo, e questo grazie a caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto all'uso nel real-time e nei dispositivi con poche risorse di calcolo e memoria.

Oracle sostiene che Berkeley DB rappresenta il complemento ideale ai suoi due database, Lite e TimesTen, dedicati al settore embedded e mobile.
Il colosso continuerà a distribuire il database di Sleepycat sotto due diverse licenze: una open source e una commerciale. Niente dovrebbe cambiare, quindi, per i numerosi prodotti open source che utilizzano Berkeley DB: tra questi vi sono BSD Unix, Apache, OpenLDAP, OpenOffice e diverse distribuzioni di Linux.

Berkeley DB è il secondo database open source acquisito da Oracle nel giro di pochi mesi: il primo è stato, lo scorso ottobre, Inno DB. Ma la sua fame di concorrenti open source sembra tutt'altro che placata: Oracle ha infatti messo gli occhi su almeno altre due note società del settore, MySQL e JBoss. La prima ha ribadito proprio in questi giorni la volontà di conservare la propria indipendenza, mentre la seconda, stando alle indiscrezioni, starebbe valutando le offerte di Oracle con un certo interesse.

Se c'è chi guarda con favore al processo di avvicinamento di Oracle all'open source, altri temono che il gigante finirà per inaridire questo mercato inglobando o soffocando i suoi piccoli ma dinamici concorrenti.

Negli scorsi giorni Oracle ha anche annunciato l'acquisizione della svedese HotSip, un fornitore di infrastrutture di telecomunicazioni e di applicazioni su protocollo SIP (Session Initiation Protocol) per la telefonia su IP, di sistemi di rilevazione di presenza, messaging e conferenza sulle nuove reti convergenti. I termini finanziari della transazione non sono stati resi noti.
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