Londra passa alle carte d'identità biometriche

Dal 2008 il Regno Unito si doterà dei nuovi documenti, considerati essenziali per il decollo del governo elettronico. L'approvazione della Camera dei Lords viene data per scontata

Londra - Il Big Ben ha fatto scoccare l'ora - ma bisognerebbe dire l'anno - dell'avvento delle nuove carte di identità biometriche del Regno Unito. Nel 2008, dopo la votazione favorevole ottenuta nella House of Commons, tutti gli inglesi potranno disporre delle nuovissime - e criticate - biometric identity card.

Inizialmente la tabella di marcia ne aveva previsto il lancio nel 2007, ma la legge al riguardo aveva subito un rallentamento provocato dall'esito delle elezioni dello scorso anno. Lunedì scorso, invece, la maggioranza ha approvato la nuova normativa, con un emendamento riguardante la redazione, ogni due anni, di un rapporto sui costi del progetto. L'iter legislativo non è ancora concluso, ma il passaggio alla House of Lords dovrebbe essere una pura formalità, come il successivo assenso della Regina. "Il primo report sugli investimenti sarà pubblicato a settembre", ha dichiarato Andy Burnham, ministro del Home Office.

La questione "costi" era stata a lungo al centro di un acceso dibattito fra le forze politiche: l'opposizione aveva fortemente criticato l'Home Office per non aver voluto divulgare il business plan del progetto. Ma Burnham ha ribadito che al più presto tutto sarà molto più chiaro e sotto gli occhi di tutti.
"C'è stata una grande pressione per la divulgazione pubblica delle stime di investimento, ma questo va contro la nostra strategia per i progetti più importanti - stiamo cercando di essere equilibrati nel nostro operato", ha dichiarato Burnham. "Se il Governo venisse fuori con una serie di linee guida rigide e con grandi preventivi, finiremmo per pagare di più e non ottenere un buon prodotto. Bisogna avere pazienza, abbiamo già speso 32 milioni di sterline, di cui 18 milioni solo per la consulenza della PA Consulting".

Una volta che la bozza diventerà legge, il progetto inizierà con la creazione di una nuova agenzia che si occuperà di implementare e gestire l'intera road map. Il Governo è convinto che tutto questo lavoro permetterà a medio termine di contenere il fenomeno dei furti di identità, migliorare la sicurezza e velocizzare l'accesso ai servizi. "Il registro nazionale delle identità poteva essere l'elemento debole dell'e-government. Come si può fornire un servizio pubblico adeguato se non si è sicuri che la persona che lo reclama è realmente chi dice di essere?", ha concluso Burnham.

E in Italia? Nel 2003 Lucio Stanca aveva dipinto il nostro paese come l'avanguardia del settore, ma a distanza di tre anni non resta che incrociare le dita. La sperimentazione è terminata, le beghe legislative sono appena iniziate.

Dario d'Elia
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