USA vicini all'approvazione del DRM di stato

I colossi di Hollywood potrebbero presto contare su una legge che obblighi all'inserimento di dispositivi anti-copia su qualsiasi device di riproduzione

Washington (USA) - C'Ŕ attenzione e allarme negli Stati Uniti dove presto potrebbe diventare legge una proposta di normativa che gode di enorme visibilitÓ e che Ŕ studiata per obbligare tutti i produttori di player MP3 e di altri dispositivi che trattano contenuti digitali ad adottare una tecnologia anti-copia.

La proposta di legge, introdotta dal senatore democratico Fritz Hollings e appoggiata dalla Motion Picture Association of America (MPAA) e dalla Recording Industry Association of America (RIAA), Ŕ stato ribattezzato da "Security Systems Standards and Certification Act" a "Consumer Broadband and Digital Television Promotion Act" (CBDTPA).

Questa legge potrebbe significare la fine di un braccio di ferro che dura ormai da sei mesi e vede i colossi di Hollywood e la major del disco attaccare le politiche dei produttori di hardware. Il CBDTPA potrebbe infatti obbligare questi ultimi ad adottare una tecnologia di digital rights management (DRM) standard, pena l'applicazione di pesanti sanzioni.
La proposta Ŕ fortemente osteggiata sia da un buon numero di aziende hi-tech, che vedono la proposta come una impudente intromissione dei big di Hollywood nei loro affari, sia da parte delle associazioni dei consumatori, che leggono nel disegno di legge l'ennesimo tentativo, da parte dei colossi del copyright, di costruirsi leggi su misura indebolendo, nell'ugual tempo, il diritto dei cittadini all'informazione.

I sostenitori di questa proposta di legge, che sembra appoggiata da un congruo numero di parlamentari, sostengono che l'integrazione in hardware di un sistema anti-copia Ŕ fondamentale per combattere la pirateria visto che, a loro dire, il software non potrÓ mai garantire la protezione dei contenuti.

Se approvato, il CBDTPA concederÓ ai produttori un anno di tempo per sviluppare una tecnologia di DRM standard: se non vi dovessero riuscire, la Federal Communications Commission dovrÓ provvedere di conseguenza.
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