ALCEI: pessima la legge sul pedoporno

La celebre associazione che si batte da anni per le libertà digitali esamina la normativa approvata a fine gennaio che colpisce anche la pedopornografia virtuale e assegna ai provider il ruolo di poliziotti della rete

Roma - Pubblichiamo di seguito l'approfondita analisi che ALCEI, l'associazione italiana per la difesa delle libertà civili nell'era digitale, propone della cosiddetta Legge Prestigiacomo approvata a fine gennaio dal Parlamento italiano

Peggiorata una pessima legge
Ancora norme incivili con il pretesto della "protezione di minori"


Il 23 gennaio 2006 il Parlamento ha approvato definitivamente la modifica alla sciagurata legge 269/98 (che, con la scusa della tutela dei minori, stabiliva inaccettabili estensioni dei poteri di polizia, come per esempio la possibilità dello spaccio di pornografia di Stato).
Le Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo internet (questo il nome della legge) aggiungono altra "barbarie legale" allo stato di fatto e riducono ulteriormente i confini dell'applicabilità dei principi di civiltà del diritto e di libertà fondamentali del cittadino.

L'articolo 4 della legge introduce il reato di pornografia virtuale definita come "immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto, non associate in tutto in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali". La vaghezza dei concetti espressi nella norma (la cui definizione implicherebbe serie considerazioni di tipo filosofico, e di notevole rilevanza pratica, sul significato di alcuni concetti) si presta a interpretazioni strumentali e discrezionali che vanno a incidere addirittura sul condizionamento del pensiero.

L'articolo 14 bis istituisce l'ennesimo Centro nazionale, questa volta per il "contrasto della pedopornografia sulla rete INTERNET" (il maiuscolo è nel testo della legge). Che serve a raccogliere, catalogare e verificare le segnalazioni dei siti "incriminati", i gestori e i beneficiari dei pagamenti.

La norma sopra citata "fa il paio" con nuovi obblighi dei provider che vengono ? di fatto e di diritto ? trasformati in veri e propri "poliziotti" con obblighi di controllo e segnalazione.

I provider sono obbligati a:

? segnalare al centro nazionale, qualora ne vengano a conoscenza, le imprese o i soggetti che diffondono, distribuiscono o fanno commercio, anche in via telematica, di materiale pedopornografico, nonché a comunicare senza indugio al Centro, che ne faccia richiesta, ogni informazione relativa ai contratti con tali imprese o soggetti;
? conservare per almeno 45 giorni il materiale oggetto della segnalazione;
? pagare una multa salata in caso di mancata segnalazione;
? adottare i filtri decisi dal ministero delle comunicazioni e dalle associazioni dei provider;
? pagare una multa salata per mancata adozione dei filtri.

Inoltre, è fatto obbligo ai gestori di sistemi di pagamento di segnalare alle banche o agli uffici postali l'uso di sistemi di pagamento per l'acquisto di materiale pedopornografico, al fine di convocare il cliente a fornire chiarimenti.

In sintesi, quindi, questa inqualificabile normativa:

? Sposta l'applicazione della sanzione dalla detenzione e diffusione di immagini reali prodotte vessando i minori, a ipotesi estremamente vaghe in cui le immagini possono essere anche artificiali e non presuppongono l'impiego di immagini a sfondo sessuale (per cui è punita anche l'elaborazione grafica di un disegno o di una foto "normale"). Con il chiaro intento di sanzionare penalmente ANCHE disfunzioni patologiche meritevoli di trattamento psichiatrico e non di sanzioni penali (come era da sempre stato nel codice penale, che punisce fatti e non malattie).

? Istituisce un Moloch (il centro nazionale antipedopornografia) che al di fuori di ogni controllo della magistratura esegue attività di indagine, segnalazione, ed è destinatario di una impressionante mole di informazioni sulle attività di imprese e cittadini, oltre ad avere il potere di segnalare a istituti di credito e poste italiane gli usi degli strumenti di pagamento finalizzati all'acquisto di materiale pedopornografico (e non si capisce come lo possa fare senza "entrare nel merito" delle transazioni ? cioè sfruttando intercettazioni o altri sistemi intrusivi).

? Obbliga i provider - a pena di pesanti sanzioni - a usare filtri di Stato, controllare, spiare e denunciare le attività dei propri clienti.

È evidente che la (finta) tutela dei minori ? come l'abusato pretesto della "lotta al terrorismo" ?sono, ancora una volta, "cavalli di troia" per raggiungere tutt'altri obiettivi. Stabiliti questi principi, è ora facilissimo estenderli anche ad altri ambiti variamente repressivi e liberticidi, come il diritto d'autore, la manifestazione di opinioni scomode o la lotta politica ? con le conseguenze che è facile immaginare.

Giova ripetere, come in ogni altra considerazione riguardante questo genere di norme, che si tratta di provvedimenti inutili e inefficaci nella prevenzione e repressione di attività criminali, mentre si approfitta dello sdegno, paura e turbamento suscitati dal maltrattamento e sfruttamento dei bambini, o dalle aggressioni terroristiche, per aprire pericolosi percorsi di invadenza e repressione delle libertà civili.

Così come è desolante constatare, anche questa volta, che i parlamentari e i mezzi di informazione ? per non occuparsi di un tema "scomodo" o non rischiare di essere stupidamente o strumentalmente etichettati come "amici dei pervertiti" ? abbiano lasciato commettere l'ennesimo liberticidio, aggravato dall'essere (strumentalmente) perpetrato in nome della protezione di soggetti che, in realtà, di ben altra tutela avrebbero bisogno.

ALCEI
TAG: italia
135 Commenti alla Notizia ALCEI: pessima la legge sul pedoporno
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  • Non so per quale motivo P.I. abbia censurato questo messaggio delle ore 14.51, dato che l'attacco a internet è palese ed è espresso in tutti gli articoli di Livraghi ex presidente Alcei e quello che ho postato qua sotto è un suo estratto dall'articolo:
    Alice nel paese delle ipocrisie 1998
    http://www.gandalf.it/free/alice.htm

    Qui avete la cronologia degli attacchi da oltre 10 anni (1994-2004) operati da parte dello stato contro Internet, il golpe a rallentatore come lo chiamava luttazzi viene perpetrato come nei primi giornali liberi radio indipendenti tv di quartiere anche internet qui trovate la cronologia:

    http://www.gandalf.it/free /

    L'unico motivo per cui penso che P.I. abbia censurato il mio estratto è che l'abbia postato incompleto.
    Questa è parte didi di Giancarlo Livraghi   gian@gandalf.it
    Alice nel paese delle ipocrisie 1998
    http://www.gandalf.it/free/alice.htm
    ...
    "Non ho mai visto alcuna di quelle immagini, ma ne ho sentito parlare, già trenta o quarant?anni fa, da persone che considero molto credibili e che avevano studiato seriamente il problema. Se qualcuno sta leggendo con attenzione, dirà: Come, trent?anni fa? Non solo non c?era l?internet, ma non c?erano neanche le videocassette. Questo è il punto. C?era una ?industria clandestina? che produceva queste opere d?arte, perciò doveva esserci un mercato che le comprava, quando si usavano ancora macchine da presa a 8 o 16 millimetri.

    Ma non è tutto. Le cronache di questi giorni parlano di un sito web, dove dicono che si trovano materiali ?pedofili?. Dicono che si chiama Wonderland. Stranamente nessuno dei molti cronisti che si sono avventati su questa storia ha colto il nesso: è un omaggio a uno dei più illustri ?collezionisti? di tutti i tempi. Si tratta di un gentiluomo inglese dell?epoca vittoriana, Charles Lutwidge Dodgson, noto solo agli specialisti per i suoi dotti trattati di matematica, ma a tutto il mondo con lo pseudonimo di Lewis Carroll: l?autore di Alice in Wonderland ? Alice nel paese delle meraviglie.

    Questo signore, che per quanto ne so non fu mai incriminato né perseguitato (mentre Oscar Wilde subì orribili pene per le sue tendenze sessuali) aveva una collezione di fotografie di bambine svestite. Pare che non toccasse quelle bambine, ma si limitasse a fotografarle. La collezione fu bruciata alla sua morte, per sua disposizione testamentaria; nessuno ne fece commercio. Ma mi sembra probabile che altri, di cui le storie e le cronache non parlano, avessero un simile ?vizietto? ? e che dietro una solida barriera di ottocentesca ipocrisia ci fosse un discreto traffico di materiale di quella specie.

    Ma come ? dirà la persona attenta ? più di cent?anni fa? Ma allora perché ci raccontano queste cose come se fossero una novità di questi anni? Questo è il punto: ci stanno imbambolando con un diluvio di bugie, e sarebbe interessante capire perché.
    Vorrei anche dire, a costo di attirare gli strali di qualche fanatico (alcuni acerrimi nemici della ?pedofilia? hanno tendenze sadiche ? e una spinta ad aggredire prima di aver capito) che anche in queste brutte storie non si può fare di ogni erba un fascio. Quando si aprono le saracinesche dello scandalismo e della repressione, entrano quasi sempre in gioco le tendenze più bigotte e restrittive. Per alcuni il concetto di ?pornografia? è tale che, se potessero, oscurerebbero il sito online della Pirelli; per altri il concetto di ?pedofilia? è tale che se le loro opinioni fossero accettate David Hamilton avrebbe passato metà della sua vita in carcere e Maurice Chevalier avrebbe avuto problemi con la giustizia per la canzone little girls."...
    continua su:
    http://www.gandalf.it/free/alice.htm

    Ma per gli altri attacchi operati da parte dello stato italiano per oltre 10 anni leggete e scaricatevi questi articoli:
    http://www.gandalf.it/free
    non+autenticato
  • Quindi, secondo la maggioranza dei "postatori" di commenti a questa notizia, impedire una azione individuale e' sinonimo di censura e criminalizzazione preventiva.

    Qualunque azione (subordinata alla legge o al controllo preventivo) che limiti la liberta' dell'individuo come il "solo" guardare immagini pedopornografiche, costituisce una forzatura paragonabile alla dittatura, perche', in definitiva, l'individuo deve essere libero e responsabile delle sue azioni.

    giusto?

    e allora perche' molti (magari anche di voi) sono favorevoli alle limitazioni al traffico nei centri urbani, per limitare le emissioni inquinanti?

    non costituiscono anch'esse una limitazione alla liberta' personale?

    non e' forse sufficiente affidarsi al senso di responsabilita' degli automobilisti?


    o forse l'esperienza insegna che i propri interessi (o piaceri) prevaricano sempre il senso civico (o etico, in questo caso) e quindi e' necessario definire regole e controllarne l'applicazione?

    non+autenticato

  • > e allora perche' molti (magari anche di voi) sono
    > favorevoli alle limitazioni al traffico nei
    > centri urbani, per limitare le emissioni
    > inquinanti?
    >
    > non costituiscono anch'esse una limitazione alla
    > liberta' personale?
    >
    > non e' forse sufficiente affidarsi al senso di
    > responsabilita' degli automobilisti?
    >
    >
    > o forse l'esperienza insegna che i propri
    > interessi (o piaceri) prevaricano sempre il senso
    > civico (o etico, in questo caso) e quindi e'
    > necessario definire regole e controllarne
    > l'applicazione?
    >


    La sottile differenza che tu non noti, o non vuoi far notare è che, mentre la regolamentazione del traffico, è si regolamentata, MA NESSUNO mi vieta di Prendere la macchina è violare la legge, pago le mie conseguenze, se devo portare mio figlio all'ospedale, ce lo porto pagando tutte le conseguenze, sanzioni multe ecc.

    Mentre qui la negazione è TOTALITARIA, perchè io non ho nemmeno la libertà d'infrangere la legge che ritengo sbagliata, perchè il contenuto verrà vietato.
    Potrò soltanto provare e offire un servizio magari di Manga Virtuali per far scatenare qualche polemiche, ma l'utente non sarà liberà di violare la legge perchè il sito sarà oscurato preventivamente e nessuno ne verrà a conoscenza. Una cosa aberrante.
    Preferisco far vedere gli stermini degli ebrei ai bambini durante al nazismo, le violenze sui bambini stessi di un pedofilo piuttosto che censurarli, in modo che si rendano conto di cosa è capace l'uomo.
    Regolamentazione si, ma OSCURANTISMO e CENSURA PREVENTIVA NO.


    non+autenticato

  • > e allora perche' molti (magari anche di voi) sono
    > favorevoli alle limitazioni al traffico nei
    > centri urbani, per limitare le emissioni
    > inquinanti?

    Sono daccordo in toto con quello che ti ha replicato e aggiungo limitare Verbalmente, non certo ti limitano Sbarrandoti la casa, non facendoti uscire nei giorni di blocco al traffico, tu puoi uscire ma paghi le conseguenze, cosi dovrebbe essere, una via di mezzo.

    E' come se nei giorni di blocco del traffico, fanno sparire tutte le mete di attrazione, le chiudono le recintano o peggio le distruggono.
    Ecco cos'è la censura e tu la stai avvalorando.
    Te ne accorgerai purtroppo solo quando le conseguenze di questa legge si ripercuoteranno sul tuo orticello...
    non+autenticato
  • Come il solito e' meglio chiudere gli occhi e non risolvere il problema alla radice cercando chi produce il materiale pedo-pornografico.
    E' meglio che tale materiale, venga prodotto ma nascosco al pubblico che cosi' evita lo sdegno?

    E' davvero meglio nascondere i problemi piuttosto che risolverli?
    non+autenticato
  • Prendo spunto dall'argomento per raccontare la mia "esperienza". Ero titolare di una videoteca e tra il tanto materiale vi erano videocassette che, dichiarazioni dei distributori del materiale a garanzia della legale età degli attori in mio possesso, fatture di acquisto e iva pagata presenti, come pure il bollino SIAE su ogni confezione, ebbene ho subito tre diversi sequestri sullo stesso materiale; le indagini di p.g. svolte sulla mia persona hanno dato esito negativo come pure negativi i contatti con clienti e distributori......per farla breve si legge nel documento di fine indagini: "non sono emersi collegamenti o fatti penalmente rilevanti per riscontrare il reato per cui il......era stato indagato". Risultato del processo, ora appellato: 6 anni di condanna al carcere. 30 mila euro di multa e interdizione perpetua da incarichi pubblici oltre alla perdita della patria potestà. Sono stato sbattuto in televisione e sui giornali con grande risolto, trattato come un criminale con la C maiuscola (facendo molto risalto sulla mia notorietà) e messo pubblicamente alla gogna. Ma mica era finita, perchè due anni fa ho subito un ennesimo controllo dalla stessa polizia che l'aveva fatto l'anno precedente, controllo che portato al sequestro di materiale lasciatomi dodici mesi prima. Nessun intervento di sequestro dei locali (mia moglie ha regolarmente aperto il giorno dopo). Aperto lei perchè io nel frattempo ero stato incarcerato come misura preventiva. Non vi racconto l'incubo e le frasi di stupore degli agenti carcerari ad ascoltare amichevolmente l'accaduto. Credo che sarei ancora dentro se in famiglia non avessimi preso la decisione di chiudere baracca e burattini: è bastato infatti presentare al gip l'atto pubblico di cessazione di attività e in poche ore sono stato accompagnato alla porta di uscita del carcere. Vedremo ora cosa succederà alla prossima udienza di fine aprile. Ah, aggiungo che i controlli di polizia presso i distributori hanno permesso di rintracciare le fotocpie dei documenti di identità degli attori e le liberatori di costoro per l'utilizzo del "girato".(non penso proprio che i pedofili chiedano i documenti e facciano firmare dichiarazioni alle povere vittime). Concludo che come sempre in Italia, si è passati alla solita caccia ai demoni e alle streghe. facendo leva sull'inquietante tema della pedofilia....il resto cioè il maniacale protagonismo di taluni continua ancora e stavolta in internet non trovando, immagino, più nulla negli esercizi commerciali (io lavoravo da 13 anni nel settore audio-video; ora sono "felicemente" disoccupato".
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Prendo spunto dall'argomento per raccontare la
    > mia "esperienza". Ero titolare di una videoteca e
    > tra il tanto materiale vi erano videocassette
    > che, dichiarazioni dei distributori del materiale
    > a garanzia della legale età degli attori in mio
    > possesso, fatture di acquisto e iva pagata
    > presenti, come pure il bollino SIAE su ogni
    > confezione, ebbene ho subito tre diversi
    > sequestri sullo stesso materiale; le indagini di
    > p.g. svolte sulla mia persona hanno dato esito
    > negativo come pure negativi i contatti con
    > clienti e distributori......per farla breve si
    > legge nel documento di fine indagini: "non sono
    > emersi collegamenti o fatti penalmente rilevanti
    > per riscontrare il reato per cui il......era
    > stato indagato". Risultato del processo, ora
    > appellato: 6 anni di condanna al carcere. 30 mila
    > euro di multa e interdizione perpetua da
    > incarichi pubblici oltre alla perdita della
    > patria potestà. Sono stato sbattuto in
    > televisione e sui giornali con grande risolto,
    > trattato come un criminale con la C maiuscola
    > (facendo molto risalto sulla mia notorietà) e
    > messo pubblicamente alla gogna. Ma mica era
    > finita, perchè due anni fa ho subito un ennesimo
    > controllo dalla stessa polizia che l'aveva fatto
    > l'anno precedente, controllo che portato al
    > sequestro di materiale lasciatomi dodici mesi
    > prima. Nessun intervento di sequestro dei locali
    > (mia moglie ha regolarmente aperto il giorno
    > dopo). Aperto lei perchè io nel frattempo ero
    > stato incarcerato come misura preventiva. Non vi
    > racconto l'incubo e le frasi di stupore degli
    > agenti carcerari ad ascoltare amichevolmente
    > l'accaduto. Credo che sarei ancora dentro se in
    > famiglia non avessimi preso la decisione di
    > chiudere baracca e burattini: è bastato infatti
    > presentare al gip l'atto pubblico di cessazione
    > di attività e in poche ore sono stato
    > accompagnato alla porta di uscita del carcere.
    > Vedremo ora cosa succederà alla prossima udienza
    > di fine aprile. Ah, aggiungo che i controlli di
    > polizia presso i distributori hanno permesso di
    > rintracciare le fotocpie dei documenti di
    > identità degli attori e le liberatori di costoro
    > per l'utilizzo del "girato".(non penso proprio
    > che i pedofili chiedano i documenti e facciano
    > firmare dichiarazioni alle povere vittime).
    > Concludo che come sempre in Italia, si è passati
    > alla solita caccia ai demoni e alle streghe.
    > facendo leva sull'inquietante tema della
    > pedofilia....il resto cioè il maniacale
    > protagonismo di taluni continua ancora e stavolta
    > in internet non trovando, immagino, più nulla
    > negli esercizi commerciali (io lavoravo da 13
    > anni nel settore audio-video; ora sono
    > "felicemente" disoccupato".

    Il fatto è che la gente sente queste storie e pensa che siano casi limite o addirittura esagerazioni create ad arte per far passare chissà quale principio.
    Mentre invece QUESTA è LA REALTÀ di OGNI GIORNO.

    Ragazzi di <20 a cui viene rovinata la vita perché magari hanno cercato foto di 16enni per farsi una s**a.
    Ragazzi che si sono AMMAZZATI per la vergogna.
    Gente che è PERSEGUITATA da PM *INCAPACI* e loro SI CRIMINALI e PERICOLOSI che non riflettono due secondi su quanto male facciano le loro ridicole azioni.
    Questa è la realtà, questa è la lotta alla pedofilia, questo è ciò che accade quando si sente in TV o al giornale 100 sequestri di qua e 100 di là.
    Questo è stato postato poco fa sul forum OT e Troll
    http://canali.libero.it/affaritaliani/pedofiliaout...

    Questa caccia alle streghe è ora che finisca e chi l'ha perpetrata che sia sbattuto dove merita: dietro le sbarre!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Wakko Warner
    > http://canali.libero.it/affaritaliani/pedofiliaout...

    Ah e fra l'altro... quel magistrato francese ora dovrà per lo meno chiedere *scusa*. Se capita qui in Italia viene tutto messo a tacere perché se si scoprono le schifezze che fanno la "morale" ne avrebbe a che risentire.

    ==================================
    Modificato dall'autore il 21/02/2006 15.28.09
    non+autenticato
  • http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=1331...

    Cito da ciò che leggo in un altro topic alcune cose che potrebbe aiutare ALCEI dato che è l'unica associazione che ha denunciato l'accaduto:

    La cose più importante da fare:

    -Spiegare tecnicamente come funzionano i filtri.

    -Quali provider Italiani li hanno implemantetati, e quali no (anche andando contro la legge) l'associazione Peacelink che offre connettività "per la pace" sapete se implementerà questi filtri o si batterà per evitare d'installarli?

    -Pubblicizzare la lista di ISP Esteri che operano in italia, qualchuno di vecchia data si ricorderà le vecchie WCOM... che non sono obbligate a installare i filtri.

    -Diffondere strumenti e istruzioni per utilizzare un ProxyScan, dato che potrbbero essere sempre censurati i siti che offrono proxylist.

    -Dopo che verrà varata una legge e perseguiti gli utenti che fanno proxyscan, non ci resta che fare proxyscan, via WIFI, utilizzando connessioni "prese in prestito".

    -Pressare le associazioni per rendere pubbliche le liste prima che vengono censurati i siti (è rischiosissimo non rendere pubblico il sito che è stato censurato preventivamente, perchè potrebbe essere spacciato come pedofilo, mentre di pedofilo non ha proprio nulla.

    -Battersi che i siti pedofili non vengano censurati con i filtri di stato, ma bensì oscurati solo dopo aver accertato che si tratti di siti pedofili e con una richiesta di rogatoria internazionale dopo l'intervento della magistratura.

    -Far capire alla gente che più occhi possono aiutare a ritrovare una bambina/o, a volte, non sempre nascondere immagini "violente" può essere d'aiuto. Altrimenti trasmissioni come chi l'ha visto, non servirebbero a nulla.
    Inoltre usando la logica se una persona guarda una foto di un assasinio, non è un assassino, non capisco perchè chi guardi delle foto di atti pedofili viene bollato come pedofilo. Le forze dell'ordine allora che collezionano gb di foto? Cosa sono?
    Daccordo potreste dirmi che, un conto è guardare le foto inconsapevolmente, un conto è collezionarle, ma chi mi dice che che un operatore delle forze dell'ordini non gli dia fastidio a guardare quelle foto?
    Potrebbe provare gusto, come potrebbe provare ribrezzo, ma non vience certo chiamato pedofilo.
    Daccordo potreste dirmi che chi scarica queste foto, contribuisce a diffondere il mercato della "pedofilia", questa è cosa ci dicono le istituzioni.
    Secondo il mio modesto parere è paradossale questa affermazione: perchè potrebbe anche contribuire ad alimentare il cosidetto "mercato" ma allora se vogliamo essere imparziali dovremmo censurare e arrestare anche chi diffonde immagini di guerra e di assassini, dopotutto cosa c'è di peggiore di una guerra?
    Durante una guerra non ci sono istituzioni che ti proteggono, ed è molto più facile venire stuprati, sia per donne e per bambini. Vedi "questione in iraq".
    Quindi se vogliono fare i moralisti, questi bigotti almeno fossero coerenti con le loro idee.
    Non per questo mi vietano di vedere film sulla guerra, e ho visto ragazzi eccitarsi e andare in adrenalina nelle scene di American History X non per questo gli è stato dato degli assassini o sono stati arrestati.
    Quindi, è palese che questo compartemento è stato studiato premeditato, è solo un cavallo di troia per introdurre la censura di stato sensibilizzando la popolazione coinvogliando la paura sul bene più prezioso, i propri figli, niente di più ignobile e meschino.
    Il bello è che non vengono colpiti i veri autori della carneficina anzi vengono censurati, non basta metterlo sotto al tappeto il problema per risolverlo.
    Cosa penserebbe l'industria del cinama horror o western o di guerra se venissero tutti censurati e censtinati i loro film, perchè poratori di male nella morale umana?
    Per non parlare dei costruttori di armi?
    Dopotutto è inutile vietare la costruzione di armi, perche ci sarà sempre qualcuno che si difenderà/attacherà come può. Con qualsiasi strumento.

    Non esiste un uso buono o cattivo di libertà di espressione, ne esiste solo un uso insufficiente.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Daccordo potreste dirmi che chi scarica queste
    > foto, contribuisce a diffondere il mercato della
    > "pedofilia", questa è cosa ci dicono le
    > istituzioni.

    Cosa che tra l'altro contraddice il fatto che le major dicano che la diffusione degli mp3 e dei divx uccide il mercato (legale e legittimo) di CD e DVD.
    Allora se download gratuito (di qualsiasi cosa) è equivalente a diffondere un mercato o ad ucciderlo? Si mettano d'accordo, non possono fare prima leggi che si contraddicono sui principi.

    PS La differenza tra i due mercati e tra i due tipi di materiali che ho elencato la conosco, ma se mercati sono, allora vanno considerati analoghi.
    Per come la vedo io, è giusto punire il pedoporno, ma proprio per lo stesso motivo non è giusto punire chi scarica una canzone o un film (film "normale", non pedoporno ehOcchiolino ). Proprio perché alimenterebbe il mercatoCon la lingua fuori
    non+autenticato
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