Google condannata per le anteprime pornografiche

La Web company ha perso la causa con un sito hard non solo perché lucrava sulla pubblicità correlata ma anche perché avrebbe copiato un servizio commerciale dedicato alla telefonia mobile

Los Angeles (USA) - Google si è fatta trovare con le mani nel décolleté del noto sito a "luci rosse" Perfect10. Il giudice della Corte Distrettuale di Los Angeles si è pronunciato a suo sfavore confermando - di fatto - le indicazioni contenute nella denuncia depositata dal querelante nel lontano novembre 2004. Google, con il suo sistema di indicizzazione delle immagini, avrebbe violato la legge sul copyright "creando e mostrando anteprime delle fotografie appartenenti al sito di Perfect10".

Il giudice Howard Matz ha sentenziato che sarà avviata un'ingiunzione preliminare per l'azienda di Mountain View, e che entro l'8 marzo i legali delle due parti saranno chiamati ad un confronto per la sua definizione.

Google, in sede giudiziaria, ha sostenuto che le fotografie di Perfect10 non hanno a che vedere con la creatività perché enfatizzano solo l'oggetto delle stesse (donne nude) per la gratificazione sessuale degli utenti. Tutto questo metterebbe, insomma, in discussione la natura intrinseca delle foto. La Corte ha rigettato le suddette argomentazioni sottolineando che le produzioni del sito riflettono, invece, professionalità, abilità e in alcuni casi anche un certo senso artistico.
Google ha confermato che si appellerà all'ingiunzione e che comunque, a prescindere dall'esito, questo caso non influirà sul suo sistema di ricerca per le immagini.

I legali di Perfect10 si sono detti soddisfatti e hanno ribadito che Google dovrà pagare per aver divulgato più di 3mila fotografie appartenenti all'archivio del sito. L'editore ha aggiunto che il problema della violazione dei diritti di copyright è una piaga per la sua azienda. Vi sono molti suoi abbonati che, dopo aver pagato il canone mensile previsto di 25,5 dollari, abusano del servizio, copiando e distribuendo liberamente online ogni immagine protetta. Le stesse che poi vengono indicizzate da Google per i suoi vari servizi. Un problema che era già stato sollevato da Agence France-Press (AFP) nel marzo scorso. In quel caso si trattava di foto, titoli e occhielli di notizie liberamente pubblicate su Google News senza l'autorizzazione dell'agenzia.

Matz ha redatto un documento di 48 pagine per giustificare la sua presa di posizione. In esso si sostiene che se Google avesse distribuito le immagini solo attraverso il proprio motore di ricerca tradizionale, la causa avrebbe preso un'altra direzione. Il problema è che la Web company non solo ha incamerato introiti - provenienti dai siti pirata - grazie al sistema AdSense, ma ha reso possibile l'accesso alle immagini tramite Google Image Search via cellulare.

"Le anteprime di Google sono della stessa dimensione e qualità delle immagini che vengono fornite in licenza al content mobile provider anglosassone Fonestarz", ha scritto Matz nel documento. Insomma, senza quasi accorgersene, Google avrebbe "doppiato" un servizio a pagamento per cellulari già esistente.

"Sicuramente la Corte ha creduto che questi due fattori dovessero essere considerati importanti. Ne siamo contenti", ha confermato Daniel Cooper, dirigente di Perfect10, alla testata CNET.
Rimane comunque un appiglio per la contro-offensiva di Google. Matz ha dichiarato che l'opzione integrata di Image Search, che permette la realizzazione e la pubblicazione di anteprime delle immagini, non viola i diritti di copyright del sito erotico. "Se da una parte siamo delusi per alcuni aspetti della sentenza, dall'altra siamo contenti che Matz abbia riconosciuto la legalità del nostro linking nei risultati delle ricerche", ha dichiarato il consulente legale di Google, Michael Kwun.

La pubblicazione dei link dei siti che violano i diritti di copyright di Perfect10, quindi, è stata ritenuta compatibile con la legge vigente. Al contrario, i ricavi pubblicitari provenienti dalle fotografie e il servizio mobile sono stati considerati illegali. Google potrà rimediare o contestare l'esito della sentenza, ma la certezza è che non vi sarà alcun tipo di effetto collaterale sui suoi servizi e sugli utenti.

Dario d'Elia
TAG: google
29 Commenti alla Notizia Google condannata per le anteprime pornografiche
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  • > Google condannata per le anteprime pornografiche

    Non mi risulta che la corte abbia visionato nulla di pornografico, solo foto erotiche (foto artistiche di donne semisvestite o svestite, il porno è un'altra cosa).
    non+autenticato
  • Perchè per le anteprime pornografiche c'è Altavista ! A bocca aperta GeekIndiavolato
    non+autenticato
  • ...le aziende dovrebbero come minimo capire il mezzo, la sua storia, le sue potenzialità e la sua filosofia.

    Se Perfeft10 ci tiene così tanto alle sue immagini doveva semplicemente evitare di metterle sul WEB.

    Non riesco proprio a sopportare quelle aziende che si buttano a pesce su Internet senza nemmeno sapere cosa sia e poi fanno gli "scandalizzati" e pretendono di modificare le regole non scritte che vigono sul WEB semplicemente perché non sono in grado di accettarle.

    Questo è Internet, vi va bene? Benissimo... usatelo. Non vi va bene? Quella è la porta, Internet non ha bisogno di voi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Wakko Warner
    > ...le aziende dovrebbero come minimo capire il
    > mezzo, la sua storia, le sue potenzialità e la
    > sua filosofia.
    >
    > Se Perfeft10 ci tiene così tanto alle sue
    > immagini doveva semplicemente evitare di metterle
    > sul WEB.
    >
    > Non riesco proprio a sopportare quelle aziende
    > che si buttano a pesce su Internet senza nemmeno
    > sapere cosa sia e poi fanno gli "scandalizzati" e
    > pretendono di modificare le regole non scritte
    > che vigono sul WEB semplicemente perché non sono
    > in grado di accettarle.
    >
    > Questo è Internet, vi va bene? Benissimo...
    > usatelo. Non vi va bene? Quella è la porta,
    > Internet non ha bisogno di voi.

    Completamente d'accordo, ma vedi il fatto è che molte
    aziende pensano che internet sia solo un insieme di
    contenuti, una vetrina colorata con le lucine per fargli
    fare tanti soldini, e poi tornando all'articolo va
    detto che nel web ci sono un miliardo di
    siti sia porno che artistici che grazie
    all'indicizzazione delle immagini e dei video tramite
    motori di ricerca sono diventati molto famosi, secondo
    me o questi sono estremamente ingenui ( visto che
    i suddetti siti linkano o fanno linkare solo spezzoni
    di filmati e foto per invogliare i possibili acquirenti )
    o sono in mala fede, io propendo proprio per la
    seconda
    A bocca storta

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    Modificato dall'autore il 23/02/2006 0.42.30


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    Modificato dall'autore il 23/02/2006 0.42.59


  • - Scritto da: Wakko Warner
    > ...le aziende dovrebbero come minimo capire il
    > mezzo, la sua storia, le sue potenzialità e la
    > sua filosofia.

    Non fare l'illuso! Le aziende sono pragmatiche.
    Quello che pretendi e' come volere che le compagnie aeree non avessero sviluppato il business dei trasporti perche' il volo per le sue origini storiche e filosofiche e' sempre stato il sogno dell'uomo e perche' le sue prospettive iniziali erano di rendere liberi le persone dalla schiavitu' dei trasporti di superficie.

    > Non riesco proprio a sopportare quelle aziende
    > che si buttano a pesce su Internet senza nemmeno
    > sapere cosa sia e poi fanno gli "scandalizzati" e
    > pretendono di modificare le regole non scritte
    > che vigono sul WEB semplicemente perché non sono
    > in grado di accettarle.

    Piu' che scandalizzarsi tali aziende chiedono l'applicazione delle leggi scritte, perche' quelle non scritte, non sono - ancora - leggi.
    Per cui in tribuinale poi lo spazio di manovra c'e' eccome e si vede in questo caso.

    > Questo è Internet, vi va bene? Benissimo...
    > usatelo. Non vi va bene? Quella è la porta,
    > Internet non ha bisogno di voi.

    Un simpatico semplicisimo, ma sai bene che chi puo' adotta una terza via: modificare e piegare internet e le sue regole alle proprie esigenze.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > - Scritto da: Wakko Warner
    > > ...le aziende dovrebbero come minimo capire il
    > > mezzo, la sua storia, le sue potenzialità e la
    > > sua filosofia.
    >
    > Non fare l'illuso!

    Macche` illuso, lui ha ragione.
    O almeno l'avrebbe, se glielo consentissero.

    > Le aziende sono pragmatiche.

    Io direi che sono solo pateticamente umane.
  • Se proprio questa azienda non voleva essere indicizzata su google bastava configurare il suo sito in modo tale che non rispondesse alle chiamate proveniente da google e dagli altri motori di ricercaSorride
    O che cmq non inviasse agli stessi il nome dei files grafici.
    Insomma un sistema lo si trovava!
  • Ancora??? Google non indicizzava il sito dell'azienda, indicizzava le immagini che i clienti dell'azienda compravano e poi rimettevano online.
  • non che quelli di google abbiano ragione, pero' su perfect10 hanno mai sentito parlare di robots.txt?
    non+autenticato
  • No scusa,
    semmai è il contrario... non devo io "escludere" ma qualcuno deve chiedere per "includere"


    - Scritto da: Anonimo
    > non che quelli di google abbiano ragione, pero'
    > su perfect10 hanno mai sentito parlare di
    > robots.txt?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > No scusa,
    > semmai è il contrario... non devo io "escludere"
    > ma qualcuno deve chiedere per "includere"

    si, e poi ti lamenti xke' non sei indicizzato su google e fai causa x concorrenza sleale...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > No scusa,
    > semmai è il contrario... non devo io "escludere"
    > ma qualcuno deve chiedere per "includere"

    infatti io non ho detto che google ha ragione.
    un tizio che entra in casa mia ha torto. pero' non per questo io lascio la porta di casa aperta, ti pare?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > infatti io non ho detto che google ha ragione.
    > un tizio che entra in casa mia ha torto. pero'
    > non per questo io lascio la porta di casa aperta,
    > ti pare?

    Internet funziona in maniera diversa: le informazioni che vi metti sopra sono pubbliche. E' sempre stato così.
    Il tuo paragone con la porta di casa non è calzante, perché mettere delle pagine su internet è come lasciare la porta di casa aperta però con un cartello "ingresso libero".
    Se vuoi che delle informazioni siano protette, le metti in una directory protetta da autenticazione.
    Se delle informazioni sono pubbliche, possono essere indicizzate. E' sempre stato così. Se non vuoi che siano indicizzate, usi robots.txt.
    A quel punto puoi arrabbiarti se qualcuno entre.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > infatti io non ho detto che google ha ragione.
    > > un tizio che entra in casa mia ha torto. pero'
    > > non per questo io lascio la porta di casa
    > aperta,
    > > ti pare?
    >
    > Internet funziona in maniera diversa: le
    > informazioni che vi metti sopra sono pubbliche.
    > E' sempre stato così.
    > Il tuo paragone con la porta di casa non è
    > calzante, perché mettere delle pagine su internet
    > è come lasciare la porta di casa aperta però con
    > un cartello "ingresso libero".
    > Se vuoi che delle informazioni siano protette, le
    > metti in una directory protetta da
    > autenticazione.
    > Se delle informazioni sono pubbliche, possono
    > essere indicizzate. E' sempre stato così. Se non
    > vuoi che siano indicizzate, usi robots.txt.
    > A quel punto puoi arrabbiarti se qualcuno entre.

    e io che ho detto scusa?
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Internet funziona in maniera diversa: le
    > informazioni che vi metti sopra sono pubbliche.
    > E' sempre stato così.
    > Il tuo paragone con la porta di casa non è
    > calzante, perché mettere delle pagine su internet
    > è come lasciare la porta di casa aperta però con
    > un cartello "ingresso libero".
    > Se vuoi che delle informazioni siano protette, le
    > metti in una directory protetta da
    > autenticazione.
    > Se delle informazioni sono pubbliche, possono
    > essere indicizzate. E' sempre stato così. Se non
    > vuoi che siano indicizzate, usi robots.txt.
    > A quel punto puoi arrabbiarti se qualcuno entre.

    Pubbliche non vuol dire che sei autizzato a sfruttarle per far ingrossare il tuo portamonete.
    non+autenticato
  • Se le foto finivano su google vuol dire che loro stessi le lasciavano pubbliche! ( senza bisogno di nessun login )


  • - Scritto da: HostFat
    > Se le foto finivano su google vuol dire che loro
    > stessi le lasciavano pubbliche! ( senza bisogno
    > di nessun login )

    Rendere le foto pubbliche non autorizza altri a sfruttarle commercialmente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > No scusa,
    > semmai è il contrario... non devo io "escludere"
    > ma qualcuno deve chiedere per "includere"

    Sbagliato. I motori di ricerca hanno sempre funzionato in questo modo. Non puoi spuntare tu e dire "no a me non va bene", se non ti va bene non usi Internet, fine della questione.

    È un po' come se un mussulmano venisse qui e dicesse che bisogna abbattere le chiese, paese che vai usanza che trovi... su Internet è la stessa cosa.

    Se trovi inaccettabili le "usanze" e le regole non scritte di Internet questo è un problema tuo: non usare Internet.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Wakko Warner
    > - Scritto da: Anonimo
    > > No scusa,
    > > semmai è il contrario... non devo io "escludere"
    > > ma qualcuno deve chiedere per "includere"
    >
    > Sbagliato. I motori di ricerca hanno sempre
    > funzionato in questo modo. Non puoi spuntare tu e
    > dire "no a me non va bene", se non ti va bene non
    > usi Internet, fine della questione.
    >
    > È un po' come se un mussulmano venisse qui e
    > dicesse che bisogna abbattere le chiese, paese
    > che vai usanza che trovi... su Internet è la
    > stessa cosa.
    >
    > Se trovi inaccettabili le "usanze" e le regole
    > non scritte di Internet questo è un problema tuo:
    > non usare Internet.

    il problema è che le regole di internet sono più netiquette che regole, le regole non stanno scritte da nessuna parte e purtroppo internet sta diventando un fenomeno commerciale e le regole (quelle scritte) le faranno i commercianti con i governi a loro asserviti (e i giudici segaioli in questo caso)...
    non+autenticato