Cellulari e iPod, la California li vuole puliti

Pronta una legge per vietare ai produttori l'impiego di materiali tossici e nocivi. Ad imitazione di alcune recenti direttive europee, recepite da non molto anche in Italia

San Francisco - Il problema dei "rifiuti speciali" non è percepito solamente dagli ecologisti. E diventa sempre più importante per tutti i produttori di elettrodomestici e apparecchiature hi-tech, telefonini compresi. Dopo che nell'Unione Europea, come in Italia, qualcosa di è mosso dal punto di vista legislativo, un deputato della California ha presentato una proposta di legge per obbligare i produttori ad evitare l'impiego di materiali a rischio nella produzione di telefoni cellulari, iPod e altri apparecchi elettronici.

La proposta è stata presentata la scorsa settimana dalla parlamentare democratica Lori Saldana di San Diego. Tira in ballo qualunque apparecchio elettronico o a batterie, fissando al 2008 il termine ultimo per i produttori: entro quella data dovranno realizzare le modifiche necessarie al processo produttivo. "Sappiamo che i costruttori di questi prodotti sono in grado di fabbricarli senza l'impiego materiali tossici dannosi", afferma Lori Saldana in un comunicato. "La California merita di essere inclusa tra quei mercati che accolgono apparecchi elettronici di largo consumo più puliti".

Lo Stato della California, attualmente, impone già il divieto di impiegare sostanze dannose ai fabbricanti di monitor.
La proposta ha ricevuto consenso e sostegno da vari gruppi e movimenti di difesa dell'ambiente. L'inquinamento da rifiuti elettronici abbandonati nell'ambiente rappresenta un problema e un pericolo. "Telefoni cellulari, iPod, computer e molti altri apparecchi elettronici moderni hanno una vita utile di forse un anno o due, prima di diventare obsoleti", ha affermato Mark Murray, direttore esecutivo del gruppo CAW - Californians Against Waste (Californiani contro i Rifiuti): "Non ha senso utilizzare materiali dannosi in dispositivi usa e getta".

Circa il 70% dei metalli pesanti tossici trovati nelle discariche derivano da prodotti elettronici, che possono contenere piombo, cadmio, cromo e mercurio. "Questo insieme di sostanze tossiche può causare danni al sistema nervoso, ai reni e all'apparato riproduttivo di uomini e donne; inoltre alcuni metalli contengono agenti cancerogeni", afferma il gruppo in un comunicato.

La questione è più che delicata e, sebbene il problema sia noto anche in Italia da tempo, non è facile sensibilizzare tutti i produttori al problema. Anche per questo prendono sempre più spesso piede iniziative di alcuni privati. Gea ringrazia.

Dario Bonacina
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