Contrappunti/ La loro Internet

di Massimo Mantellini - Trusted computing, DRM ma anche traffico gestito a monte dai provider: non stupisce che oggi coloro che cercano di tirar fuori denaro da ogni singolo bit in rete siano gli stessi che la rete l'hanno sempre temuta

Contrappunti/ La loro InternetRoma - Le ultime settimane hanno offerto numerosi spunti per sottolineare come esista un fronte di utilizzo della tecnologia, compatto e assai rappresentato, orientato contro gli interessi degli utilizzatori finali. Basti pensare alla ampia e fino ad ora tutto sommato sotterranea problematica dell'utilizzo dei sistemi di "trusting" sui computer di prossima vendita (di cui PI sta da tempo seguendo l'evoluzione con articoli tecnici molto puntuali).

Veniamo da dieci anni nei quali siamo stati abituati ad opzioni di libertà molto ampie che spesso sono state mediate dalla tecnologia. Gli utenti tecnologici si sono - per così dire - "abituati bene". Abbiamo imparato prima a doppiare VHS, poi a masterizzare dati sui PC, infine a condividere file in rete. Attraverso Internet, molte singole persone hanno iniziato a diffondere informazioni o a produrre contributi originali, in formati e modalità molto variabili, ma certamente differenti rispetto a quelli ai quali ci aveva abituato il mercato di massa.

Veniamo insomma da un periodo di utilizzo della tecnologia informatica "nonostante" il mercato che le era preesistente. Spesso per vie parallele, qualche volta in palese opposizione all'ambiente economico stesso. Il quadro che si è creato e l'accelerazione che la tecnologia ha dato a nuove forme di libera espressione sono oggi riconosciuti da tutti. E tutti, da un certo punto di vista, vorremmo che simili opzioni di comunicazione e scambio non venissero ristrette in alcuna maniera.
Questo lo scenario generale, descritto fino ad ora senza tener conto delle dinamiche e degli interessi del mercato. Che già da un po' di tempo bussa insistentemente alla porta di Internet e della tecnologia in generale.

Personalmente non ho nulla contro il mercato, specie quando i soggetti che lo abitano si accorgono che il contesto generale sta mutando e che nuovi progetti e nuove prospettive vanno immaginate e messe in pratica. Tuttavia è certamente vero che molte grandi aziende coinvolte, volontariamente o meno, nella grande trasformazione del "contesto" economico e sociale guidata dallo sviluppo di Internet (mi riferisco alla grande imprenditoria multinazionale dell'intrattenimento, alle società editoriali ed ai giganti delle telecomunicazioni) oggi continuano a scegliere di innovare poco, dedicandosi preferibilmente ad un utilizzo della tecnologia (oltre che dei propri presidi legali) per tutelare i propri diritti preesistenti. Al centro dei loro pensieri ci sono oggi acronimi come DRM, TPM, QOS, che per gli addetti ai lavori saranno anche pane quotidiano ma che per gli utenti significano, tutti assieme, un'unica semplice idea: tecnologia applicata al controllo dei contenuti e dei servizi.

Secondo alcune recenti stime, fra 20 anni il 90% dei testi letterari disponibili per l'acquisto arriveranno a noi in formato elettronico. Oggi i libri sono invece in gran parte ancora fatti di carta, colla ed inchiostro e le biblioteche pubbliche, uno dei pochi presidi rimasti della "circolazione del sapere" prima di Internet, sono tutelate da esili leggi e scricchiolanti finestre di "fair use". Tali piccole ma importanti "eccezioni" sono quelle che ci consentono di entrare in biblioteca, prendere un libro sotto copyright e portarcelo a casa per leggerlo gratuitamente prima di riconsegnarlo per consentire a qualcun altro di fare lo stesso. Quando tutti i libri conterranno un DRM imposto dall'editore, chi garantirà la circolazione libera della conoscenza? Gli editori stessi? Verrebbe da chiedersi perché mai dovrebbero. Non sono io a pormi simili domande: quelle appena citate sono preoccupazioni espresse dal direttore della British Library giusto qualche settimana fa. L'incubo prossimo venturo della tecnologia come mezzo per ridurre la circolazione del pensiero.

Di esempi analoghi se ne possono fare oggi a decine. La tecnologia, se usata in maniera troppo interessata, rischia di rendere la cultura ciò che fino ad oggi molto spesso non è stato: un gadget a pagamento destinato solo a quanti potranno permetterselo.

Qualche giorno fa leggevo con quale incredibile leggerezza uno dei principali ISP italiani, Libero, magnificava sulle proprie pagine web, la scelta della prioritizzazione dei pacchetti TCP/IP. Non trovo strano che ciò avvenga (Libero si avvale del resto, come immagino molti altri, di presidi tecnologici esistenti che rendono oggi i vari pacchetti di dati diversamente identificabili) ma mi pare ugualmente assai disdicevole che il mio eventuale fornitore di accesso alla rete decida per me se in un momento X della giornata debba avere la precedenza verso la "mia" connessione un messaggio di posta elettronica piuttosto che un file torrent. Chi si arroga il diritto di simili deduzioni?

I tecnologici, che sembrano talvolta persone dagli scarsi orizzonti ideali (e che forse talvolta, come tutti noi, lo sono davvero), ci dicono che tali pratiche di QOS (Quality of Service) sono oggi la regola per ciò che attiene alla gestione delle reti, che simili stratagemmi (se usati con criterio) garantiscono migliori collegamenti per tutti. Io, che tecnologo non sono, direi che tali formidabili idee che ottimizzano la banda dal lato del fornitore (riducendo le sue spese ben prima di elevare eventualmente la qualità del mio servizio) sono invece una minaccia concreta alla mia libertà di scelta in rete e rappresentano anche un pericoloso precedente, quando non una palese violazione contrattuale o una invasione della privacy.

Il catenaccio momentaneo che oggi Libero dichiara di mettere al P2P per consentirmi di scaricare la posta velocemente, domani potrà essere diversamente applicato per prioritizzare i propri servizi VoIP a pagamento, i propri pacchetti di IPTV a pagamento ed ogni altra piccola o grande opzione (sempre a pagamento) che il mio fornitore di connettività deciderà di propormi. Dopodomani potrà essere utile alle autorità per imporre agli ISP filtri e controlli (come già in questo sciagurato paese avviene) al traffico Internet. E non potrò nemmeno consolarmi spegnendo il computer per fare due passi verso la biblioteca comunale perché anche da quelle parti la musica sarà la stessa.

Internet in questo ultimo decennio è diventata un formidabile strumento di cultura e libertà a disposizione di chiunque e ciò è accaduto in funzione della sua neutralità architetturale. Non meraviglia che molti dei soggetti che oggi spingono per "analizzare" ogni singolo pacchetto di dati che la attraversa siano gli stessi soggetti che fino a ieri detestavano la rete. Gente che si sturba ad ascoltare parole come "condivisione", "libera circolazione delle idee", "cultura libera". Soggetti insomma che non sarebbero troppo addolorati nel vederla morire nel caso in cui non si trovasse la maniera di estrarre altro denaro da ogni suo singolo bit. Muoia - insomma - Sansone con tutti i filistei. Esattamente come sta iniziando ad avvenire, con buona pace dei tecnologici e delle loro tranquillizzanti analisi di qualità.

Massimo Mantellini
Manteblog


I precedenti editoriali di M.M. sono qui
52 Commenti alla Notizia Contrappunti/ La loro Internet
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  • Usiamo di nuovo le BBS
    modem + telefono
    ce lo vieteranno?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Usiamo di nuovo le BBS
    > modem + telefono
    > ce lo vieteranno?

    Si.
    non+autenticato
  • Grazie all'insulso lavoro della MPAA si arriverà a breve alla cifratura dei pacchetti p2p su SSL.

    E ciò sarà un male per tutti:

    - pedofili, terroristi e ricettatori da mercatino avranno libero sfogo.
    - QOS sarà inapplicabile (come identifichi il contenuto di un pacchetto cifrato?) se non riducendo la priorità di tutto ciò che è cifrato.

    Anticipatamente grazie, MPAA.
    non+autenticato
  • Ci sono gia applicativi che cifrano i pacchetti p2p. Questo comunque non serve a proteggere gli utenti dall'identificazione solo a bypassare quei filtri idioti
    non+autenticato
  • "Attraverso Internet, molte singole persone hanno iniziato a diffondere informazioni o a produrre contributi originali, in formati e modalità molto variabili, ma certamente differenti rispetto a quelli ai quali ci aveva abituato il mercato di massa. "

    Attraverso Internet il 99.99% della gente scarica a babbo. Contenuti originali? Qualche mosca bianca, qualche esperimento...
    Fine.
    Siamo sinceri.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > "Attraverso Internet, molte singole persone hanno
    > iniziato a diffondere informazioni o a produrre
    > contributi originali, in formati e modalità molto
    > variabili, ma certamente differenti rispetto a
    > quelli ai quali ci aveva abituato il mercato di
    > massa. "
    >
    > Attraverso Internet il 99.99% della gente scarica
    > a babbo. Contenuti originali? Qualche mosca
    > bianca, qualche esperimento...
    > Fine.
    > Siamo sinceri.
    >

    Non estendere ciò che fai tu a comportamento universale.
    non+autenticato
  • Verissimo... pero la diffusione di contenuti fa sempre e comunque bene, come primo passo x una futura creazione di contenuti. Molti creatori in principio sono solo fruitori. Molto probabilmente qualcuno dei creatori di domani oggi scarica a sbafo, come molti dei musicisti di oggi ieri duplicavano i nastri o i cd troppo cari x il budget di un liceale..... è lavita!
    non+autenticato
  • mantelini , leggi il contratto di libero : loro sono obbligati a garantire news , ftp , http e mail ,mica il p2p .. ovvio che sia quest' ultimo a essere penalizzato incaso di problemi .
    non+autenticato
  • Penalizzassero *solo* il p2p... ma che blocchino la navigazione con un QoS che in teoria dovrebbe "solo rallentare un po" il p2p eh no, questo è da bastardi.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > mantelini , leggi il contratto di libero : loro
    > sono obbligati a garantire news , ftp , http e
    > mail ,mica il p2p .. ovvio che sia quest' ultimo
    > a essere penalizzato incaso di problemi .

    Se io PAGO tot al mese per avere una certa banda x
    l' ISP non puo' legittimamente permettersi di sindacare cosa devo farci passare!
    Allora che dicessero: ti diamo XBps base di banda e ci fai quello che vuoi (la questione della legalita' e' un' altra faccenda), se vuoi XBps aggiuntivi SAPPI che ti saranno consentiti SOLO per i servizi che pare e piace a NOI. Per i tuoi traffici hai i soliti XBPs di base.Fine della storia.
    Sono dei DISONESTI .
  • E' vero, internet è piena di interessi commerciali, nefasti sviluppi futuri con grandi limitazioni sulla libertà dell'utente.
    A mio avviso c'è forse una via di fuga. Una sensazione che spero si avveri, una smisurata fede in una nuova tecnologia.
    Quella tecnologia è il Wi-Max, un sistema di trasmissione senza fili, al momento in sperimentazione, che rivoluzionerà il sistema delle telecomunicazioni.
    All'ultima conferenza del Broadband Business Forum, ascoltavo rapito l'amministratore delegato di Siemens che descriveva la copertura di svariati Km (circa 40 all'aperto) di una singola antenna Wi-Max.
    Rendiamoci conto che una cosa del genere in mano ad un azienda potrebbe essere un'occasione irripetibile.
    Ma mettiamo il caso che quella tecnologia non venga utilizzata da una azienda, bensì da una persona qualunque.
    Sulla falsa riga di quello che succede oggi con il Wi-Fi, un bel giorno Mario Rossi e Felice Bianchi comprano 2 Access Point Wi-Max per scambiarsi dati, per telefonarsi via VoIP o semplicemente per dividere le spese della connessione ad internet. Montano le antennine Wi-Max sul balcone o sul tetto di casa, si scambiano file di qualche gigabyte in pochi minuti e ne rimangono sorpresi. Giuseppe Neri (un amico di Mario) è interessato a questa novità e compra anche lui un Access Point Wi-Max e si mette in collegamento con Mario e Felice a distanza di 10Km. Due giorni dopo, Carlo ascoltando stupefatto le prestazioni del sistema decide di collegarsi a questa rete "privata". E così via... un bel giorno SVEN che abita in norvegia gioca online con Mario che abita in Puglia, e lo fanno su una rete totalmente privata e libera da qualsiasi interesse commerciale.
    Forse ho esagerato, magari una cosa del genere è tecnicamente o legalmente irrealizzabile... ma io spero che il futuro della rete sia questo che vi ho descritto.

  • - Scritto da: Danx
    > E' vero, internet è piena di interessi
    > commerciali, nefasti sviluppi futuri con grandi
    > limitazioni sulla libertà dell'utente.
    > A mio avviso c'è forse una via di fuga. Una
    > sensazione che spero si avveri, una smisurata
    > fede in una nuova tecnologia.
    > Quella tecnologia è il Wi-Max, un sistema di
    > trasmissione senza fili, al momento in
    > sperimentazione, che rivoluzionerà il sistema
    > delle telecomunicazioni.
    > All'ultima conferenza del Broadband Business
    > Forum, ascoltavo rapito l'amministratore delegato
    > di Siemens che descriveva la copertura di
    > svariati Km (circa 40 all'aperto) di una singola
    > antenna Wi-Max.
    > Rendiamoci conto che una cosa del genere in mano
    > ad un azienda potrebbe essere un'occasione
    > irripetibile.
    > Ma mettiamo il caso che quella tecnologia non
    > venga utilizzata da una azienda, bensì da una
    > persona qualunque.
    > Sulla falsa riga di quello che succede oggi con
    > il Wi-Fi, un bel giorno Mario Rossi e Felice
    > Bianchi comprano 2 Access Point Wi-Max per
    > scambiarsi dati, per telefonarsi via VoIP o
    > semplicemente per dividere le spese della
    > connessione ad internet. Montano le antennine
    > Wi-Max sul balcone o sul tetto di casa, si
    > scambiano file di qualche gigabyte in pochi
    > minuti e ne rimangono sorpresi. Giuseppe Neri (un
    > amico di Mario) è interessato a questa novità e
    > compra anche lui un Access Point Wi-Max e si
    > mette in collegamento con Mario e Felice a
    > distanza di 10Km. Due giorni dopo, Carlo
    > ascoltando stupefatto le prestazioni del sistema
    > decide di collegarsi a questa rete "privata". E
    > così via... un bel giorno SVEN che abita in
    > norvegia gioca online con Mario che abita in
    > Puglia, e lo fanno su una rete totalmente privata
    > e libera da qualsiasi interesse commerciale.
    > Forse ho esagerato, magari una cosa del genere è
    > tecnicamente o legalmente irrealizzabile... ma io
    > spero che il futuro della rete sia questo che vi
    > ho descritto.

    Hai descritto un utopia proibita per legge in Italia.
    L'accesso all'etere è riservato alle grandi aziende. Tu ed io non possiamo neanche tirare un filo sopra un area pubblica, figurati usare le onde radio.
    non+autenticato
  • Peccato che poi ti devi interconnettere con qualcuno ...per raggiungere tutti.

    Non c'e' via di scampo ......

    L'unica soluzione e' l' Ham Radio , ma le performance sono da 1988 ....


    Ciao
    non+autenticato
  • Non è del tutto vero.
    In Italia la legislazione vigente, dopo il decreto Landolfi, prevede una semplice dichiarazione per poter collegare, in tutta legalità, due punti in tecnologia Wi-Fi che attraversano il suolo pubblico.
    Ovviamente ci sono alcune regole da rispettare:
    è necessario indicare le specifiche degli apparati e la potenza trasmissiva non deve superare i 100mW per i 2,4 GHz o 1W per i 5,4GHz.

    La dichiarazione è gratuita e prevede un periodo di 30 gg di silenzio/assenso.

    Ragazzi, non siate impulsivi nell'esprimere giudizi.
  • Ciao,
    stai scomodando un cannone per abbattere una mosca.
    E' vero che col Wi-Max puo fare 40-50 Km di distanza, tuttavia nella maggioranza dei casi non servono quelle distanze. Personalmente, dovendo mettere assieme una rete libera, opererei su 3 livelli:
    -backbone lunga distanza WiMax/Laser (per connettersi direttamente ai provider saltando completamente l'intera struttura Telecom.
    -Una middle network su 802.11a per permettere una infrastruttura di rete a media distanza che interconnetta tra di loro vari nodi wireless
    -Layer utente realizzato con 802.11g meshed network a bassissima potenza (magari auto-riconfigurante per aggiungere i nuovi nodi che si collegano).
    In questo modo..beh eviti si sovraccaricare la rete WiMax (che costa un sacco ) ed hai una gestione del traffico migliore..e con le reti meshed su wi-fi ti assicuri l'accrescimento automantico della rete.
    Ciao
    non+autenticato
  • Non sei il primo ad averci pensato:

    http://en.fon.com/
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