
Tirare le somme di tutti questi prodotti non è facile.
A parte le ironie aritmetiche si può dire che nel settore portatile esclusivamente audio i lettori CD hanno il vantaggio della economicità del supporto mentre i player a stato solido hanno in genere un software più sofisticato e sono molto più leggeri e di dimensioni contenute. Sarei pronto a scommettere che gli audiofili, con la loro bella collezione di CD musicali alle spalle, sono più favorevoli alla prima soluzione mentre i patiti di gadget tecnologici che magari hanno esigenze di spazio e di look technogeek opteranno per la seconda.
Nel settore ibrido il discorso cambia completamente: la presenza di funzionalità MP3 può semmai far optare per un cellulare piuttosto che per un altro, per un palmare piuttosto che per un altro, per una fotocamera digitale economica piuttosto che per un'altra. In genere però la differenza si paga. Per quanto sia spinta la miniaturizzazione aggiungere una funzione significa penalizzare le altre o aumentare le dimensioni del dispositivo; utilizzare la memoria per i file MP3 significa toglierla agli SMS, alle foto, al software.
Però se siete in gita e oltre a scattare la foto volete ascoltare qualche canzoncina (magari cambiando la Compact Flash al volo) perché privarvi della possibilità di farlo?
Appare piuttosto improbabile che un formato audio di nuova concezione sbaragli MP3 nel breve termine: qualità, rapporto di compressione e solidità di uno standard de facto per la musica digitale non si rivoluzionano da un giorno all'altro, e ora che è stato realizzato anche un
chip in grado di registrare la tecnologia diventerà non solo divertente ma anche utile: alcuni studenti della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Pisa stanno già realizzando un CD con i file MP3 delle lezioni.
Inoltre i formati audio che sono allo studio attualmente sono tenuti sotto stretto controllo dalle majors della musica, da enti di certificazione del diritto d'autore e da tanti burocrati che hanno solo interesse che non siano riproducibili e copiabili, orpelli senza alcun contenuto tecnologico che il pubblico rifiuta epidermicamente e che non ne favoriranno di certo la diffusione.
Manrico Corazzi