GIB, gaming italiano costretto a chiudere

I ricavi pubblicitari sono pressoché inesistenti e non funzionano le altre formule di profitto né gli utenti sono disposti a mettere mano al portafoglio. E così il 30 aprile la comunità di gamers di GIB perderà il suo punto di riferimento

GIB, gaming italiano costretto a chiudereRoma - Il 17 gennaio avevano messo in piedi il nuovo sito, le nuove offerte e i nuovi servizi ma il 30 aprile tutto finirà per quella che in molti ritengono la maggiore comunità di net-gamers italiana. GIB, ha infatti annunciato di essere costretta a chiudere i battenti. Un annuncio richiamato in evidenza sulla home page del sito.

Nel messaggio di commiato i gestori di GIB spiegano che l'azienda che ne mantiene le attività "ha deciso di non investire oltre". E spiegano che "nella attuale situazione di mercato gli enormi costi che dobbiamo sostenere per fornire server e servizi di qualità non sembrano poter essere adeguatamente remunerati neppure nelle migliori ipotesi, indipendentemente dal prezzo dei servizi erogati. Ed il mercato pubblicitario è assolutamente inconsistente".

Una situazione difficile alla quale stanno reagendo in queste ore moltissimi utenti di GIB sia sui forum del sito che sui newsgroup, numerosi anche i messaggi che stanno giungendo in redazione in queste ore, tutti colmi di gratitudine nei confronti del sito che ora si trova costretto a chiudere. "Volevo ringraziare - scrive a Punto Informatico Gabriele Torelli - tutto lo staff di GiB, per tutto il lavoro svolto e per tutti gli svariati servizi che gratuitamente ha fornito ai vari netgamer che come me fanno (facevano) parte della GiB Community".
"Altri progetti elaborati per incrementare i ricavi - continua il messaggio di GIB - non si sono rivelati promettenti, quindi la Proprietà ha deciso di destinare diversamente le risorse attualmente impiegate nel gioco online, visto che il netgaming si è rivelato soprattutto una fonte di costi senza plausibili inversioni di tendenza nel breve periodo".

La Home Page di GIBGIB ha dichiarato che chiuderà le proprie attività e terminerà il supporto per tutti coloro che hanno finora fruito dei suoi servizi il 30 aprile 2002, data entro la quale gli interessati dovranno eseguire il backup di tutto il materiale di proprio interesse.

Da segnalare un passaggio della lettera di GIB che costringe ad una ulteriore riflessione tutti coloro che hanno utilizzato i suoi servizi senza dover tirar fuori il portafoglio. "Siamo profondamente dispiaciuti - scrive GIB - abbiamo cercato di contribuire a rendere il gioco online un mercato maturo ma non è stato possibile, anche per la attuale scarsa propensione all'acquisto di beni e servizi su Internet dimostrata dall'utenza nazionale".
160 Commenti alla Notizia GIB, gaming italiano costretto a chiudere
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  • bellissimi tempi passati su gibTriste
    non+autenticato
  • Mi scende la lacrimuccia a pensare che il mio netgaming adolescenziale lo passai su quella piattaforma!
    non+autenticato
  • Ero un membro del GiB team, ancora oggi a distanza di anni mi scende la lacrimuccia quando penso a quei giorni gloriosi.

    Ciao gib!

    Assone
    non+autenticato

  • Internet e' un media "democratico" e in questo differisce sia dagli altri media sia dai sistemi commerciali della "terraferma".

    Mi spiego meglio: se vuoi aprire un negozio hai bisogno di autorizzazioni e licenze, adempimenti, tasse ecc. ecc. . Poi devi pagare l'affitto , l'arredamento , il personale ecc.
    Un discreto investimento e un'impegno notevole, quindi non alla portata di tutti.
    Su internet invece puoi offrire al pubblico un servizio praticamente a costo zero, senza burocrazia e senza adempimenti. Questo permette a tutti gli appassionati di divenire essi stessi fornitori di servizi per puro divertimento e non per lucro.
    Puntualizziamo che internet nasce proprio in questo modo, sono i commercianti ad essere entrati dopo in un mondo che aveva gia' le sue regole e le sue usanze.
    Due anni fa sentivi parlare di Internet paragonata alla "nuova frontiera" , come se si fosse trattato di un nuovo continente da conquistare e colonizzare.
    Nessuno pero' ha fatto i conti con gli indigeni.

    Internet e' l'unico media democratico esistente , ognuno di noi puo' essere al tempo stesso utente e fornitore e questa e' una situazione bellissima e stimolante ma non quadra con i progetti commerciali che hanno bisogno di un bacino di utenti passivi.

    L'internet non e' quindi una terra di conquista ma piuttosto una enorme comunita' di persone che interagiscono tra loro, piu' che ad un immenso supermarket assomiglia ad un infinito circolo culturale. Che c'e' di male?

    Evidentemente agli utenti il web piace cosi' com'e' , con la sua democraticita' e la sua pseudo anarchia, perche' mai dovrebbe cambiare?

    Non funziona il businnes? E chi se ne frega!
    A noi basta poter comunicare, dialogare , imparare, essere un pochino protagonisti magari facendo un proprio sito , per puro divertimento e soddisfazione personale.

    Diciamoci la verita', chi sente la mancanza delle decine di siti commerciali che hanno chiuso nell'ultimo anno? Io non la sento per niente.

    La rete sembra essere vaccinata , sembra un lento immenso fiume che , quando qualcuno tenta di deviarlo, ritorna sempre lentamente e inesorabilmente nel proprio alveo originario.

    E questo a me piace molto, e' naturale.

    paolox , webmaster di www.kontrokultura.org
    (sito di informazione con zero costi e zero ricavi che si sente perfettamente a suo agio nel mare di internet e non ha bisogno di far pagare nessuno)

    non+autenticato
  • > Su internet invece puoi offrire al pubblico
    > un servizio praticamente a costo zero, senza
    > burocrazia e senza adempimenti.
    per adesso...
    Occhiolino

    > Puntualizziamo che internet nasce proprio in
    > questo modo, sono i commercianti ad essere
    > entrati dopo in un mondo che aveva gia' le
    > sue regole e le sue usanze.
    > Due anni fa sentivi parlare di Internet
    > paragonata alla "nuova frontiera" , come se
    > si fosse trattato di un nuovo continente da
    > conquistare e colonizzare.
    > Nessuno pero' ha fatto i conti con gli
    > indigeni.
    h-arrogance...
    Occhiolino

    > che ad un immenso supermarket assomiglia ad
    > un infinito circolo culturale. Che c'e' di
    > male?
    che non consumi...
    Occhiolino

    > Diciamoci la verita', chi sente la mancanza
    > delle decine di siti commerciali che hanno
    > chiuso nell'ultimo anno? Io non la sento per
    > niente.
    si ma quelli che ci lavoravano dentro magari lo sentono...
    Occhiolino

    > La rete sembra essere vaccinata , sembra un
    > lento immenso fiume che , quando qualcuno
    > tenta di deviarlo, ritorna sempre lentamente
    > e inesorabilmente nel proprio alveo
    > originario.
    nah, non proprio...purtroppo...

    non+autenticato
  • Se si vuole un servizio, e se questo servizio
    è mosso da persone, che investono risorse, tempo,
    etc,

    bisogna PAGARE !!
    poco magari,
    ma bisogna pagare.

    non+autenticato
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