La Cina pronta alla sua sicurezza wireless

Torna in pista WAPI, la cifratura per le comunicazioni wireless che era stata accantonata per le proteste di mezzo mondo. Ora i tempi sono cambiati, il mercato interno è enorme e Pechino torna sui suoi passi

Pechino - La Cina non molla mai quando di tratta di tecnologia e "controllo". Nel 2003 iniziò a filtrare notizie riguardanti la nuova specifica di sicurezza conosciuta in Occidente come Wireless Authentication and Privacy Infrastructure (WAPI), poi nel 2004 a seguito delle poteste dei produttori occidentali e del Governo statunitense, il tutto venne apparentemente accantonato; adesso il Governo di Pechino rilancia l'iniziativa forte del sostegno di 22 imprese locali.

Tre anni fa il sistema di cifratura cinese sembrava essere limitato solo al segmento Wi-Fi, ma l'attuale obiettivo è di estenderne l'utilizzo anche al comparto delle telecomunicazioni. Insomma, Pechino non aspettava altro che il settore tecnologico interno fosse sufficientemente maturo per rilanciare la sua posizione dal sapore non troppo vagamente autarchico.

La cinese Lenovo Group, il terzo produttore mondiale di PC, e la nota Huawei Technologies, azienda leader nelle TLC, infatti, non solo hanno annunciato di far parte dei nuovi progetti ma che possono sostenerli con tutta l'autorità di due pesi massimi dell'alta tecnologia mondiale.
Il Governo cinese continua a sostenere che questo tipo di scelta è dovuta esclusivamente alle esigenze di sicurezza. WAPI, a detta dei tecnici locali, è nettamente superiore agli attuali standard wireless della IEEE, standard utilizzati in tutto il Mondo. Sebbene Paul Nikolich, chairman dell'IEEE 802 Local and Metropolitan Area Network Standards Committee, avesse condiviso nel 2003 questa valutazione, il nuovo standard 802.11i sarebbe sufficiente a risolvere la questione.

Se il progetto di Pechino andrà avanti, e tutto fa intendere che sarà così, le società internazionali che operano in Cina dovranno fare una scelta: rimanere fuori dal più importante mercato del mondo, o creare joint-venture con le aziende locali che hanno aderito al progetto. La statunitense Conexant Broadband Communications, produttrice dei chip per le trasmissioni broadband, ad esempio, ha già intrapreso la strada della collaborazione ed è in attesa dell'autorizzazione del Governo.

WAPI è senza ombra di dubbio un spina nel fianco delle imprese occidentali. Disponendo anche del sostegno di aziende specializzate in elettronica di consumo, come Haier Group e Hisense, e in ambiente mobile Datang Mobile e Datang Microelectronics Technology, il WAPI potrebbe diventare un problema mondiale.

Zhang Xiaoqiang, vice ministro della Commissione per lo sviluppo nazionale, ha dichiarato che le organizzazioni cinesi che supervisionano gli standard locali dovrebbero iniziare a collaborare con quelle internazionali per rendere WAPI globale. Tutto ciò si tradurrebbe in un tentativo di scalata agli standard già approvati da organismi che ormai da molti anni studiano ambienti comuni ed interoperabili proprio per garantire lo sviluppo armonioso e più rapido di molte diverse tipologie di tecnologia.

Dario d'Elia
TAG: cina
8 Commenti alla Notizia La Cina pronta alla sua sicurezza wireless
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  • Finchè si tratta di attaccare il predominio Usa, paese democratico e civile, siete tutti d'accordo. Ora che il predominio lo sta per prendere un paese dal regime autoritario nessuno dice nulla. Avete già paura? Per adesso non riescono ancora a controllarci, forse tra qualche anno anche noi saremo vigilati in tutto dal partito...
    non+autenticato
  • > Finchè si tratta di attaccare il predominio Usa,
    > paese democratico e civile, siete tutti
    > d'accordo. Ora che il predominio lo sta per
    > prendere un paese dal regime autoritario nessuno
    > dice nulla.

    Da un punto di vista hai ragione, bisogna incazzarsi.
    Dall'altro bisogna tener conto che gli USA dicono di essere democratici ma hanno una miriade di contraddizioni, per cui è normale che vengano criticati.
    I cinesi invece sono così e non hanno troppa paura a nasconderlo: anno dopo anno chissà dove si arriverà, se ora sono "arroganti" nel settore tecnologico come saranno tra dieci anni?

    > Avete già paura? Per adesso non
    > riescono ancora a controllarci, forse tra qualche
    > anno anche noi saremo vigilati in tutto dal
    > partito...

    in effetti un po' di caga ce l'ho... :/
    vedremo..

    Omissis

    non+autenticato
  • ora pensano anche di imporre il proprio volere al mondo...ahhah
    non+autenticato
  • aspetta
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ora pensano anche di imporre il proprio volere al
    > mondo...ahhah

    Solo loro? Sicuro sicuro? Prova a rileggere l'inizio della notizia così...

    Le multinazionali non mollano mai quando si tratta di tecnologia e "controllo". Negli anni scorsi iniziarono a spingere per l'approvazione dei brevetti software in Europa, poi nel 2005 a seguito della bocciatura del Parlamento Europeo, il tutto venne apparentemente accantonato; adesso la Commissione rilancia l'iniziativa forte del sostegno di varie imprese.

    KaysiX
    non+autenticato
  • L'importante è che non siano gli USA..poi possiamo pure metterci a 90 davanti ai talebani, ai lanzichenecchi, ai tuareg e ai vari sceicchi arabi musulmani...ma l'importante è che non siano gli USA..perchè noi siamo più intelligenti!
    non+autenticato
  • hai le idee poco chiare, al limite e' il contrario di quello che dici
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > L'importante è che non siano gli USA..poi
    > possiamo pure metterci a 90 davanti ai talebani,
    > ai lanzichenecchi, ai tuareg e ai vari sceicchi
    > arabi musulmani...ma l'importante è che non siano
    > gli USA..perchè noi siamo più intelligenti!

    Questa mi sembra veramente una cazzata...
    Non mi piace l'arroganza americana, tantomeno quella cinese...
    Mi piacerebbe che l'Europa non sia costretta a dare le chiappe a nessuno..
    non+autenticato