Writely diventa parte di Google

BigG conferma sottovoce ma la comunità di Writely è in fermento: c'è chi applaude, chi immagina futuri grandiosi sviluppi, chi parla delle strategie di Google. Ma c'è anche chi teme per la privacy

Roma - Un sistema web dinamico per la condivisione online di documenti è entrato nelle scorse ore nella scuderia di Google: il maggiore dei motori di ricerca ha infatti confermato di essersi assicurato Writely, servizio in rapida ascesa che ha conquistato da tempo l'interesse della blogosfera.

Ad annunciare l'acquisizione sono stati gli stessi curatori del sito sul blog dedicato, in cui spiegano come l'arrivo di Google sia destinato a tradursi in una potente accelerazione del progetto. Per Google le implicazioni sono notevoli, in quanto Writely avvicina ulteriormente bigG al progetto in fieri per dare vita online ad un ambiente di produzione alternativo alle tradizionali applicazioni "da ufficio".

Sebbene non siano noti i termini finanziari dell'acquisizione di Upstartle, la società che ha realizzato Writely, l'acquisizione può avere ripercussioni positive sul titolo Google in una Borsa sempre golosa di novità ma soprattutto sulla comunità di utenti che utilizza il sistema di produzione, condivisione e archiviazione dei documenti online.
Per ora Writely ha annunciato che ci sarà un periodo di transizione verso gli standard Google durante il quale non sarà possibile attivare nuovi utenti. Per la stessa ragione sono ora limitati nel numero i "collaboratori" che ciascun titolare di account può nominare per l'accesso ed eventuale modifica dei propri documenti. Una mailing list dedicata è stata attivata per chi vuole essere avvertito via email della "riattivazione" delle iscrizioni. Tutte notizie confermate dal blog di Google su cui hanno iniziato a postare i membri del neonato Google Writely Team.

Writely ha conquistato fin dal suo primo apparire un discreto numero di utenti, grazie ad una interfaccia che ricorda da vicino quella di word processor molto diffusi e per il supporto che viene dato a tutti i formati più noti.

Unico possibile problema per il nuovo acquisto di Google è sul fronte della privacy. Ne accennano gli stessi curatori sul blog, spiegando che chi avesse avuto dubbi nel conservare propri documenti sui server di una start-up ora potrà fidarsi di un colosso come Google. Ma va detto che proprio Google ormai da tempo è al centro delle preoccupazioni di molti per il numero sempre crescente di dati personali e informazioni che va gestendo, una questione che BigG affronta giorno per giorno con operazioni tese a rassicurare l'utenza.
TAG: 
9 Commenti alla Notizia Writely diventa parte di Google
Ordina
  • Sono da quasi un anno e mezzo utente di Gmail, e devo dire che i problemi di privacy mi appaiono molto teorici, nel senso che si dovrebbe sapere che tutto quanto transita in internet, a meno di un uso accorto di strumenti specifici (tor, mute, freenet) è in chiaro e l'autore è rintracciabile. Quindi se da un lato è vero che i miei dati in teoria sono a rischio, dall'altro è anche vero che su gmail non faccio transitare dati strettamente privati. Per quelli è ancora meglio affidarsi al cartaceo. Basta sapere cosa una tecnologia dà, e cosa non dà, per poi potersi regolare. I problemi di privacy veri sono quelli dei quali non conosciamo l'esistenza.

    Credo che la stessa cosa vaga per Writely. Purtroppo non ne conoscevo l'esistenza, perché altrimenti ne avrei da tempo approfittato. Per lavoro devo scrivere, a casa ho Linux all'università Windows e il continuo cambio di piattaforma non giova alla concentrazione (oltretutto l'OS commerciale non è volto alla produttività). Con writely non avtei avuto bisogno di portarmi dietro i documenti (uso ancora i floppy) l'interfaccia sarebbe stata sempre la stessa. Mi sono messo in lista per la registrazione, cos' se la CIA vorrà farsi qualche sana lettura di linguistrica saprà dove trovare il materiale.

    Sorride

    non+autenticato
  • Tempo fa Joel Spolsky aveva scritto nel suo blog un'articolo riguardo le innumerevoli applicazioni ajax che ogni giorno appaiono in rete, tutte rigorosamente in beta e tutte carenti di funzionalità. Bene, lui sosteneva che la fretta di rendere queste applicazione pubbliche, nonostante i bug evidenti, è dovuta al fatto che gli sviluppatori hanno bisogno di "farsi vedere" da aziende piu' grandi, sperando in un'acquisizione e quindi in soldi a valanga...


    non+autenticato
  • Pare sia scritto in .NET!

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Pare sia scritto in .NET!
    >

    Ah il famoso linguaggio .NET
    non+autenticato
  • Sembra proprio di si.
    Ma sicuramente non han comprato la società per il codice .Net.
    Han comprato l'esperienza, il parco clienti e il nome.
    Il codice lo riscriveranno in 5 giorni.. Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Sembra proprio di si.
    > Ma sicuramente non han comprato la società per il
    > codice .Net.

    Sorry ... troppa fretta a scrivere.

    ==================================
    Modificato dall'autore il 13/03/2006 10.38.09
    Anlan
    1327
  • Non è detto che lo riscrivino, infatti a google non gli interessa la tecnologia che gli sta dietro ma l'applicazione in se che di fatto funziona e può essere integrata con facilità nei loro sistemi, anche se in .net

    > Sembra proprio di si.
    > Ma sicuramente non han comprato la società per il
    > codice .Net.
    > Han comprato l'esperienza, il parco clienti e il
    > nome.
    > Il codice lo riscriveranno in 5 giorni.. Sorride

  • - Scritto da: Anonimo
    > Pare sia scritto in .NET!

    Secondo te una applicazione web di questo tipo nasconde il grosso del suo codice dal lato client (leggi ajax) o dal lato server (leggi .NET)?

    Se risponderai correttamente capirai quanto la questione .NET sia molto poco rilevante.

  • > Secondo te una applicazione web di questo tipo
    > nasconde il grosso del suo codice dal lato client
    > (leggi ajax) o dal lato server (leggi .NET)?

    Meno male che ogni tanto c'e' qualcuno sveglioSorride

    non+autenticato