Analisi/ Gli RFID nella PA italiana

Il braccio informatico del Governo, il CNIPA, vuole valutare e sperimentare gli RFID nei processi della Pubblica Amministrazione, dagli uffici agli ospedali, dai musei alle mense. Ecco perché

Roma - Il CNIPA (Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione) ha avviato un'iniziativa per valutare, nell'ambito delle tecnologie AIDC (Automatic Identification and Data Capture), la fattibilità di progetti RFID orientati al miglioramento della Pubblica Amministrazione (PA).

Per questo scopo ha costituito un gruppo di studio finalizzato a definire i vari aspetti tecnici e normativi che riguardano l'uso di questa tecnologia e a definire le iniziative sperimentali in questo campo.

L'RFID non è attualmente diffuso nella PA, ma i suoi impieghi potenziali possono essere particolarmente significativi, per esempio per la gestione documentale, per la gestione di beni patrimoniali e culturali, e per la tracciabilità alimentare in strutture sanitarie pubbliche.
Il fine del CNIPA, dunque, in un paese nel quale non mancano le società specializzate nel settore RFID che operano anche a livello internazionale, sarà dunque quello di promuovere l'impiego di queste tecnologie nella PA attraverso la valorizzazione del patrimonio di conoscenza nazionale che caratterizza le aziende di settore e di guidare e supportare le PA nella conoscenza e nell'impiego dell'RFID. SU queste premesse, nel primo semestre del 2006 si terrà un convegno di studio nel corso del quale saranno presentati i risultati delle audizioni.

Valutiamo più attentamente le motivazioni che hanno spinto il CNIPA verso l'RFID e l'impatto che queste tecnologie avranno nella PA.

Quotidianamente assistiamo a fatti (o misfatti) che in una società moderna andrebbero ritenuti inaccettabili: i dati forniti dallo stesso CNIPA per l'ambito sanitario parlano di 52.000 errori clinici nel 2005 (il 60% dovuto ad inefficienze, il 27% ad errori di dosaggio o scambio di farmaci, e il restante a diverse cause tra cui l'errata individuazione del paziente); molti casi di mense di caserme, scuole, ospedali dove sono serviti cibi di non sicura provenienza, scaduti o peggio adulterati; tempi biblici per l'elaborazione o la ricerca di una pratica; beni culturali che restano stipati in magazzini dimenticati nei sottoscala dei musei.

Solo la lungimiranza di alcuni amministratori in settori di nicchia, nel passato, ha permesso l'adozione di tecniche e tecnologie innovative per la riduzione degli errori, dei tempi e quindi dei costi, rendendo alcune parti della PA piccole isole felici più efficienti. Attualmente, questo dislivello tra i settori della PA non è più accettabile, sia per garantire un servizio paritario ad ogni cittadino, sia perchè il costo non è più sostenibile da un'economia in continua accelerazione e concorrenza con i mercati asiatici.

L'orientamento primario del CNIPA è quello di ridurre i costi della PA fornendo servizi sempre più innovativi e di qualità. Da un documento dello stesso CNIPA traspare l'idea che l'evoluzione tecnologica di ambienti ERP-CRM integrati con la tecnologia RFID possa portare a grandi innovazioni nella PA in quanto questa tecnologia permette di orientarsi verso:
- la tracciabilità di beni: nel flusso di controllo, per l'autenticazione, per la sicurezza, per l'archiviazione.
- la percezione dei bisogni delle persone: agire sulla base delle loro preferenze, desideri, necessità, salute e benessere.

Il ruolo del CNIPA è anche quello di evitare gli sprechi in direzioni di ricerca che evitino facili entusiasmi derivati da troppo frettolose analisi di mercato o da piani di fattibilità basati su stime illusorie. Per meglio incasellare questa attività analiticamente, il CNIPA spezza le attività strategiche di ricerca in sei fasi ben definite che attraverso un percorso graduale porta alla scelta sull'adozione o meno di una tecnologia. Allo stato, il CNIPA sulla tecnologia RFID si posiziona ancora nella primissima fase.

Coinvolgendo attivamente parti importanti della PA come il Ministero dell'Economia e delle Finanze, il Senato, il Ministero della Difesa, le ASL, la Scuola Superiore della PA ed il Poligrafico, il CNIPA ha ipotizzato le linee di azione necessarie per strutturare dei progetti atti alla riqualificazione della PA mediante la tecnologia RFID, suddividendoli in due categorie: applicazioni consolidate che possono essere implementate sin da subito ed applicazioni sperimentali che necessitano delle fasi di studio-prototipazione-verifica dei risultati.

Tra le applicazioni consolidate troviamo il "controllo accessi", i "sistemi di pagamento", la "gestione delle Biblioteche", l'"identificazione e controllo animali di allevamento". Queste applicazioni sono ormai di uso comune: il controllo accessi mediante tesserini RFID è all'ordine del giorno in molte realtà industriali; i sistemi di pagamento (carte di credito dei circuiti Visa e Mastercard) a breve conterranno il "chippettino" RFID per divenire senza contatto; la gestione delle biblioteche è una realtà come in Biblioteca Lancisiana a Roma (sistema Pergamon); l'identificazione degli animali di allevamento è un'applicazione ormai nota (ad esempio i veterinari applicano dei transponder 14443A agli animali domestici, opzionalmente al classico tatuaggio).

Le idee derivate dall'auditing effettuato dal gruppo di studio per le applicazioni sperimentali invece sono quelle che presumibilmente daranno grandi opportunità alla PA per ridurre i costi e rendere efficace la sua azione, come ad esempio:
- Per l'ambito sanitario: l'adozione di sistemi di tracciabilità per pazienti attraverso l'uso del bracciale elettronico, l'adozione di strumenti e procedure nuove come il carrello intelligente per i farmaci o lo scaffale intelligente, il tracking dei tessuti per trapianti, delle cartelle cliniche, delle sacche o bocce di sangue per trasfusioni, delle apparecchiature di pregio (defibrillatori, monitor parametrici, respiratori, ecc...), dei farmaci.
- Per l'ambito alimentare: l'adozione dei sistemi di tracciabilità alimentare associati ad un sistema di tracking dei pasti per mense di ospedali, scuole, caserme.
- Per l'ambito di archiviazione delle pratiche amministrative: l'adozione di sistemi di tracciabilità delle pratiche e dei faldoni attraverso l'uso di scaffali intelligenti e varchi di associazione tra chi "lavora la pratica" e le "pratiche prelevate" dall'archivio. Riqualificazione degli archivi mediante la riclassificazione degli stessi per unità fisiche con lo standard internazionale ISAD(G).
- Per la gestione del patrimonio culturale: l'adozione di sistemi di identificazione dei reperti archeologici o delle opere d'arte per migliorare lo stoccaggio del materiale non collocato in spazi museali, oltre la conoscenza in tempo reale della collocazione del patrimonio stesso.

E' evidente che se l'uso dell'RFID nei progetti sperimentali dimostrerà la sua efficacia con una riduzione dei costi o con un aumento della qualità delle prestazioni erogate, il processo di innovazione che sta portando la PA verso l'uso della tecnologia RFID subirà un'accelerazione: questo determinerà, di conseguenza, anche un sempre maggiore impatto sul nostro stile di vita quotidiano. Ad esempio, in futuro potrebbe diventare finalmente possibile conoscere lo stato delle nostre pratiche semplicemente visitando un certo sito web.

Corrado Patierno
TAG: italia
27 Commenti alla Notizia Analisi/ Gli RFID nella PA italiana
Ordina
  • di tutti gli impiegati pubblici .......che hanno il vizio di timbrare e poi andare a fare la spesa..... A bocca aperta
    non+autenticato
  • Io infilerei un RFID nella testa di ogni politico per vedere che cosa combina e monitorare quanto tempo lavora in parlamento e quanto invece va a spasso, facendo votare qualcun altro al suo posto...
    non+autenticato
  • HAHAHA ... sono con te .. tanto lo spazio per infilare c'è

    ;)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Io infilerei un RFID nella testa di ogni politico
    > per vedere che cosa combina e monitorare quanto
    > tempo lavora in parlamento e quanto invece va a
    > spasso, facendo votare qualcun altro al suo
    > posto...

    tranquillo che nel frattempo staranno studiando come impiantarne uno nella testa del loro "bestiame" per poterlo meglio catalogare, classificare, controllare.

    Le scuse per farci ingoiare la 'pillola amara' non mancherebbero. E la gente le beve così facilmente...
    non+autenticato

  • Acc come servono!
    Come possiamo fare a meno dei RFID ?
    Perchè non ci hanno pensato prima ?
    Ne voglio 2, anche a rate !!!

    "Quotidianamente assistiamo a fatti (o misfatti) che in una società moderna andrebbero ritenuti inaccettabili: i dati forniti dallo stesso CNIPA per l'ambito sanitario parlano di 52.000 errori clinici nel 2005 (il 60% dovuto ad inefficienze, il 27% ad errori di dosaggio o scambio di farmaci, e il restante a diverse cause tra cui l'errata individuazione del paziente);"

    se fossero inaccettabili basterebbe diminuire gli straordinari agli infermieri di ruolo e prenderne di più senza dare incarichi a cooperative che li pagano poco e li impiegano a rotazione prima che imparino
    poi molti errori clinici vengono fatti nel settore pubblico dagli stessi medici che in regime libero-professionale stranamente non li fanno

    " molti casi di mense di caserme, scuole, ospedali dove sono serviti cibi di non sicura provenienza, scaduti o peggio adulterati;"

    se fossero inaccettabili basterebbe stabilire per legge delle verifiche cieche esterne e non affidarle al committente corruttibile

    " tempi biblici per l'elaborazione o la ricerca di una pratica;"

    se fossero inaccettabili basterebbe indicare i responsabili iter e il tempario ma questo toglierebbe ogni possibilità di arbitrio e quindi di potere ai funzionari di nomina politica

    " beni culturali che restano stipati in magazzini dimenticati nei sottoscala dei musei. "

    così scopriremo che sono stati rubati o si sono danneggiati col rfid e non spuntando l'inventario. utile.

    e adesso spendendo soldi in tecnologie senza prima ripensare il processo organizzativo andrà tutto bene, vero ?



    non+autenticato
  • La tecnologia Rfid non è l'uovo di colombo, ma è l'occasione (dato che la sua applicabilità è necessariamente correlata ad una revisione dei processi) per rivedere i processi di comunicazione-elaborazione delle informazioni-lavorazione che attualmente vengono utilizzati nella PA.
    I progetti pilota del S. Raffaele di Milano, del pronto soccorso dell'ospedale di varese, nelle asl di treviso hanno dato riscontri più che positivi.
    Delle volte basta non lasciarsi prendere dal pregiudizio, ma sfruttare le occasioni di cambiamento per migliorarsi e migliorare.
    La soluzione non è specificamente nell'Rfid, ma i suoi benefici possono efficacemente migliorare la qualità del lavoro delle persone della PA, fornendo servizi di più alta qualità ed evitando grane sia ai cittadini che agli amministratori.
    Faccio un esempio: se sbagliano a somministrarti un farmaco, non per dolo, ma per distrazione o peggio .. per una fortuita ed occasionale sequenza di operazioni che non và a buon fine ... e ci lasci la pelle, come è capitato, qualcuno risponderà per la tua morte .. ma per te non era meglio che venissero utilizzate tecnologie che evitassero in ultima istanza questa tragica fatalità? Non era meglio se all'infermiere qualche apparato avesse detto prima della somministrazione "stai sbagliando" ?

    CP
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La tecnologia Rfid non è l'uovo di colombo, ma è
    > l'occasione (dato che la sua applicabilità è
    > necessariamente correlata ad una revisione dei
    > processi) per rivedere i processi di
    > comunicazione-elaborazione delle
    > informazioni-lavorazione che attualmente vengono
    > utilizzati nella PA.


    appunto, quello che contestavo era che non si rivedono i processi prima


    > I progetti pilota del S. Raffaele di Milano, del
    > pronto soccorso dell'ospedale di varese, nelle
    > asl di treviso hanno dato riscontri più che
    > positivi.

    in altri posti (es: in un ospedale della versilia) no

    > Delle volte basta non lasciarsi prendere dal
    > pregiudizio, ma sfruttare le occasioni di
    > cambiamento per migliorarsi e migliorare.

    pensare di intervenire nella sanità impiegando risorse (che scarseggiano) prima negli aspetti strutturali e gravi e poi in quelli marginali é un pregiudizio secondo te ?

    > La soluzione non è specificamente nell'Rfid, ma i
    > suoi benefici possono efficacemente migliorare la
    > qualità del lavoro delle persone della PA,
    > fornendo servizi di più alta qualità ed evitando
    > grane sia ai cittadini che agli amministratori.

    gli rfid come ogni altra tecnologia possono introdursi facilitando le attività in un processo corretto presente a monte, se si progetta il processo attorno al rfid si importa una soluzione preconfezionata, non la si studia
    sul problema

    > Faccio un esempio: se sbagliano a somministrarti
    > un farmaco, non per dolo, ma per distrazione o
    > peggio .. per una fortuita ed occasionale
    > sequenza di operazioni che non và a buon fine ...
    > e ci lasci la pelle, come è capitato, qualcuno
    > risponderà per la tua morte .. ma per te non era
    > meglio che venissero utilizzate tecnologie che
    > evitassero in ultima istanza questa tragica
    > fatalità? Non era meglio se all'infermiere
    > qualche apparato avesse detto prima della
    > somministrazione "stai sbagliando" ?
    >
    > CP

    secondo te gli errori col rfid verranno annullati ?
    e dei problemi introdotti dai rfid non ne vogliamo parlare per una serena analisi costi/benefici ?

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > La tecnologia Rfid non è l'uovo di colombo, ma è
    > > l'occasione (dato che la sua applicabilità è
    > > necessariamente correlata ad una revisione dei
    > > processi) per rivedere i processi di
    > > comunicazione-elaborazione delle
    > > informazioni-lavorazione che attualmente vengono
    > > utilizzati nella PA.
    >
    >
    > appunto, quello che contestavo era che non si
    > rivedono i processi prima
    >

    ? .. non mi è chiaro. Secondo te devono o non devono essere rivisti i processi prima di iniziare un discorso di innovazione?

    >
    > > I progetti pilota del S. Raffaele di Milano, del
    > > pronto soccorso dell'ospedale di varese, nelle
    > > asl di treviso hanno dato riscontri più che
    > > positivi.
    >
    > in altri posti (es: in un ospedale della
    > versilia) no

    Evidentemente, il progetto non aveva uno studio di fattibilità (analisi costi/benefici) idoneo.

    >
    > > Delle volte basta non lasciarsi prendere dal
    > > pregiudizio, ma sfruttare le occasioni di
    > > cambiamento per migliorarsi e migliorare.
    >
    > pensare di intervenire nella sanità impiegando
    > risorse (che scarseggiano) prima negli aspetti
    > strutturali e gravi e poi in quelli marginali é
    > un pregiudizio secondo te ?

    Non è quello che ho detto, ho detto che questa (ed altre) tecnologia spesso è oggetto di pregiudizio. Da questo, invece di prenderne ed amplificare gli aspetti che possono migliorare significativamente il lavoro e la vita quotidiana, si amplificano aspetti che non derivano dalla tecnologia stessa, ma dalle stupidaggini fatte in fase di studio progettuale sulla sua applicazione (vedi ad esempio Metro in germania che s'è fatta cancellare i tag da un brufoloso ragazzino smanettone) ...

    >
    > > La soluzione non è specificamente nell'Rfid, ma
    > i
    > > suoi benefici possono efficacemente migliorare
    > la
    > > qualità del lavoro delle persone della PA,
    > > fornendo servizi di più alta qualità ed evitando
    > > grane sia ai cittadini che agli amministratori.
    >
    > gli rfid come ogni altra tecnologia possono
    > introdursi facilitando le attività in un processo
    > corretto presente a monte, se si progetta il
    > processo attorno al rfid si importa una soluzione
    > preconfezionata, non la si studia
    > sul problema
    >

    Infatti, se leggi gli atti del CNIPA, noterai che svolge la sua attività di ricerca su 6 punti che "in alcuni anni" orientano la stessa su uno studio serio ed orientato alla creazione di prototipi ex novo (non soluzioni preconfezionate).

    Sono contrario alle soluzioni preconfezionate, sopratutto nell'ambito Rfid, perchè dati i costi deve esservi una integrazione strutturata con la revisione di processo per ottenere i benefici necessari alla copertura dei costi di implementazione stessa.

    C'è anche da dire che una volta strutturato un prototipo funzionante (es x gli archivi) è inutile procedere con altri prototipi .. si struttura una soluzione customizzabile, ma comunque preconfezionata per tutti gli altri, così i costi scendono enormemente.

    > > Faccio un esempio: se sbagliano a somministrarti
    > > un farmaco, non per dolo, ma per distrazione o
    > > peggio .. per una fortuita ed occasionale
    > > sequenza di operazioni che non và a buon fine
    > ...
    > > e ci lasci la pelle, come è capitato, qualcuno
    > > risponderà per la tua morte .. ma per te non era
    > > meglio che venissero utilizzate tecnologie che
    > > evitassero in ultima istanza questa tragica
    > > fatalità? Non era meglio se all'infermiere
    > > qualche apparato avesse detto prima della
    > > somministrazione "stai sbagliando" ?
    > >
    > > CP
    >
    > secondo te gli errori col rfid verranno annullati
    > ?

    Se la tecnologia verrà usata correttamente, moltissimi errori potranno essere risolti. Altri sicuramente resteranno, perchè solo Dio è infallibile!

    > e dei problemi introdotti dai rfid non ne
    > vogliamo parlare per una serena analisi
    > costi/benefici ?

    E' proprio il lavoro che il CNIPA si appresta a fare.

    CP
    non+autenticato


  • > > appunto, quello che contestavo era che non si
    > > rivedono i processi prima
    > >
    >
    > ? .. non mi è chiaro. Secondo te devono o non
    > devono essere rivisti i processi prima di
    > iniziare un discorso di innovazione?

    ovviamente si' !
    per questo avrei visto meglio un discorso: ora che abbiamo rivisto i processi in atto nel ramo x dell'amministrazione, velocizziamoli col rfid

    e non approfittiamo del rfid per riprogettare


    > > > Delle volte basta non lasciarsi prendere dal
    > > > pregiudizio, ma sfruttare le occasioni di
    > > > cambiamento per migliorarsi e migliorare.
    > >
    > > pensare di intervenire nella sanità impiegando
    > > risorse (che scarseggiano) prima negli aspetti
    > > strutturali e gravi e poi in quelli marginali é
    > > un pregiudizio secondo te ?
    >
    > Non è quello che ho detto, ho detto che questa
    > (ed altre) tecnologia spesso è oggetto di
    > pregiudizio. Da questo, invece di prenderne ed
    > amplificare gli aspetti che possono migliorare
    > significativamente il lavoro e la vita
    > quotidiana, si amplificano aspetti che non
    > derivano dalla tecnologia stessa, ma dalle
    > stupidaggini fatte in fase di studio progettuale
    > sulla sua applicazione

    il focus era: perché spendere nei dettagli quando aspetti fondamentali sono trascurati ?

    e invece di amplificare, considerare i pro ma anche i contro no eh ?

    > > gli rfid come ogni altra tecnologia possono
    > > introdursi facilitando le attività in un
    > processo
    > > corretto presente a monte, se si progetta il
    > > processo attorno al rfid si importa una
    > soluzione
    > > preconfezionata, non la si studia
    > > sul problema


    > Infatti, se leggi gli atti del CNIPA, noterai che
    > svolge la sua attività di ricerca su 6 punti che
    > "in alcuni anni" orientano la stessa su uno
    > studio serio ed orientato alla creazione di
    > prototipi ex novo (non soluzioni
    > preconfezionate).

    e se lo dicono loro che lo studio é serio, come non crederci ?

    > > e dei problemi introdotti dai rfid non ne
    > > vogliamo parlare per una serena analisi
    > > costi/benefici ?
    >
    > E' proprio il lavoro che il CNIPA si appresta a fare.

    non vorrei che i benefici fossero più che altro alcuni movimenti dell'economia (che gira con noi)

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > > > appunto, quello che contestavo era che non si
    > > > rivedono i processi prima
    > > >
    > >
    > > ? .. non mi è chiaro. Secondo te devono o non
    > > devono essere rivisti i processi prima di
    > > iniziare un discorso di innovazione?
    >
    > ovviamente si' !
    > per questo avrei visto meglio un discorso: ora
    > che abbiamo rivisto i processi in atto nel ramo x
    > dell'amministrazione, velocizziamoli col rfid
    >
    > e non approfittiamo del rfid per riprogettare
    >

    Si vabbè ... io sono il primo che dice ai clienti "avete misurato l'efficenza dei vostri processi?, avete valutato la loro ottimizzazione anche con altre tecnologie prima dell'rfid?" ... poi ci sono quelli che cercano di vendere senza scrupoli .. lì oltre che combatterli con il buon lavoro non posso fare nulla ...
    Diciamo che il problema è "politico" ... è come se dicessi "fino ad oggi nella PA non avete fatto nulla, adesso iniziamo a lavorare" ... un concetto un po troppo pesante da far digerire alla politica non credi?

    >
    > > > > Delle volte basta non lasciarsi prendere dal
    > > > > pregiudizio, ma sfruttare le occasioni di
    > > > > cambiamento per migliorarsi e migliorare.
    > > >
    > > > pensare di intervenire nella sanità impiegando
    > > > risorse (che scarseggiano) prima negli aspetti
    > > > strutturali e gravi e poi in quelli marginali
    > é
    > > > un pregiudizio secondo te ?
    > >
    > > Non è quello che ho detto, ho detto che questa
    > > (ed altre) tecnologia spesso è oggetto di
    > > pregiudizio. Da questo, invece di prenderne ed
    > > amplificare gli aspetti che possono migliorare
    > > significativamente il lavoro e la vita
    > > quotidiana, si amplificano aspetti che non
    > > derivano dalla tecnologia stessa, ma dalle
    > > stupidaggini fatte in fase di studio progettuale
    > > sulla sua applicazione
    >
    > il focus era: perché spendere nei dettagli quando
    > aspetti fondamentali sono trascurati ?
    >
    > e invece di amplificare, considerare i pro ma
    > anche i contro no eh ?
    >

    Se si effettua un serio studio di fattibilità vengono considerati sia i pro che i contro, però il tutto deve essere "studiato" .. altrimenti si rientra in discorsi empirici che non portano a nessun risultato reale.

    > > > gli rfid come ogni altra tecnologia possono
    > > > introdursi facilitando le attività in un
    > > processo
    > > > corretto presente a monte, se si progetta il
    > > > processo attorno al rfid si importa una
    > > soluzione
    > > > preconfezionata, non la si studia
    > > > sul problema
    >
    >
    > > Infatti, se leggi gli atti del CNIPA, noterai
    > che
    > > svolge la sua attività di ricerca su 6 punti che
    > > "in alcuni anni" orientano la stessa su uno
    > > studio serio ed orientato alla creazione di
    > > prototipi ex novo (non soluzioni
    > > preconfezionate).
    >
    > e se lo dicono loro che lo studio é serio, come
    > non crederci ?
    >

    E quì si rientra sempre nel discorso politico ... o ti fidi dei tuoi amministratori .. o tutto quello che fanno è male.

    > > > e dei problemi introdotti dai rfid non ne
    > > > vogliamo parlare per una serena analisi
    > > > costi/benefici ?
    > >
    > > E' proprio il lavoro che il CNIPA si appresta a
    > fare.
    >
    > non vorrei che i benefici fossero più che altro
    > alcuni movimenti dell'economia (che gira con noi)
    >

    politica .. politica !!

    CP
    non+autenticato
  • > > > ? .. non mi è chiaro. Secondo te devono o non
    > > > devono essere rivisti i processi prima di
    > > > iniziare un discorso di innovazione?

    > > ovviamente si' !
    > > per questo avrei visto meglio un discorso: ora
    > > che abbiamo rivisto i processi in atto nel ramo x
    > > dell'amministrazione, velocizziamoli col rfid
    > > e non approfittiamo del rfid per riprogettare

    > Si vabbè ... io sono il primo che dice ai clienti

    ecco, siamo d'accordo : io parlo come cittadino e dico che vorrei vedere organizzazione a monte poi, forse, rfid, tu come venditore che cerca un modo produttivo e onesto e organizzato di far usare i rfid dato che così si é deciso, ma la domanda di fondo :

    perché spendere nei dettagli quando aspetti fondamentali sono trascurati ?

    che é una domanda da cittadino e non da venditore, resta (un commerciante serio cerca di vendere merce buona a prezzo giusto con cortesia e assistenza in maniera che soddisfi il più possibile i bisogni del cliente, ma non dirà mai: prima di questa roba hai esigenze più urgenti)

    > > > Infatti, se leggi gli atti del CNIPA, noterai che
    > > > svolge la sua attività di ricerca su 6 punti che
    > > > "in alcuni anni" orientano la stessa su uno
    > > > studio serio ed orientato alla creazione di
    > > > prototipi ex novo (non soluzioni
    > > > preconfezionate).

    > > e se lo dicono loro che lo studio é serio, come
    > > non crederci ?

    > E quì si rientra sempre nel discorso politico ...
    > o ti fidi dei tuoi amministratori .. o tutto
    > quello che fanno è male.

    no, si rientra nel discorso che l'amministrazione deve essere trasparente e convincente e le sue decisioni possono essere oggetto di discussione e dissenso senza che tali discussioni/disaccordi possano essere criminalizzati o screditati

    qualunquismo sarebbe dire che tutto quello che fanno le istituzioni é male senza specificare e motivare ( ma anche dire "lo studio é serio" senza dire perchè e come si svolge lo sarebbe altrettanto)

    mi sembra di essere stato specifico e di aver argomentato le critiche quando ho detto che avrei creduto di più a un impiego della tecnologia solo dopo riorganizzazione dei processi ed ho diritto a questa opinione...

    e con questo non voglio dire che si vogliano solo incassare contributi più o meno leciti per l'impiego di nuove tecnologie, magari é per dare impulso all' economia o fare un'operazione di facciata o trovare una scusa per NON riorganizzare i processi e quindi non toccare certi privilegi, o é stato fatto tutto in buona fede ma con un metodo che alla luce dell'attività di altri comitati (oltre a cnipa vedi consip ecc) non mi sembra che sia al di sopra di critiche anche pesanti sia come metodi che come risultati

    quindi sarò felice che gente preparata e coscienziosa come te si occupi di questa innovazione che certo avrà anche i suoi effetti positivi, ma resto dell'opinione che le priorità e i modi sarebbero stati gli altri sopra esposti e mi sembra che questa opinione sia fondata quanto l'entusiamo nell'uso del rfid ed abbia pari dignità e non debba esser bollata come come conservatorismo, tutto qui
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > > > ? .. non mi è chiaro. Secondo te devono o
    > non
    > > > > devono essere rivisti i processi prima di
    > > > > iniziare un discorso di innovazione?
    >
    > > > ovviamente si' !
    > > > per questo avrei visto meglio un discorso: ora
    > > > che abbiamo rivisto i processi in atto nel
    > ramo x
    > > > dell'amministrazione, velocizziamoli col rfid
    > > > e non approfittiamo del rfid per riprogettare
    >
    > > Si vabbè ... io sono il primo che dice ai
    > clienti
    >
    > ecco, siamo d'accordo : io parlo come cittadino e
    > dico che vorrei vedere organizzazione a monte
    > poi, forse, rfid, tu come venditore che cerca un
    > modo produttivo e onesto e organizzato di far
    > usare i rfid dato che così si é deciso, ma la
    > domanda di fondo :
    >
    > perché spendere nei dettagli quando aspetti
    > fondamentali sono trascurati ?
    >

    è la domanda di fondo che pongo ai clienti. Non sono interessato a vendere una tecnologia (io vendo idee).


    > che é una domanda da cittadino e non da
    > venditore, resta (un commerciante serio cerca di
    > vendere merce buona a prezzo giusto con cortesia
    > e assistenza in maniera che soddisfi il più
    > possibile i bisogni del cliente, ma non dirà mai:
    > prima di questa roba hai esigenze più urgenti)

    Appunto. Come ti ho spiegato sopra, un buon cittadino (prima che venditore), cerca di creare ciò che "serve" ... io infatti, vendo idee, processi. poi se son fatti con l'rfid o meno, non mi interessa più di tanto. Da un punto di vista prettamente tecnico, sono però convinto che questa tecnologia possa efficacemente risolvere una marea di problemi accumulatisi in anni di non ammodernamenti.

    >
    > > > > Infatti, se leggi gli atti del CNIPA,
    > noterai che
    > > > > svolge la sua attività di ricerca su 6
    > punti che
    > > > > "in alcuni anni" orientano la stessa su uno
    > > > > studio serio ed orientato alla creazione di
    > > > > prototipi ex novo (non soluzioni
    > > > > preconfezionate).
    >
    > > > e se lo dicono loro che lo studio é serio,
    > come
    > > > non crederci ?
    >
    > > E quì si rientra sempre nel discorso politico
    > ...
    > > o ti fidi dei tuoi amministratori .. o tutto
    > > quello che fanno è male.
    >
    > no, si rientra nel discorso che l'amministrazione
    > deve essere trasparente e convincente e le sue
    > decisioni possono essere oggetto di discussione e
    > dissenso senza che tali discussioni/disaccordi
    > possano essere criminalizzati o screditati
    >

    Attenzione. Ti ricordo che la democrazia in italia pone le sue fondamenta sulla delega che tu lasci al politico. E' colpa tua se le cose non funzionano, significa che i voti che hai concesso li hai dati alle persone sbagliate (o comunque che la maggioranza degli italiani si è fatta fregare).

    Inoltre non è possibile instaurare discussioni con 50.000.000 di italiani, si devono perforza sentire dei delegati (e già in parlamento di delegati che non fanno altro che litigare).

    più persone delegano ad una sola persona, tanto più quest'ultima avrà potere (sopratutto avere il potere di fare i fatti propri).

    > qualunquismo sarebbe dire che tutto quello che
    > fanno le istituzioni é male senza specificare e
    > motivare ( ma anche dire "lo studio é serio"
    > senza dire perchè e come si svolge lo sarebbe
    > altrettanto)
    >

    Assolutamente, ma vedi, ogni meccanismo che crei ha delle falle... Fai la consultazione pubblica? Qualcuno sobbilla le folle. Fai un Workshop con degli specialisti? Hai tolto il potere di dire che le cose non le stai facendo bene ... Allora alla fine secondo me le chiacchiere stanno a zero. Bisogna cercare di lavorare bene, e lavorare sodo. E cercare di togliere il potere ai soliti "noti" che cercano di attirare l'acqua al proprio mulino truffando il cittadino con soluzioni inutili.

    > mi sembra di essere stato specifico e di aver
    > argomentato le critiche quando ho detto che
    > avrei creduto di più a un impiego della
    > tecnologia solo dopo riorganizzazione dei
    > processi ed ho diritto a questa opinione...
    >

    Mi trovi in accordo, ma solo in parte. Per l'ammodernamento è necessario riorganizzare "secondo una direzione" ... se decidi di passare all'Rfid negli archivi ad esempio, e poi non usi lo standard ISAD(G) dovrai riorganizzare l'idince dell'archivio con costi enormi.

    > e con questo non voglio dire che si vogliano solo
    > incassare contributi più o meno leciti per
    > l'impiego di nuove tecnologie, magari é per dare
    > impulso all' economia o fare un'operazione di
    > facciata o trovare una scusa per NON
    > riorganizzare i processi e quindi non toccare
    > certi privilegi, o é stato fatto tutto in buona
    > fede ma con un metodo che alla luce dell'attività
    > di altri comitati (oltre a cnipa vedi consip ecc)
    > non mi sembra che sia al di sopra di critiche
    > anche pesanti sia come metodi che come risultati
    >

    Dal mio punto di vista, si hanno critiche per 2 motivi:
    1 - perchè non hai fatto un buon lavoro
    2 - perchè hai leso gli interessi di qualcun'altro

    Ai primi si risponde personalmente (vedi Metro .. che figura!)

    Contro i secondi .. non c'è niente da fare !

    > quindi sarò felice che gente preparata e
    > coscienziosa come te si occupi di questa
    > innovazione che certo avrà anche i suoi effetti
    > positivi, ma resto dell'opinione che le priorità
    > e i modi sarebbero stati gli altri sopra esposti
    > e mi sembra che questa opinione sia fondata
    > quanto l'entusiamo nell'uso del rfid ed abbia
    > pari dignità e non debba esser bollata come come
    > conservatorismo, tutto qui

    Il discorso non è di conservatorismo o meno .. è un discorso di approccio progettuale .. e di un'attenta analisi costi / benefici.

    CP
    non+autenticato
  • > perché spendere nei dettagli quando aspetti
    > > fondamentali sono trascurati ?

    > è la domanda di fondo che pongo ai clienti. Non
    > sono interessato a vendere una tecnologia (io
    > vendo idee).

    anche tra le idee ci sono quelle che riguardano i dettagli e quelle che riguardano aspetti fondamentali

    > l'amministrazione
    > > deve essere trasparente e convincente e le sue
    > > decisioni possono essere oggetto di discussione e
    > > dissenso senza che tali discussioni/disaccordi
    > > possano essere criminalizzati o screditati
    > >
    >
    > Attenzione. Ti ricordo che la democrazia in
    > italia pone le sue fondamenta sulla delega che tu
    > lasci al politico. E' colpa tua se le cose non
    > funzionano, significa che i voti che hai concesso
    > li hai dati alle persone sbagliate (o comunque
    > che la maggioranza degli italiani si è fatta
    > fregare).
    >
    > Inoltre non è possibile instaurare discussioni
    > con 50.000.000 di italiani, si devono perforza
    > sentire dei delegati (e già in parlamento di
    > delegati che non fanno altro che litigare).
    >
    > più persone delegano ad una sola persona, tanto
    > più quest'ultima avrà potere (sopratutto avere il
    > potere di fare i fatti propri).


    la libertà di espressione consente un feedback che istituzioni democratiche basate sul consenso debbono non seguire, perchè troppe e contrapposte sarebbero le direzioni come dicevi, ma prendere in considerazione si' !


    > > qualunquismo sarebbe dire che tutto quello che
    > > fanno le istituzioni é male senza specificare e
    > > motivare ( ma anche dire "lo studio é serio"
    > > senza dire perchè e come si svolge lo sarebbe
    > > altrettanto)
    > >
    >
    > Assolutamente, ma vedi, ogni meccanismo che crei
    > ha delle falle... Fai la consultazione pubblica?
    > Qualcuno sobbilla le folle. Fai un Workshop con
    > degli specialisti? Hai tolto il potere di dire
    > che le cose non le stai facendo bene ... Allora
    > alla fine secondo me le chiacchiere stanno a
    > zero. Bisogna cercare di lavorare bene, e
    > lavorare sodo.

    certo, mi sembra solo che sul tipo di lavoro la discussione debba essere aperta e io esprimevo la mia opinione su questo punto

    > > mi sembra di essere stato specifico e di aver
    > > argomentato le critiche quando ho detto che
    > > avrei creduto di più a un impiego della
    > > tecnologia solo dopo riorganizzazione dei
    > > processi ed ho diritto a questa opinione...
    > >
    >
    > Mi trovi in accordo, ma solo in parte. Per
    > l'ammodernamento è necessario riorganizzare
    > "secondo una direzione" ... se decidi di passare
    > all'Rfid negli archivi ad esempio, e poi non usi
    > lo standard ISAD(G) dovrai riorganizzare l'idince
    > dell'archivio con costi enormi.

    appunto cercavo di esprimere una opinione sulla direzione

    > >con un metodo che alla luce dell'attività
    > > di altri comitati (oltre a cnipa vedi consip
    > > ecc) non mi sembra che sia al di sopra di critiche
    > > anche pesanti sia come metodi che come
    > risultati

    > Dal mio punto di vista, si hanno critiche per 2
    > motivi:
    > 1 - perchè non hai fatto un buon lavoro
    > 2 - perchè hai leso gli interessi di qualcun'altro
    >
    > Ai primi si risponde personalmente (vedi Metro ..
    > che figura!)

    appunto, ma dati certi risultati (mi sembri informato, non voglio scendere in dettagli) , i dubbi sono leciti: non puoi dire di un architetto le cui case finora sono se non fatiscenti quantomeno invivibili "chiamalo di nuovo, se hai delle critiche le devi fare progetto per progetto e non sul soggetto" se no essendo ogni progetto diverso con differenti punti critici ci sarebbe una pregiudiziale di efficienza perpetua sul soggetto con gli esiti immaginabili

    > Contro i secondi .. non c'è niente da fare !
    >
    > > quindi sarò felice che gente preparata e
    > > coscienziosa come te si occupi di questa
    > > innovazione che certo avrà anche i suoi effetti
    > > positivi, ma resto dell'opinione che le priorità
    > > e i modi sarebbero stati gli altri sopra esposti
    > > e mi sembra che questa opinione sia fondata
    > > quanto l'entusiamo nell'uso del rfid ed abbia
    > > pari dignità e non debba esser bollata come come
    > > conservatorismo, tutto qui
    >
    > Il discorso non è di conservatorismo o meno .. è
    > un discorso di approccio progettuale .. e di
    > un'attenta analisi costi / benefici.

    appunto, l' approccio progettuale più idoneo imho é

    1) progettare in base alle esigenze e poi impiegare le tecnologie più produttive e non trovare il modo più produttivo di usare le tecnologie à la page

    2) prima risolvere i problemi più grossi, poi pensare ai dettagli e non impiegare i dettagli nella maniera più produttiva per risolvere i problemi più grossi

    questo a livello professionale e pensando alla pubblica utilità, poi quando arriveranno anche da me mi ci divertirò come un pazzo, in privato sono un po' feticista tecnologico anche se non ossessionato in maniera patologica Occhiolino

    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > secondo te gli errori col rfid verranno
    > annullati ?
    >
    > Se la tecnologia verrà usata correttamente,

    Se.

    > moltissimi errori potranno essere risolti. Altri
    > sicuramente resteranno

    Quali saranno risolti e quali resteranno?

    > perchè solo Dio è infallibile!

    Dunque né il CNIPA nè gli enti che usino RFID sono infallibili. Ciò può essere un problema soprattutto per le applicazioni delicate (esempio: la gestione di dati sensibili). Se i dati vengono letti da soggetti non autorizzati, la frittata è fatta! Ma alle onde radio non glie ne importa nulla di chi è autorizzato e chi no; loro funzionano a prescindere, hanno sempre funzionato e sempre funzioneranno.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > secondo te gli errori col rfid verranno
    > > annullati ?
    > >
    > > Se la tecnologia verrà usata correttamente,
    >
    > Se.
    >

    Ma.

    > > moltissimi errori potranno essere risolti. Altri
    > > sicuramente resteranno
    >
    > Quali saranno risolti e quali resteranno?

    Dovranno essere definiti in fase di analisi e prototipo. Come in qualunque progetto industriale.

    >
    > > perchè solo Dio è infallibile!
    >
    > Dunque né il CNIPA nè gli enti che usino RFID
    > sono infallibili. Ciò può essere un problema
    > soprattutto per le applicazioni delicate
    > (esempio: la gestione di dati sensibili). Se i
    > dati vengono letti da soggetti non autorizzati,
    > la frittata è fatta! Ma alle onde radio non glie
    > ne importa nulla di chi è autorizzato e chi no;
    > loro funzionano a prescindere, hanno sempre
    > funzionato e sempre funzioneranno.

    Mi sembrano cose troppo ovvie
    non+autenticato
  • "Ad esempio, in futuro potrebbe diventare finalmente possibile conoscere lo stato delle altrui pratiche semplicemente visitando un certo sito web."

    Metteranno mai una legge che si possa ottenere di avere i propri affari in un buon vecchio cassetto in un buon vecchio archivio chiuso con una buona vecchia chiave?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Metteranno mai una legge che si possa ottenere di
    > avere i propri affari in un buon vecchio cassetto
    > in un buon vecchio archivio chiuso con una buona
    > vecchia chiave?
    E' una domanda retorica?
    non+autenticato
  • Come tutte le tecnologie,non esiste quella buona o cattiva.
    Se i RFID venissero usati per i motivi riportati nell'articolo,sarebbe una buona cosa.
    Purtroppo sappiamo che non sara' cosi' e ce li ritroveremo dappertutto e saremo tracciati e spiati piu' di quello che non siamo gia'...
    In lacrime
    J.J.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Come tutte le tecnologie,non esiste quella buona
    > o cattiva.
    > Se i RFID venissero usati per i motivi riportati
    > nell'articolo,sarebbe una buona cosa.
    > Purtroppo sappiamo che non sara' cosi' e ce li
    > ritroveremo dappertutto e saremo tracciati e
    > spiati piu' di quello che non siamo gia'...
    > In lacrime
    > J.J.

    Aggiungi poi che sara' introdotto un nuovo modulo per ottenere il tuo RFID obbligatorio, con tasse e diritti di sportello e poi ovviamente il costo del chip ivato.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Come tutte le tecnologie,non esiste quella buona
    > o cattiva.
    > Se i RFID venissero usati per i motivi riportati
    > nell'articolo,sarebbe una buona cosa.
    > Purtroppo sappiamo che non sara' cosi' e ce li
    > ritroveremo dappertutto e saremo tracciati e
    > spiati piu' di quello che non siamo gia'...

    Ovviamente con il grande fratello dappertutto... Ma va va, studiati come funzinano gli RFID e poi torna qui a parlare!
    (Minchia, ci fosse stata gentaglia come te nel passato saremmo tutti a zappare la terra con le pietre).
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Ovviamente con il grande fratello dappertutto...
    > Ma va va, studiati come funzinano gli RFID e poi
    > torna qui a parlare!
    > (Minchia, ci fosse stata gentaglia come te nel
    > passato saremmo tutti a zappare la terra con le
    > pietre).

    (Proprio perchè gentaglia come te abbondava in passato si è dovuti passare attraverso eventi traumatici come la rivoluzione americana o la sua fotocopia francese per avere un po' di libertà. Minchia).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > studiati come funzinano gli RFID

    Perché non ci illumini? Sono curioso...
    non+autenticato
  • Beh, un RFID passivo funziona solo quando passi abbastanza vicino ad un'antenna, diciamo a meno di un metro. Per sapere dove ti trovi è molto più semplice localizzare il tuo telefono....
  • - Scritto da: leobo
    > RFID passivo funziona solo quando passi
    > abbastanza vicino ad un'antenna

    Le antenne si possono mettere anche sugli RFID
    e se gli RFID saranno dappertutto...

    *     *
    \   /
    \ /
       *
    / \
    /    \
    *    *

    THE INTERNET OF THINGSDeluso

    No more privacy, no more anonymity. Game Over.
    Restart Game On Another Planet.

    > Per sapere dove ti trovi è molto più
    > semplice localizzare il tuo telefono....

    Quello chi non vuol essere tracciato può evitare di
    portarselo appresso...
    non+autenticato
  • Beh, anche gli RFID li puoi lasciare a casa o semplicemente incartare nella carta stagnola...
  • - Scritto da: leobo
    > anche gli RFID li puoi lasciare a casa

    i vestiti con rfid non puoi lasciarli a casa...

    più che altro basta 'zapparli' e ciao
    http://www.schneier.com/blog/archives/2006/01/rfid...
    http://www.gizmodo.com/gadgets/gadgets/household/r...

    fine del problema, il mercato crea i problemi ma anche le soluzioni

    > o semplicemente incartare nella carta stagnola...

    si adesso ci mettiamo a incartare tutto... meglio 'zappare' (sovraccaricare) gli rfid, vedi sopra

    al max incartiamo nella stagnola la carta d'identità elettronica (e gli Euro cartacei già che ci siamo)
    http://www.eetimes.com/story/OEG20011219S0016

    gli rfid possono migliorare la logistica oppure essere usati come un network di informatori segreto, silenzioso e invisibile da chi vuole... conoscerci meglio

    magari boicottiamo chi non disattiva gli rfid se non addirittura tutte le aziende che usano rfid

    ogni riferimento a gillette tesco e benetton è puramente casuale
    non+autenticato

  • > gli rfid possono migliorare la logistica oppure
    > essere usati come un network di informatori
    > segreto, silenzioso e invisibile da chi vuole...
    > conoscerci meglio
    Esatto.. ritorniamo al problema iniziale:
    dipende dall'uso che se ne fa....
    >
    > magari boicottiamo chi non disattiva gli rfid se
    > non addirittura tutte le aziende che usano rfid
    dovrei boicottare me stesso...
    Anche se per ora gli rfid li applico solo a cose che non si interessano di essere spiate (scrivanie)
    >
    > ogni riferimento a gillette tesco e benetton è
    > puramente casuale
    Ah menomale.....