Tesco: su eBay si vende la beneficenza

L'azienda intima al gigante delle aste di interrompere il commercio dei voucher per l'acquisto di prodotti informatici assegnati ai clienti dei suoi supermercati. Ma eBay rifiuta: la legge lo permette. Una storiella emblematica

Londra - Tesco, la più grande catena di supermercati anglosassone, ha subito un tiro mancino da parte degli utenti eBay in un caso che sta assumendo toni da tregenda e che potrebbe far tremare non una ma numerose imprese che operano sui mercati tradizionali e che si trovano ora a dover fronteggiare le peculiarità di Internet.

Il progetto Tesco Computers for Schools, nato per rifornire le scuole di nuove attrezzature informatiche e didattiche, sta per essere scosso dall'intraprendenza di alcuni internauti che ricorrono al celebre sito d'aste.

Per ogni 10 sterline di spesa nei negozi Tesco si riceve un voucher speciale, che può essere donato alle scuole o "speso" per l'acquisto di beni da dare in beneficenza alle istituzioni scolastiche. In base al numero di voucher, infatti, si possono donare prodotti più o meno costosi. Il problema, però, è che la maggior parte dei clienti che non hanno figli o comunque nessun tipo di rapporto con una scuola non sanno che farsene dei voucher: per questo motivo alcuni hanno deciso di metterli all'asta su eBay. Si sta così dando vita ad una sorta di mercato parallelo estraneo al meccanismo del progetto e non previsto dall'azienda della distribuzione.
Tesco ha chiesto ufficialmente al sito di aste di annullare ogni compravendita di voucher, sottolineando che il suo regolamento "non permette il trasferimento di questi fra scuole, organizzazioni o individui sotto compenso". "La vendita dei voucher è ammessa dalla legge anglosassone", ha controbattuto in un comunicato eBay UK.

Gli stessi utenti di eBay si sono detti stupiti della presa di posizione di Tesco. "Ho venduto centinaia di voucher per poche sterline. Li avevo ricevuti per gli acquisti effettuati da Tesco, ma non ho figli quindi ho pensato di metterli su eBay. Non capisco lo scandalo. Qualcuno può essere interessato, e magari usarli per beneficenza", ha dichiarato un utente del sito di aste.

"In passato abbiamo visto altre aste online con i voucher, ma non erano a scopo di lucro. In questo caso si tratta di una vera e propria commercializzazione che non possiamo tollerare", ha dichiarato un portavoce del Gruppo. "I nostri clienti hanno individuato dei metodi innovativi per raccogliere i voucher, ma vorremmo sottolineare che il nostro sistema si basa sulla gratuità e quindi non dovrebbe esserci passaggio di denaro".

Il fenomeno ha stupito la dirigenza Tesco, anche perché i prezzi per l'acquisto dei pacchetti di voucher sono al limite del raggiro. In media su eBay un centinaio di ticket vengono piazzati a circa 6,5 sterline, comprese le spese di spedizione; se si considera che una tavoletta grafica per PC "vale" 1150 voucher, il costo da assumere per portarsi a casa la tavoletta si aggira sulle 74 sterline, ben 39 sterline in più rispetto al prezzo di listino di quel prodotto. Se poi si passa a PC dal "valore" di 10mila voucher, la vendita degli stessi su eBay appare praticamente un furto.

Tesco continuerà a tentare di convincere eBay a fare un passo indietro, e a consigliare ai suoi clienti di cedere spontaneamente i voucher alle scuole di quartiere. Quel che è certo è che la prossima volta l'azienda ci penserà due volte prima di lanciare un'iniziativa di questo tipo. E, come Tesco, anche molti altri importanti gruppi della distribuzione.

Dario d'Elia
TAG: mercato
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