Australia, divieto di satira su Internet

L'ex colonia inglese inciampa su uno scherzo: il governo oscura un sito satirico che attribuisce scuse ufficiali per la guerra in Iraq al primo ministro John Howard. Lesa Maestà, in pratica

Melbourne - Richard Neville, opinionista e sedicente "futurologo" australiano, ancora stenta a crederci: il governo dell'ex colonia britannica ha oscurato il suo sito satirico dedicato al premier John Howard. Il motivo, si legge sulla stampa locale, è che "la pagina satirica utilizzava una grafica troppo simile a quella istituzionale".

Il futurologo aveva infatti utilizzato il dominio johnhowardpm.org per pubblicare un falso comunicato stampa dove il primo ministro si "scusava pubblicamente per aver inviato truppe australiane sul teatro di guerra iracheno", sostiene lo stesso Neville, attivissimo nella satira politica sin dall'inizio degli anni sessanta del secolo scorso.

Senza alcun preavviso, le autorità australiane hanno tagliato fuori dalla Rete il dominio registrato da Neville.
"Quale crimine ho commesso? Diffamazione? Violazione di copyright?", si domanda Neville sul suo sito personale. "Questo è l'effetto delle leggi anti-terrorismo che uccidono la libertà di parola", sostiene, "ed ora il primo ministro è addirittura costretto ad ammettere che mi ha condannato perché non vuole che nessuno lo esponga, dicendo che supporta la guerra, tollera le torture in Iraq, le uccisioni, le stragi".

Secondo Neville, tutto il caso è archiviabile come un riuscitissimo tentativo di culture jamming, una tecnica comunicativa detta "di guerriglia" utilizzata da molti movimenti anti-globalizzazione. I responsabili dell'ufficio di John Howard hanno reso noto che "il provvedimento è stato dettato dall'estrema somiglianza del sito di Richard Neville e quello del governo" - una somiglianza "pericolosa", capace di generare caos informativo.
TAG: australia
16 Commenti alla Notizia Australia, divieto di satira su Internet
Ordina