Il circuito c'è ma non si vede

Un team di scienziati ha sviluppato quello che proclama essere il primo circuito elettronico integrato perfettamente trasparente. Le prime applicazioni commerciali si attendono entro pochi anni

Corvallis (USA) - Alla Oregon State University (OSU) l'era dei chip trasparenti sembra ormai ad un tiro di fionda. E' infatti in questo istituto che la scorsa settimana un team di scienziati ha annunciato lo sviluppo del "primo circuito integrato completamente trasparente", un altro importante traguardo verso la realizzazione di dispositivi elettronici che... non si vedono.

Il circuito "invisibile" costruito dai ricercatori della OSU è un oscillatore ad anello a 5 stadi - comunemente utilizzato nel mondo dell'elettronica per testare le nuove tecnologie - interamente basato su materiali inorganici.

"Si tratta di un notevole balzo in avanti nello spingere l'elettronica trasparente al di fuori dei laboratori di ricerca e avvicinarla al mercato", ha affermato John Wager, professore di ingegneria elettronica presso l'OSU. "Il nostro esperimento non solo ha dimostrato che un transistor trasparente può essere utilizzato per creare un circuito integrato, dicendoci qualcosa in più sulla velocità che potremo ottenere, ma ha anche mostrato come si possano costruire circuiti trasparenti con le convenzionali tecniche di stampa fotolitografiche".
John WagerLa costruzione di un circuito trasparente sarebbe ben poca cosa se per costruirlo servissero tecnologie troppo costose. Ciò che renderebbe il lavoro dell'OSU così importante, secondo Wager, è l'aver aperto la strada alla possibilità di fabbricare transistor e circuiti trasparenti utilizzando le stesse tecniche di stampa già usate per i tradizionali chip in silicio.

"E' davvero incredibile quanti progressi si siano fatti in questo campo della ricerca", ha aggiunto Wager. "Non vedo grossi ostacoli alla possibilità che l'elettronica trasparente raggiunga il mercato di massa entro i prossimi cinque anni".

I circuiti trasparenti permetteranno, tra le altre cose, di celare i chip di un computer all'interno di un display perfettamente trasparente: è ciò che i ricercatori chiamano vetro intelligente, e che in futuro potrebbe trasformare i parabrezza delle automobili in sofisticati display simili agli HUD (Heads-Up Display) degli aerei da guerra. Tra gli altri prodotti che potrebbero beneficiare subito dell'elettronica trasparente vi sono poi telefoni cellulari, televisori, monitor, giochi e pannelli fotovoltaici.

Wager ha spiegato che questa tecnologia verrà applicata anche là dove la trasparenza non è richiesta, e questo perché i materiali utilizzati dall'OSU per costruire i transistor trasparenti avrebbero già dimostrato la propria superiorità sia nei confronti del silicio, sia di molti composti organici e polimerici. Questi ultimi vengono già da tempo utilizzati per costruire transistor che, oltre ad essere trasparenti, sono anche flessibili.

La ricerca, portata avanti dall'OSU con la collaborazione di altre due università pubbliche dell'Oregon, è finanziata dalla National Science Foundation, dall'Army Research Office e da HP: quest'ultima si è già assicurata una licenza che, non appena la tecnologia verrà affinata, le permetterà di costruire prodotti basati sui nuovi circuiti trasparenti.
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