
Se è possibile aprire il PC, un controllo visivo può risolvere ogni dubbio. Se sulla scheda madre è presente un chip marcato TPM, si tratta sicuramente di un sistema TC-compliant. Se è presente un chip marcato con il nome di una delle aziende che producono i Fritz Chip (Atmel, Infineon, Sinosun, etc.) allora è possibile, ma non sicuro, che il sistema sia TC-compliant.
Si tenga presente che, in questo momento, né Intel né AMD producono CPU dotate di funzionalità TC integrate per cui il sistema deve essere dotato di un Fritz Chip separato, saldato sulla motherboard, per poter vantare funzionalità di questo tipo.
Questa situazione è destinata a cambiare in fretta: sia Intel che AMD hanno dichiarato la loro intenzione di incorporare le funzionalità TC all'interno delle loro CPU, con il risultato di renderle "invisibili".
VIA Technologies e ARM producono già delle CPU dotate di funzionalità TC integrate e destinate al mercato embedded (sistemi di controllo industriali, CPU per le automobili, etc.) e "mobile" (telefoni cellulari, PDA, palmtop, navigatori GPS, etc.).
Una speranza: un programma di test appositoIn conclusione, stabilire se un sistema è "contaminato" da tecnologie Trusted Computing può essere abbastanza difficile. Tutto dipende da quanto il produttore vuol lasciar trapelare questa informazione e da quanto si può "trafficare" con il PC prima di acquistarlo. Per fortuna, è già possibile intravvedere una soluzione a questo problema.
Sono già disponibili da tempo i driver Linux per diversi Fritz Chip per cui è legittimo aspettarsi che qualcuno, prima o poi, si decida a sviluppare una piccola distro "live", come la
Knoppix, dotata degli strumenti necessari per verificare la presenza del Fritz Chip ed il livello di "trustness" del sistema. Uno strumento del genere renderà tutto molto più semplice.
Una nota: non tutto il DRM è Trusted ComputingSi sente dire spesso che i Pentium D ed i Core Duo sono "Trusted Computing". Non è vero: questi chip implementano una funzionalità completamente diversa dal TC che si chiama Execute Disable Bit.
Questa funzionalità permette di "marcare" come "zona dati" un'area di memoria in modo che la CPU non esegua mai il codice eventualmente presente in essa. Si tratta di una funzionalità destinata a contrastare gli "exploit" (attacchi) basati sul "buffer overflow". Non ha niente a che fare con il TC.
Nel fare l'analisi del vostro prossimo PC, fate attenzione a non confondere le funzionalità del Trusted Computing con quelle legate alla sicurezza o con quelle tipiche dei sistemi DRM (anticopia). Non sono la stessa cosa ed hanno conseguenze molto diverse per la vita dell'utente.
Alessandro Bottoni
http://laspinanelfianco.wordpress.comLe precedenti release di Untrusted sono qui