E-Privacy, partita la Call for Papers

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Firenze - Nella seconda metà di maggio a Firenze si terrà la nuova edizione dell'incontro-convegno annuale e-privacy, e-privacy 2006. I temi guida di questa edizione - spiegano gli organizzatori - sono le problematiche legate al Trusted Computing ed alla Data Retention, sia dal punto di vista tecnologico che legale, e le tecnologie ed i software per salvaguardare la privacy delle comunicazioni in ogni sua forma.
"Sarannno comunque, come di consueto - spiega una nota - valutate proposte anche su temi diversi da quelli guida".

Il comitato organizzatore ha deciso di aprire una Call For Papers formale, con inizio il 24 marzo e che si chiuderà il 14 aprile; le accettazioni saranno comunicate agli autori entro il 16 aprile.
La consegna delle relazioni e/o slide degli interventi accettati dovrà essere effettuata entro il 12 maggio.

Le persone ed associazioni interessate a proporre una relazione possono inviare un abstract all'indirizzo
cfp-eprivacy@winstonsmith.info.
Ulteriori informazioni saranno pubblicate sul sito del Convegno non appena disponibili.

"La proposta - spiega la nota - deve includere:
Nome del relatore
Eventuale associazione rappresentata
Indirizzo di posta di riferimento
Recapito telefonico
Titolo
Durata prevista dell'intervento (possibilmente non oltre i 45 minuti)
Outline dell'intervento (circa 200-300 battute)
(facoltativo) Eventuale abstract con riferimenti (meno di 1500 battute)
Eventuale necessità di sussidi particolari oltre la videoproiezione"
TAG: privacy
3 Commenti alla Notizia E-Privacy, partita la Call for Papers
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  • Se proprio ti interessa no!
    Almeno nella lingua italiana tutte le parole straniere devono essere utilizzate al singolare maschili.

    Certo che sei i miei concittadini analfabeti usassero la lingua degli indigeni avremo meno problemi a capirci e soprattutto a farci capire dalle persone più anziane e meno sbruffone.

    Quando saprete esprimere gli stessi concetti nella Vostra lingua nativa, allora potrò pensare che il mio interlocutore ne abbia compreso il senso.

    Chi non sa' ciò che dice parla per sigle, come gli americani. Poi si lamentano che hanno Bush.
    non+autenticato
  • Io trovo ridicoli gli interventi di quanti, anziché concentrarsi sul merito, hanno preferito evidenziare quelli che sono certamente errori di battitura.

    Il commento è stato scritto velocemente come dimostra l'uso del plurale in luogo del singolare o viceversa.

    La lettera "m" è un probabile errore di battitura, mentre chi lamenta l'accento su una sillaba compie due errori: il primo è che l'accento cade per forza di cose sulla vocale, il secondo è che si tratta di una contrazione con apostrofo e non di un accento, come avviene per esempio con ca', in luogo di casa.

    Nel merito credo che non si possa dare torto all'autore del commento; la nostra incapacità ad esprimerci (dunque non solo correttamente) nella nostra lingua, manifesta la difficoltà che abbiamo nel comprenderne i contenuti.

    Nessuno infatti ha aggiunto una espressione italiana da sostituire alla volgarità in oggetto.

    Qualcuno dei nostri campioni nazionali scriveva: le parole sono fatte per essere comprese - le sigle e i termini in gergo no! - sarebbe forse il caso di iniziare a rifletterci.

    L'alternativa è quella di continuare a leggere traduzioni orribili come "settaggi" o "scannerizzazione" derivati da radici che non appartengono alla nostra lingua.

    Purtroppo tutti sappiamo che le distribuzioni GNU/Linux siano piene di simili strafalcioni, come pure che gli stessi sviluppatori dei programmi a sorgente aperto non siano in gran parte in grado di comprendere la propria lingua, che sarebbe il caso di ricordare, ha un vocabolario che in molti casi è normato per via legislativa.

    Certo, come avviene in Francia, dove le Leggi però il popolo le legge, mentre in Italia le ignora.

    Parlare di ignoranza è dunque lecito.
    non+autenticato