La vita virtuale inizia da un virus

Non è un informatico ma è un virus biologico completamente simulato in tutti i dettagli, grazie all'uso di supercomputer e milioni d'atomi digitali

Irvine (USA) - Un gruppo di ricercatori statunitensi è riuscito ad assemblare un modello simulato di virus del tabacco, tra i più semplici esemplari di questi curiosi elementi della biosfera, situati nella zona grigia a metà tra materia inanimata e vivente.

Grazie all'uso di supercalcolatori, come già avvenuto nella simulazione del tessuto cerebrale umano, è stato possibile organizzare milioni di atomi digitali per creare un modello perfetto di virus completamente "virtuale" e al contempo "funzionante".

Finora, come fanno sapere i portavoce della National Science Foundation, "gli scienziati non erano mai riusciti a spingersi oltre la simulazione informatica di poche cellule": il virus "virtuale" sarebbe la prima simulazione completa di una forma di vita.
Il modello messo a punto è infatti dotato di tutti gli elementi che compongono un virus: dal "guscio" proteico, detto capside, fino al codice genetico contenuto al suo interno. La potenza di calcolo richiesta dalla simulazione, che "vive" in maniera perfettamente funzionale, è enorme.

Klaus Schulten, alla guida del team dell'Università dell'Illinois che ha creato il virus virtuale, è riuscito a mantenere "in vita" la simulazione soltanto per 50 nanosecondi. "Per questa brevissima operazione avremmo dovuto impiegare almeno 35 anni di calcolo ininterrotto di un semplice sistema desktop", ha sottolineato Schulten.

Con la giusta potenza di calcolo, i modelli virtuali di virus ed altri organismi di base potranno essere utilizzati per mettere a punto vaccini e farmaci antivirali: un nuovo spiraglio nella lotta all'epidemia di HIV?

La simulazione matematica ed informatica di forme di vita potrà essere realizzata senza problemi "soltanto a partire dai prossimi anni", aggiunge Schulten, "quando saranno disponibili nuovi apparati di calcolo ancora più potenti". Per il momento, il miracolo della vita è ancora troppo distante per essere emulato da un calcolatore elettronico.

Tommaso Lombardi
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93 Commenti alla Notizia La vita virtuale inizia da un virus
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  • ne simula solamente alcune caratteristiche.
    Le caratteristiche simulate sono quelle che noi riteniamo interessanti.
    La simulazione è quindi per sua definizione limitata.
    La quantità di informazione necessaria per simulare perfettamente un sistema è >= a quella contenuta nel sistema stesso.
    Tutti i sistemi sono in realtà sistemi aperti.
    Non è possibile simulare perfettamente un sistema aperto (bisognerebbe simulare l'universo).
    A livello molecolare e di interazione per quel che ne sappiamo ad oggi (secondo cioè i più esatti MODELLI scientifici) siamo nel campo della fisica quantistica e della teoria dei campi.
    I modelli in gioco non sono più deterministici ma probabilistici.
    Sistemi così complessi non riusciamo a trattarli a questo livello.
    Questo solo per spazzare via dalla testa divagazioni inutili.
    non+autenticato
  • esiste un ramo della fisica chiamato meccanica statistica che si occupa in parte di queste cose
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > esiste un ramo della fisica chiamato meccanica
    > statistica che si occupa in parte di queste cose

    Sì ma non può rimediare al fatto che una simulazione è comunque limitata.
    non+autenticato
  • dipende cosa intendi per limitata, ci sono simulazioni che possono simulare in modo accuratissimo le fasi lunari per i prossimi 1000 anni, ce ne sono altre che ti danno la posizione delle stelle viste dalla terra 30000 anni fa, come ce ne sono altre che ti dicono cosa succede se 3 atomi fanno a capocciate, dipende sempre e comunque dal problema
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > dipende cosa intendi per limitata, ci sono
    > simulazioni che possono simulare in modo
    > accuratissimo le fasi lunari per i prossimi 1000
    > anni, ce ne sono altre che ti danno la posizione
    > delle stelle viste dalla terra 30000 anni fa,
    > come ce ne sono altre che ti dicono cosa succede
    > se 3 atomi fanno a capocciate, dipende sempre e
    > comunque dal problema

    Sono quello del post originale, giusto per non confonderci mi chiamo Umberto (mi ero dimenticato di firmare) e per chiarirci avrei una laurea in fisica, per quello che può contare qui in Italia (infatti ora mi occupo d'altro).
    Il mio post extra sintetico, in cui ho messo solo alcuni punti essenziali su cui pensare, era dovuto in parte a stanchezza, in parte al fatto che il lavoro incombe sulle mie spalle... ma anche da esigenze di chiarezza e immediatezza. A qualcuno può non essere immediatamente chiaro in che modo un sistema venga definito "complesso" e perchè.
    Come un programma tipo skyglobe, tanto per intenderci, calcoli (in una mappa a superficie sferica, quindi 2dimensionale) la posizione delle stelle da +o- 30000 anni basandosi comunque su dati che hanno di per sè un certo margine di errore che, a seconda dei casi, può aumentare con l'evoluzione del sistema in maniera quasi lineare, per cui è possibile tenerne conto, nel senso che anche l'incertezza aumenta quasi linearmente, ma non completamente, perchè si devono trascurare certe perturbazioni.
    Se mi devo mettere con un binocolo o un telescopio a guardare in giro o fotografare, o programmare un missione di un satellite da qui a qualche decennio va bene (ma non uso skyglobe nel secondo caso...), per uso didattico va ancora meglio, a patto di sapere e spiegare che strumento si ha in mano: non uso un metro per misurare un accoppiamento meccanico cilidro-pistone...
    Un sistema biologico ha in sè caratteristiche ad evoluzione "controllabile" diciamo per intenderci "lineare" e altre che si possono definire ad evoluzione "complessa", in vario modo, che mettiamo nel calderone "non lineare". Matematicamente, e quindi anche da un punto di vista del calcolo, questo significa che di una parte abbiamo un MODELLO la cui evoluzione nel tempo si tratta con equazioni differenziali lineari o quasi lineari, che possiamo risolvere analiticamente o più spesso numericamente ("discretizzando" il calcolo), con tempi di calcolo accettabili e incertezze sui valori iniziali che non portano a risultati molto "divergenti" per valori iniziali abbastanza vicini. Tutte le altre caratteristiche che stanno nel calderone possono essere o modellizzate tramite equazioni non-lineari, quindi tipicamente a forte dipendenza dalle condizioni iniziali, per cui valori vicini all'inizio potrebbero portare a stati molto diversi anche dopo poco tempo, oppure essere descritti da un modello a stati discreti (tipo automi cellulari), o anche non avere un modello di evoluzione "decente".
    Tipicamente la simulazione aiuta a comprendere le categorie del calderone suddetto, quindi perfezionare i modelli non lineari e/o trovarne. Per i modelli non lineari aiuta almeno a definire "tipi" di evoluzione, ovvero se esiste un numero finito (e sperabilmente piccolo) di macrostati in cui il sistema va a finire comunqe... esempio non calzante, ma tanto per capirci: osservando una mela piccola per esempio, se conosco poco le mele ma ne ho viste tante mature, posso dire che a maturazione completa sarà "gialla", "verde" o "rossa" ma non "nera" o "viola"...
    Non esiste una "simulazione esatta" di un sistema fisico che non sia il sistema fisico stesso. Semplicemente perchè per definizione la simulazione contiene SOLO ALCUNE DELLE CARATTERISTICHE DEL SISTEMA MA NON TUTTE.
    Si tratta solo di chiarire che "simulazione esatta" si riferisce strettamente al modello utilizzato e ai parametri che si considerano, per cui c'è corrispondenza biunivoca fra i definiti parametri iniziali e finali di sistema e modello.

    Umberto
    non+autenticato
  • Mi lascia molto perplesso l'indicazione che il tutto si risolverà negli anni grazie ad una maggior potenza di calcolo.
    Chi si occupa di informatica sa che un algoritmo a complessita esponenziale (e dal tipo di simulazione non stento a credere che sia così) la maggior potenza permette solamente di fare + velocemente le cose semplici, ma non di scalare sui progetti + complessi.

    Fra qualche anno il virus del tabacco magari vivrà per più tempo, ma non si riuscirà neppure a capire l'interazione del virus con altre cellule.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Mi lascia molto perplesso l'indicazione che il
    > tutto si risolverà negli anni grazie ad una
    > maggior potenza di calcolo.
    > Chi si occupa di informatica sa che un algoritmo
    > a complessita esponenziale (e dal tipo di
    > simulazione non stento a credere che sia così) la
    > maggior potenza permette solamente di fare +
    > velocemente le cose semplici, ma non di scalare
    > sui progetti + complessi.
    >
    > Fra qualche anno il virus del tabacco magari
    > vivrà per più tempo, ma non si riuscirà neppure a
    > capire l'interazione del virus con altre cellule.

    O magari no.
    non+autenticato
  • La notizia è da ricercare in due punti secondo me:
    durata della simulazione: simulare un migliaio di atomi per un nanosecondo su un PIV a 3.0 GHz porta via una settimana (è una cosa che faccio abitualmente) per cui utilizzo di calcolo distribuito in manniera efficace;
    complessità della struttura simulata: tutte le interazioni inter e intra molecolari sono descritte correttamente e non si hanno errori come ad esempio il capside che si apre o il dna che ne fuoriesce...
    Per concludere una simulazione consiste nel risolvere nel tempo l'equazione del moto di Newton. Si usa un timestep nell'ordine dei femtosecondi, e ad ogni timestep viene calcolato il gradiente del potenziale per ogni atomo, in modo da calcolarne la forza e l'accelerazione, da cui si ottiene la posizione di tale atomo nel timestep successivo e il ciclo si ripete... 50 ns sono 50 milioni di timestep, che per un milione di atomi sono 50*10^12 gradienti da calcolare (sui tre assi cartesiani)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La notizia è da ricercare in due punti secondo
    > me:
    > durata della simulazione: simulare un migliaio di
    > atomi per un nanosecondo su un PIV a 3.0 GHz
    > porta via una settimana (è una cosa che faccio
    > abitualmente) per cui utilizzo di calcolo
    > distribuito in manniera efficace;
    > complessità della struttura simulata: tutte le
    > interazioni inter e intra molecolari sono
    > descritte correttamente e non si hanno errori
    > come ad esempio il capside che si apre o il dna
    > che ne fuoriesce...
    > Per concludere una simulazione consiste nel
    > risolvere nel tempo l'equazione del moto di
    > Newton. Si usa un timestep nell'ordine dei
    > femtosecondi, e ad ogni timestep viene calcolato
    > il gradiente del potenziale per ogni atomo, in
    > modo da calcolarne la forza e l'accelerazione, da
    > cui si ottiene la posizione di tale atomo nel
    > timestep successivo e il ciclo si ripete... 50 ns
    > sono 50 milioni di timestep, che per un milione
    > di atomi sono 50*10^12 gradienti da calcolare
    > (sui tre assi cartesiani)

    Hai messo Seti@home e vuoi sciorinarci questo mare di stronzate?!
    non+autenticato
  • ehm...
    qualche decina d'anni fa, un certo Heisenberg e un certo Schroedinger inventarono la meccanica quantistica, forse t'è sfuggito qualche anno di storia?
    per la cronaca, se risolvi le eq. di Newton di un atomo, trovi che il tempo di vita medio è di qualche frazione di nanosecondo (o giù di li), dopo di che l'atomo decade perché l'elettrone precipita sul nucleo, ma siccome te stai qua a sparare ste cavolate, e io sto qua a correggerti, significa che esistiamo, quindi mi sa che ste cose non si risolvono con l'eq. di Newton, visto che hai fatto il saccente, lo faccio pure io, e per la cronaca quello che si risolve è l'eq agli autovalori di Schroedinger:
    H*|s> = E*|s> che permette di determinare gli stati stazionari (autostati dell'hamiltoniana) del sistema in esame, successivamente conoscendo gli autostati dell'hamiltoniana e mettendosi in una base in cui H è diagonale (ovvero in una base degli autostati di H), si può determinare l'evoluzione temporale del sistema tramite l'eq. di Schroedinger che permette di determinare l'operatore di evoluzione temporale, che, nella base in cui H è diagonale, si riduce ad un termine oscillate in cui compare E*t (E energia, t tempo) con qualche costante che mo è inutile specificare

    detto questo, non tutti i problemi si possono risolvere così facilmente, allora quello che si fa è risolvere il problema che si sa risolvere, e poi si corregge la soluzione per tenere conto del resto (ad esempio le interazioni tra più atomi o altro) usando metodi perturbativi o quello che conviene usare, e sono queste correzioni che vengono calcolate con l'aiuto dei super pc, dato che spesso richiedono il calcolo di decine e decine di termini, per non parlare della risoluzione di equazioni (che ovviamente va fatto in modo numerico) in alcuni casi anche non lineari

    torna a giocare col Seti@Home come diceva giustamente qualcuno qua sopra vaSorride
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ehm...
    > qualche decina d'anni fa, un certo Heisenberg e
    > un certo Schroedinger inventarono la meccanica
    > quantistica, forse t'è sfuggito qualche anno di
    > storia?
    > per la cronaca, se risolvi le eq. di Newton di un
    > atomo, trovi che il tempo di vita medio è di
    > qualche frazione di nanosecondo (o giù di li),
    > dopo di che l'atomo decade perché l'elettrone
    > precipita sul nucleo, ma siccome te stai qua a
    > sparare ste cavolate, e io sto qua a correggerti,
    > significa che esistiamo, quindi mi sa che ste
    > cose non si risolvono con l'eq. di Newton, visto
    > che hai fatto il saccente, lo faccio pure io, e
    > per la cronaca quello che si risolve è l'eq agli
    > autovalori di Schroedinger:
    > H*|s> = E*|s> che permette di determinare gli
    > stati stazionari (autostati dell'hamiltoniana)
    > del sistema in esame, successivamente conoscendo
    > gli autostati dell'hamiltoniana e mettendosi in
    > una base in cui H è diagonale (ovvero in una base
    > degli autostati di H), si può determinare
    > l'evoluzione temporale del sistema tramite l'eq.
    > di Schroedinger che permette di determinare
    > l'operatore di evoluzione temporale, che, nella
    > base in cui H è diagonale, si riduce ad un
    > termine oscillate in cui compare E*t (E energia,
    > t tempo) con qualche costante che mo è inutile
    > specificare
    >
    > detto questo, non tutti i problemi si possono
    > risolvere così facilmente, allora quello che si
    > fa è risolvere il problema che si sa risolvere, e
    > poi si corregge la soluzione per tenere conto del
    > resto (ad esempio le interazioni tra più atomi o
    > altro) usando metodi perturbativi o quello che
    > conviene usare, e sono queste correzioni che
    > vengono calcolate con l'aiuto dei super pc, dato
    > che spesso richiedono il calcolo di decine e
    > decine di termini, per non parlare della
    > risoluzione di equazioni (che ovviamente va fatto
    > in modo numerico) in alcuni casi anche non
    > lineari
    >
    > torna a giocare col Seti@Home come diceva
    > giustamente qualcuno qua sopra vaSorride

    Quando ci sono di mezzo tanti atomi (milioni) si usano le equazioni di Newton. Per pochi atomi (nell'ordine delle centinaia) si possono usare metodi piu' precisi.
    non+autenticato
  • e daie, la meccanica quantistica non si usa quando c'è poca roba, ma quando è piccola (infatti nella meccanica statistica quantistica, c'è tanta roba ma si lavora in regimi in cui le leggi classiche non valgono più), non a caso i modelli statistici più precisi (statistici, quindi TANTA roba (nell'ordine di N, con N numero di Avogadro (ordine di grandezza 10^23))), sono quelli che usano la meccanica quantistica, spiega la condensazione di bose usando la meccanica classica vaSorride
    tra l'altro, le eq. di Newton non è che sono un metodo più o meno preciso, semplicemente le eq. di Newton NON descrivono la realtà, ma lo fanno SOLO ED ESCLUSIVAMENTE se si ha a che fare con ordini di grandezza molto (ma MOLTO) maggiori delle scale atomiche, e inferiori (più o meno) alle dimensioni (dimensioni inteso come scala delle masse, lunghezze, tempi, ecc...) del sistema solare
    per dimensioni comparabili con quelle atomiche le eq. di Newton semplicemente non funzionano, non è che sono o non sono precise, non funzionano punto (predicono cose che non sono la realtà), stesso discorso per dimensioni che superano quelle del sistema solare, la meccanica newtoniana non descrive la realtà e bisogna ricorrere alla relatività generale (che ad oggi è una delle teorie, se non la teoria, che da i risultati teorici più in accordo con quelli sperimentali), mentre nel caso di dimensioni atomiche si ricorre alla meccanica quantistica
    non+autenticato
  • Non riesco a credere alla faciloneria con cui vengono date notizie pseudoscientifiche.
    Forse servirà a farsi pubblicità ed a ricevere fondi, ma prima di pubblicarle i quotidiani dovrebbero almeno valutarle.
    Dall'articolo pare che questi 50 nanosecondi di simulazione abbiano creato un virus virtuale perfettamente funzionante.
    Davvero? E in base a cosa questi 50 nanosecondi hanno permesso di dire che la simulazione è riuscita? Con quale ambiente complesso e variabile il virus virtuale ha interagito per ben 50 nanosecondi mostrando un comportamento uguale al virus reale? E come si stabilisce l'uguaglianza di 50 nanosecondi di vita?

    Più leggo l'articolo e più sono le domande senza risposta. Questa simulazione tiene conto delle fluttuazioni quantistiche della materia? Sono simulati i fenomici fisici interni agli atomi o solo quelli chimici/elettrici che considerano l'atomo indivisibile come gli antichi greci?
    E l'ambiente circostante come è simulato, con quanti atomi, con che fenomeni quantistici?

    Ci sono molti dubbi teorici sulla possibilità anche solo teorica di simulare il mondo fisico.
    Il determinismo quantistico è una filosofia, non un fatto accertarto.
    Se è impossibile una simulazione del mondo fisico, cosa è riuscito in quei 50 nanosecondi?

    La notizia da dare era forse questa (molto meno accattivante): usando tecniche di calcolo distribuito, sono state simulate per 50 nanosecondi, in un ambiente fisico semplificato, i comportamenti di alcune proprietà chimico/fisiche degli atomi che compongono un virus esistente.

    Da qui a dire che è stato creato un modello che "vive" in modo perfettamente funzionante ci vuole la fantasia dei giornalisti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Non riesco a credere alla faciloneria con cui
    > vengono date notizie pseudoscientifiche.
    > Forse servirà a farsi pubblicità ed a ricevere
    > fondi, ma prima di pubblicarle i quotidiani
    > dovrebbero almeno valutarle.
    > Dall'articolo pare che questi 50 nanosecondi di
    > simulazione abbiano creato un virus virtuale
    > perfettamente funzionante.
    > Davvero? E in base a cosa questi 50 nanosecondi
    > hanno permesso di dire che la simulazione è
    > riuscita? Con quale ambiente complesso e
    > variabile il virus virtuale ha interagito per ben
    > 50 nanosecondi mostrando un comportamento
    > uguale al virus reale? E come si stabilisce
    > l'uguaglianza di 50 nanosecondi di vita?

    Senti, fai cosi: vai a spiegare agli scenziati come stanno le cose !

    > Più leggo l'articolo e più sono le domande senza
    > risposta. Questa simulazione tiene conto delle
    > fluttuazioni quantistiche della materia? Sono
    > simulati i fenomici fisici interni agli atomi o
    > solo quelli chimici/elettrici che considerano
    > l'atomo indivisibile come gli antichi greci?
    > E l'ambiente circostante come è simulato, con
    > quanti atomi, con che fenomeni quantistici?

    > Ci sono molti dubbi teorici sulla possibilità
    > anche solo teorica di simulare il mondo fisico.
    > Il determinismo quantistico è una filosofia, non
    > un fatto accertarto.
    > Se è impossibile una simulazione del mondo
    > fisico, cosa è riuscito in quei 50 nanosecondi?

    Se... Appunto... Se non provi come sai se e' impossibile ?

    > La notizia da dare era forse questa (molto meno
    > accattivante): usando tecniche di calcolo
    > distribuito, sono state simulate per 50
    > nanosecondi, in un ambiente fisico semplificato,
    > i comportamenti di alcune proprietà
    > chimico/fisiche degli atomi che compongono un
    > virus esistente.

    Ci spieghi soprattuto su che basi fai quest'affermazione ?

    > Da qui a dire che è stato creato un modello che
    > "vive" in modo perfettamente funzionante ci vuole
    > la fantasia dei giornalisti.

    Infatti solo tu hai / potevi capire una cosa del genere A bocca aperta    

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    >
    > Se... Appunto... Se non provi come sai se e'
    > impossibile ?
    >

    Perchè tu hai provato?
    Allora nemmeno tu puoi negare l'impossibilità!
    Solo quelli che hanno provato possono dire
    che è possibile, quindi taci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo

    > > Se... Appunto... Se non provi come sai se e'
    > > impossibile ?

    > Perchè tu hai provato?

    Ma io non ho detto che e' possibile o impossibile come hai fatto tu !

    > Allora nemmeno tu puoi negare l'impossibilità!
    > Solo quelli che hanno provato possono dire
    > che è possibile, quindi taci.

    E vuoi farmi tacere evitando di rispondere alle domande che ti ho posto ? Vedo che le hai tagliate via tutte quotando.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Non riesco a credere alla faciloneria con cui
    > vengono date notizie pseudoscientifiche.
    > Forse servirà a farsi pubblicità ed a ricevere
    > fondi, ma prima di pubblicarle i quotidiani
    > dovrebbero almeno valutarle.
    > Dall'articolo pare che questi 50 nanosecondi di
    > simulazione abbiano creato un virus virtuale
    > perfettamente funzionante.
    > Davvero? E in base a cosa questi 50 nanosecondi
    > hanno permesso di dire che la simulazione è
    > riuscita? Con quale ambiente complesso e
    > variabile il virus virtuale ha interagito per ben
    > 50 nanosecondi mostrando un comportamento uguale
    > al virus reale? E come si stabilisce
    > l'uguaglianza di 50 nanosecondi di vita?
    >
    > Più leggo l'articolo e più sono le domande senza
    > risposta. Questa simulazione tiene conto delle
    > fluttuazioni quantistiche della materia? Sono
    > simulati i fenomici fisici interni agli atomi o
    > solo quelli chimici/elettrici che considerano
    > l'atomo indivisibile come gli antichi greci?
    > E l'ambiente circostante come è simulato, con
    > quanti atomi, con che fenomeni quantistici?
    >
    > Ci sono molti dubbi teorici sulla possibilità
    > anche solo teorica di simulare il mondo fisico.
    > Il determinismo quantistico è una filosofia, non
    > un fatto accertarto.
    > Se è impossibile una simulazione del mondo
    > fisico, cosa è riuscito in quei 50 nanosecondi?
    >
    > La notizia da dare era forse questa (molto meno
    > accattivante): usando tecniche di calcolo
    > distribuito, sono state simulate per 50
    > nanosecondi, in un ambiente fisico semplificato,
    > i comportamenti di alcune proprietà
    > chimico/fisiche degli atomi che compongono un
    > virus esistente.
    >
    > Da qui a dire che è stato creato un modello che
    > "vive" in modo perfettamente funzionante ci vuole
    > la fantasia dei giornalisti.

    Buon giorno e ben tornato ad annoiarci.

    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=1400...
    non+autenticato

  • > Buon giorno e ben tornato ad annoiarci.
    >
    > http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=1400

    No, non siamo la stessa persona.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Buon giorno e ben tornato ad annoiarci.
    > >
    > >
    > http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=1400
    >
    > No, non siamo la stessa persona.

    In compenso ti meriti la stessa risposta.
    non+autenticato
  • ma che dici?
    fluttuazioni quantistiche della materia? si, ci sono anche i siluri fotonici e il modulatore quantico, ohhhhhhhh
    ma torniamo sulla terra va, quello che cercavi di dire era forse il principio di indeterminazione di heisenberg, che comunque sia non è una cosa che va simulata, dato che porta a determinati risultati (es [x, p] = i*h/(2*pi)) una volta che sai quelli, scrivi le eq. necessarie e le risolvi in modo numerico (ad esempio se vuoi vedere la dinamica di un sistema risolverai l'eq. di Schroedinger in modo numerico, oppure tramite un metodo perturbativo e risolvendo quest'ultimo in modo numerico grazie alla potenza dei pc moderni, e così via), per favore, non studiate su wikipedia, che poi ci ritroviamo con 15enni che vogliono insegnare fisica ai fisici e biologia ai biologi
    non+autenticato
  • Mi spiego meglio. C'era qualche tempo fa un gioco per computer chiamato life. Su una matrice di una grandezza a piacere, si coloravano (si dava vita) alcuni quadrati (cellule). Si faceva partire una simulazione che ad ogni passo di simulazione faceva morire le cellule troppo sole o con troppi vicini e faceva duplicare le altre cellule. Simulazione della vita? Ovviamente no.
    Questo meccanismo è troppo banale per simulare la complessità della vita. OK.
    Ora pare invece che degli scienziati ci siano riusciti o meglio che degli scienziati abbiano fatto una simulazione più complessa di quella di life e che dei giornalisti ne abbiano snaturato la portata con affermazioni fiabesche.
    Gli scienziati hanno simulato tutta la complessità del mondo fisico reale?
    Hanno simulato in modo numerico il principio di indeterminazione di heinsenberg?
    Ci sono profonde perplessità teoriche sulla possibilità di farlo. La formula di heisenberg, come qualsiasi formula utilizzata dai fisici è solo una approssimazione del mondo reale, la cui complessità non potrà mai essere simulata secondo me (affermazione gratuita ma in qualcosa bisogna credere ed un mondo deterministico non mi si addice). Non è una questione di computer potenti e di calcoli numerici di formule, è una questione        
    di determinismo quantistico. Esiste la possibilità teorica di simulare la realtà?
    Non so cosa dica wikipedia ma io, sostenitore della teoria del caos, penso di no!
    Il fatto è che non esiste nessuna prova scientifica che possa far decidere per il si o per il no.
    Torniamo alla simulazione. Ipotizziamo che una simulazione del mondo fisico reale sia possibile. È stato simulato dovvero?
    Si è tenuto conto di tutti i possibili fenomeni fisici oggi conosciuti? E quelli sconosciuti? Si è simulato a livello atomico, molecolare o subatomico?
    Per ognuno di questi livelli bisogna fare delle approssimazioni, per esempio trascurando i livelli sottostanti. Ogni approssimazione ci porta molto distanti dalla realtà. In un sistema caotico, piccolissimi differenze iniziali o anche piccolissime approssimazioni, portano a grandissime differenze in poco tempo.
    Se si è simulato a livello subatomico (questo non ha livelli sottostanti!) fino a dove si è arrivati, visto che per esempio la teoria delle stringhe non è ancora stata provata e manca di buona parte delle formule teoriche necessarie per una simulazione?
    Come si vede qualsiasi simulazione del mondo fisico ha dei limiti e da questi limiti viene la matematica certezza di forti differenze dalla realtà. Per esempio l'impossibilità di una simulazione dei fenomeni atmosferici in grado di prevedere realmente l'evolversi del tempo sul nostro pianeta è stata dimostrata matematicamente. Il comportamento del virus in questione è complesso come quello del tempo eppure viene detto che è stato simulato.
    Queste notizie vanno prese con molto scetticismo e la loro verità dovrebbe essere stabilità da gruppi di scienziati indipendenti e non coinvolti del progetto di simulazione che dovrebbero verificare i risultati e la loro portata prima della pubblicazione di farneticazioni sulla simulazione della vita.
    non+autenticato
  • Presto anche i PC saranno dotati di funzioni corporali, bisognerà educarli bene fin da piccoli, altrimenti da grandi c'è il rischio che si droghino o che vadano troppo a mignotte(virtuali).
    non+autenticato
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