Londra - Spiare le attività online dei dipendenti è fondamentale per mantenere
alti livelli di produttività e
sicurezza informatica all'interno di un'azienda. E' il parere del ministero britannico per le attività industriali, promotore del
DTI Information Security Breaches Survey: due aziende su tre hanno avuto problemi tecnici, legali o economici perché garantiscono libero accesso ad Internet a tutti gli impiegati.
I dipendenti, come ha sottolineato il responsabile della ricerca Chris Potter, possono accedere a materiale online illegale o utilizzare i mezzi di comunicazione digitale per condurre azioni di
spionaggio industriale. "Servono codici d'autoregolamentazione per tutti i dipendenti che usano Internet sul posto di lavoro", dichiara Potter in un'intervista rilasciata a
News.com, "perché questa situazione selvaggia, dove non ci sono controlli effettuati con attenzione, può far crollare la reputazione di un'impresa in un battibaleno".
Potter vorrebbe che le aziende britanniche si dotassero al più presto di
filtri per i contenuti web pericolosi, simili a quelli offerti da
SmartFilter. "Più della metà delle imprese non utilizza questi sistemi", fa notare Potter, "e sarebbe il momento che questo tipo di tecnologie venissero implementate anche per filtrare i messaggi di posta elettronica".
Il governo britannico, che per ottenere questo spaccato si è avvalso della collaborazione di aziende come
Microsoft,
Symantec,
ClearSwift ed
Entrust, sembra quindi propenso ad adottare la
soluzione in vigore negli Stati Uniti: spiare i dipendenti sul posto di lavoro è una
best-practice, un fluidificante a livello microeconomico ed una conseguente spinta per l'economia del paese.
Secondo una ricerca finanziata dalla
American Management Association, l'organizzazione che riunisce alcuni tra i migliori manager alle redini di piccole e grandi aziende, l'accesso indiscriminato a Internet può
abbassare drasticamente la produttività dei singoli dipendenti e ha spesso portato a
licenziamenti in tronco. In Italia, la situazione è distante anni luce da quella dei paesi anglofoni:
le garanzie per gli impiegati, come ha stabilito il
Garante della Privacy, non mancano.